L'acconto delle tasse di novembre 2025 e la richiesta di proroga e rateizzazione animano il dibattito tra Governo, partite IVA e associazioni. Novità, limiti, impatto e possibili scenari fra proposte e misure in evoluzione.
Il tema dell’anticipo fiscale previsto a novembre 2025 continua ad alimentare dibattiti, soprattutto fra i professionisti e le partite IVA. Al momento, non è stata ancora confermata dal Governo alcuna estensione dei vantaggi già applicati negli ultimi due anni, ossia la possibilità di posticipare e frazionare il secondo acconto delle imposte. L’incertezza riguarda quindi la doppia questione: da un lato, la tempistica per il pagamento, dall’altro, la chance di ripartire l’onere fiscale in più rate per agevolare la liquidità dei contribuenti più soggetti a tensioni finanziarie stagionali. In questo contesto si inseriscono numerose richieste da parte delle principali associazioni e ordini professionali, che sollecitano l’adozione di misure strutturali, affinché tali agevolazioni diventino una prassi ordinaria del sistema tributario italiano.
L’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) ha recentemente rilanciato la proposta di consentire la rateizzazione e il rinvio del secondo acconto delle imposte previsto per dicembre 2025. Questa istanza nasce dalle concrete difficoltà riscontrate dagli operatori economici – in particolare, lavoratori autonomi e piccole imprese – che devono spesso sostenere uno dei pesi fiscali più significativi dell’anno proprio in una fase, quella autunnale, caratterizzata spesso da una minore disponibilità di liquidità.
L’ANC, rappresentata dal presidente Marco Cuchel, sottolinea quanto la discrepanza tra il momento del versamento e i redditi effettivamente conseguiti possa mettere in seria difficoltà chi opera con partita IVA. La richiesta mira quindi a:
La questione non nasce oggi: le eccezioni adottate nel 2023 e 2024 hanno rappresentato una novità rilevante nella gestione fiscale dei contribuenti titolari di partita IVA. In quei due anni, infatti, per effetto delle disposizioni del DL n. 155/2024 e delle relative conversioni in legge, a determinate condizioni è stata concessa la possibilità di differire il secondo acconto delle imposte, in scadenza normalmente il 30 novembre, al 16 gennaio dell’anno successivo.
Oltre a poter effettuare il versamento in un’unica soluzione posticipata, era ammesso anche il frazionamento in cinque rate mensili di pari importo, con scadenza dal mese di gennaio a maggio. Sulle rate successive alla prima erano previsti interessi calcolati ai sensi della normativa in vigore (art. 20, D.Lgs. 241/1997).
Tale opportunità, tuttavia, era circoscritta: solo le persone fisiche titolari di partita IVA con ricavi o compensi fino a 170.000 euro annui avevano accesso al rinvio e alla rateizzazione. Ne restavano esclusi sia le società sia chi superava i limiti di reddito, così come le persone fisiche non titolari di partita IVA.
Il recente decreto legge fiscale approvato a giugno 2025, pur non intervenendo direttamente sulla questione del secondo acconto di novembre, ha portato una serie di novità che interessano in particolare le partite IVA e i lavoratori autonomi. Tra le principali:
L’estensione di misure fiscali agevolative, come il rinvio o la rateizzazione degli acconti, non coinvolge tutta la platea dei contribuenti. In base alla normativa degli ultimi anni, i requisiti previsti hanno delimitato chiaramente chi può beneficiare degli allentamenti nelle scadenze:
Il confronto fra istituzioni e associazioni di categoria sul tema del rinvio e della rateizzazione dell’acconto fiscale di novembre 2025 vede una posizione ufficialmente attendista da parte del Governo e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il titolare del dicastero, Giancarlo Giorgetti, nel corso di una recente audizione parlamentare, ha riconosciuto la validità delle richieste avanzate da ANC e altre associazioni ma ha anche sottolineato la necessità di valutare l’impatto di eventuali misure sul gettito e sui saldi di finanza pubblica.
Al momento, la conferma di una nuova proroga non è stata ufficializzata, ma rimane una possibilità aperta, subordinata all’analisi della sostenibilità delle finanze dello Stato. Il precedente degli anni 2023 e 2024 dimostra che è più probabile l’introduzione di misure eccezionali in concomitanza con criticità legate a contingenze economiche o a richieste ben argomentate da parte dei professionisti.
Anche il Consiglio nazionale dei commercialisti ha espresso apprezzamento per la recente apertura del Governo nella proroga al 21 luglio delle altre scadenze fiscali, vedendo in queste iniziative un segnale di ascolto nei confronti delle richieste di maggiore flessibilità e semplificazione.
L’introduzione di proroghe e possibilità di pagamento rateale del secondo acconto ha generato effetti sia positivi sia di complessa gestione su diversi fronti. Tra i principali vantaggi emersi si segnalano:
Le principali proposte riguardano:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...