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Quali costi extra e supplementi sono legali e da pagare al ristorante e quali no secondo l'avv. Massimilano Dona

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Quali supplementi applicati al ristorante sono davvero legali? Cerchiamo di capirlo attraverso le parole dall'avv. Massimiliano Dona, analizzando le voci di costo nascosto, la normativa, le pratiche scorrette, la trasparenza dei prezzi, il confronto internazionale e i diritti dei clienti.

Frequentare un locale per una cena o un pranzo dovrebbe rappresentare un’esperienza serena. Tuttavia, l’incertezza sui costi aggiuntivi applicati da alcuni esercenti può trasformare il momento conviviale in una situazione di disagio, soprattutto se il conto finale risulta inaspettatamente elevato. Nei ristoranti italiani è sempre più diffusa la discussione sui supplementi richiesti per servizi ritenuti extra, come la divisione delle portate, modifiche ai piatti o richieste particolari su ingredienti.

La legge italiana pone particolare attenzione alla tutela del consumatore, prevedendo obblighi specifici per gli esercenti, in particolare riguardo la trasparenza e la corretta informazione circa ogni costo. Le recenti polemiche, alimentate anche dai social, hanno spinto numerosi clienti a chiedersi quali sovrapprezzi siano effettivamente dovuti e come ci si possa difendere di fronte a pratiche scorrette. 

Cerchiamo di fare chiarezza su queste situazioni,. molto spesso assai spiacevoli, grazie alle spiegazioni del noto e autorevole Avvvocato Massimilano Dona

Quali supplementi sono legali secondo la normativa italiana

La legislazione italiana non vieta in modo assoluto i costi supplementari nei ristoranti, ma la loro applicazione deve avvenire nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e correttezza sanciti dal Codice del Consumo. Alcuni esempi di costi aggiuntivi previsti dalla prassi comprendono il cosiddetto coperto, il servizio al tavolo, i supplementi per modifiche ai piatti, divisione delle portate, extra per ingredienti particolari o la richiesta di piatti vuoti aggiuntivi.

  • Coperto e servizio: Spese classiche nel panorama italiano, obbligatorie solo se esplicitate. Il coperto comprende pane, tovagliato e apparecchiatura, mentre il servizio indica il lavoro dello staff di sala.
  • Supplementi per extra richieste: Un ristorante può chiedere una cifra ulteriore per richieste come divisione del piatto, porzioni servite separatamente, ingredienti extra (es. pepe, formaggio), eliminazione o aggiunta di componenti in un piatto. Tuttavia, queste voci sono lecite solo se chiaramente indicate, preferibilmente sul menù.
  • Piatti "fuori menù": Prodotti non presenti in carta, come pesci al peso, devono avere prezzo comunicato in anticipo.
  • Pagamenti elettronici: Dal 2022 è obbligata l’accettazione di carte e bancomat. Chi rifiuta può incorrere in sanzioni.
È importante sottolineare che ogni costo extra deve essere comunicato prima dell’ordine; l’addebito postumo di voci “a sorpresa” è da considerare una pratica scorretta, con possibili conseguenze per l’esercente. Il riferimento normativo chiave è l’articolo 187 del Regolamento di Pubblica Sicurezza, che vieta il rifiuto del servizio al prezzo esposto, salvo motivazioni documentate.

Trasparenza dei prezzi e obblighi di comunicazione del ristoratore

La chiarezza su prezzi e supplementi costituisce uno dei pilastri della tutela del cliente nella ristorazione italiana. Il ristoratore ha specifici obblighi di legge, primo fra tutti l’obbligo di esposizione visibile del menu con prezzi dettagliati, sia all’ingresso che sui tavoli. Ogni voce deve essere completa: prezzi delle portate, costi accessori, eventuali supplementi per ingredienti, servizio o coperto.

  • Menu e listini sempre accessibili: L’esercente deve garantire che il cliente conosca i prezzi prima di ordinare. Non sono ammesse sorprese a fine pasto.
  • Scontrino fiscale trasparente: Oltre all’obbligo dello scontrino fisale, il conto deve specificare ogni singola voce, la data, l’ora, i dati del ristorante, e eventuali supplementi devono essere scritti in modo leggibile e dettagliato.
  • Informazioni su piatti “a peso”: Se una portata è venduta al chilo (ad esempio pesce), il prezzo al kg va indicato chiaramente e il peso comunicato al cliente prima della cottura.
  • Allergeni e esigenze alimentari: Il locale deve fornire informazioni chiare su allergeni e opzioni alternative per intolleranti, vegetariani o vegani.
Omettere tali dettagli può configurare una pratica commerciale scorretta. Un cliente ha sempre il diritto di visualizzare il prezzo finale e, in caso di mancanze, può legittimamente contestare il conto. Anche i supplementi “fuori menu” proposti a voce richiedono trasparenza: il prezzo va esplicitato prima dell’ordine e confermato al cliente.

Supplementi più discussi: divisione piatti, modifiche al menu e ingredienti aggiuntivi

Tra i supplementi che generano più dibattito si segnalano richieste relative alla divisione dei piatti, le modifiche agli ingredienti e l’aggiunta di condimenti. Negli ultimi anni, alcuni addebiti hanno suscitato clamore tra i consumatori:

  • Divisione delle portate: Numerosi casi hanno visto clienti pagare cifre aggiuntive per un singolo piatto servito su due piatti separati, a coprire i costi di stoviglie extra, personale e pulizia. Legittimità solo se previsto dal menu.
  • Modifica ricette e ingredienti tolti: È capitato che la rimozione di un ingrediente da una pizza, invece che determinare uno sconto, fosse motivo per imporre un sovrapprezzo. Anche qui, la liceità dipende dalla specifica indicazione in menu.
  • Ingredienti aggiunti: Chiedere un surplus per extra (ad es. pepe, mozzarella, prosciutto) è ammissibile solo se indicato in anticipo. Senza segnalazione, non può essere imposto.
Le associazioni dei consumatori sottolineano come la battaglia non sia tanto sul piccolo importo, quanto sulla trasparenza: il cliente deve sempre essere informato in precedenza. Anche le richieste più curiose (come il caso di un extra per la spolverata di pepe) sono valide solo se inserite nel listino ufficiale del locale. La mancanza di comunicazione rende il supplemento contestabile.

Quando i sovrapprezzi non sono legittimi: pratiche scorrette e come contestare

Non tutti i supplementi sono leciti. È scorretto addebitare somme non giustificate o comunicate solo a fine pasto. Alcune pratiche sono da riconoscere come illecite:

  • Extra non previsti né annunciati: Inserire sovrapprezzi “a sorpresa”, come costi generici o per servizi spacciati per obbligatori ma non dichiarati in menu.
  • Pubblicità ingannevole: Proporre offerte apparentemente vantaggiose a cui vengono aggiunti costi nascosti (es. menu turistico al prezzo fisso più extra non annunciati).
  • Maggiorazioni discriminatorie: Diversificare prezzi a seconda del tipo di cliente o del metodo di pagamento.
  • Negare l’accesso a clienti già seduti senza motivazione valida: Pratica vietata; solo ragioni gravi motivate dall’art. 187 del Regolamento possono dar luogo a eccezioni.
In presenza di spese irregolari o di voci mai annunciate, il cliente può legalmente rifiutarsi di pagare la parte contestata, documentare l’accaduto (scontrini, foto, testimonianze) e rivolgersi alle autorità: Polizia Locale, Guardia di Finanza o associazioni di tutela come Antitrust. Una corretta contestazione richiede la raccolta di prove dettagliate a supporto della propria posizione.

Confronto internazionale: come funzionano i supplementi all’estero

Le normative e le consuetudini sui supplementi variano sensibilmente tra i Paesi. Qualche esempio illustrativo:

Stati Uniti Prassi di supplementi per piatti divisi o condivisi (split plate fee); obbligo di indicazione preventiva nel menu. Multe in caso di costi nascosti.
Regno Unito Le recenti normative vietano i “hidden fees”. Tutti i supplementi devono essere chiaramente esposti; costi imprevisti possono essere contestati.
Francia I prezzi includono il servizio ("service compris"). Supplementi ammessi solo se specificati chiaramente in menu.
Germania Pochi casi documentati di supplementi per divisione piatti, ma assoluto obbligo di trasparenza su qualsiasi extra.
Unione Europea Ciascun costo aggiuntivo deve essere indicato prima dell’ordine; la trasparenza è vincolante per tutta l’UE.

L’elemento comune in ambito internazionale resta la necessità di esplicitare ogni sovrapprezzo prima dell’acquisto; in caso contrario, il cliente gode di analoghe possibilità di contestazione.

Cosa fare in caso di conto irregolare e a chi rivolgersi

Di fronte a un conto che presenti somme o voci non chiarite né preventivamente annunciate, il consumatore può agire in più modi:

  • Richiedere chiarimenti immediati: Chiedere spiegazioni dettagliate al personale e rifiutarsi di saldare la parte contestata.
  • Documentare tutto: Fotografare il menu, lo scontrino e i piatti, raccogliere eventuali testimonianze.
  • Pagamento selettivo: Salda solo quanto legittimo e richiedi lo scontrino.
  • Segnalare alle Autorità: In caso di mancata soluzione, rivolgersi a Guardia di Finanza, Polizia Locale o alle associazioni dei consumatori per assistenza specifica o denuncia formale.
Associazioni come A.E.C.I. (Associazione Europea Consumatori Indipendenti) e l’Antitrust sono i principali riferimenti per ottenere tutela e consulenza in caso di situazioni dubbie o scorrette. La legge prevede esplicitamente la possibilità di coinvolgere le Forze dell’Ordine in caso di reiterate inadempienze.

Consigli pratici e diritti dei clienti al ristorante

Conoscere i propri diritti è la chiave per evitare di cadere vittima di supplementi poco chiari. Prima di ordinare, è sempre opportuno controllare attentamente il menu esposto, chiedere spiegazioni sulle voci dubbie e accertarsi che tutti i prezzi, inclusi eventuali extra e fuori menu, siano specificati chiaramente.

Il cliente ha il pieno diritto di contestare spese non dichiarate e di rivolgersi alle autorità competenti quando si verificano irregolarità. Solo con informazione, attenzione e trasparenza si assicura un’esperienza al ristorante in linea con le proprie aspettative e, soprattutto, conforme alla normativa vigente.




Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...