Nel 2026 i mercati finanziari potrebbero essere attraversati da sorprese inattese: fra boom economici, equilibri geopolitici in evoluzione, nuove sfide dall'intelligenza artificiale.
L'inizio del 2026 vede investitori e analisti concentrati su un quadro finanziario mondiale che si caratterizza per un equilibrio fragile, nato dopo gli shock inflattivi, i districati tentativi delle banche centrali per contenere i tassi e un'innovazione tecnologica senza precedenti. Rispetto agli ultimi anni, il panorama globale appare meno drammatico, ma è ancora profondamente influenzato da fattori esogeni imprevedibili e forze dirompenti.
Le aspettative moderate di crescita non escludono la possibilità di eventi inattesi, siano essi positivi o negativi, in grado di spostare rapidamente sentiment e performance dei mercati. L'individuazione e la valutazione di tali sorprese assume centralità per chi orienta i portafogli o li ribilancia, poiché la dispersione tra economie, settori e regioni resta elevata, e la rapidità nel leggere i nuovi dati macro o geopolitici appare oggi più che mai decisiva.
Per il 2026 sono state mappate cinque alternative sorprendenti in grado di impattare sugli equilibri attuali: eventi che potrebbero indurre forti mutamenti sia nelle strategie di investimento sia nelle dinamiche di crescita globale:
Il 2026 si presta ad essere un anno ricco di potenziali eventi in grado di riportare ottimismo e nuove occasioni sui mercati finanziari internazionali. I principali strategist, citando Christopher Teschmacher (L&G), evidenziano almeno tre macro-tematiche positive: un boom insperato dell’economia americana, una possibile distensione geopolitica sul fronte russo-ucraino con impatti su energia e difesa in Europa, e il ritorno della performance per mercati considerati secondari o sottovalutati come Regno Unito, Asia e mercati emergenti. Gli effetti di questi sviluppi inattesi potrebbero imprimere slancio a settori già protagonisti nel 2025 come la tecnologia e i finanziari, ma anche a comparti rimasti in ombra quali energia, utilities e titoli legati al ciclo economico di Italia e Spagna
La crescita della spesa legata all’Intelligenza Artificiale è in grado di amplificare gli utili sorprendendo al rialzo le aspettative, soprattutto grazie alla catena di forniture globale e all’adozione pervasiva di innovazioni. Secondo Pictet Asset Management, proseguono inoltre condizioni monetarie favorevoli che sostengono liquidità e allocazione di portafoglio verso asset pro-rischio.
Nonostante la reticenza ad abbandonare la prudenza dopo un 2025 turbolento, nuove finestre di investimento potranno emergere nei mercati emergenti e tra le mid-cap europee, mentre la ripresa del ciclo degli utili e la flessione degli spread nei mercati periferici euro si annunciano come ulteriori potenti motori di performance.
La prima vera sorpresa positiva suggerita da Teschmacher investe l’economia degli Stati Uniti. Nonostante un rallentamento atteso a inizio anno per effetto di inflazione e politiche commerciali più restrittive, le previsioni puntano su una capacità di ripresa superiore alle attese (stimoli da nuovi investimenti in AI, solidità dei bilanci societari, tagli ai tassi Federal Reserve). La storia degli ultimi cicli mostra che l’economia USA sorprende spesso gli scettici con un rimbalzo dell’occupazione, rafforzamento dei consumi e aumento della spesa in conto capitale.
Christopher Teschmacher sottolinea che “se il mercato del lavoro dovesse riaccendersi, la domanda interna sarebbe trainata dal rafforzamento dei redditi, spingendo l’inflazione e costringendo la Fed a rivisitare bruscamente le politiche monetarie”. Un ciclo di crescita sopra le attese potrebbe tradursi in nuovi massimi per i mercati azionari e rendimenti più sostenuti per le obbligazioni USA, con conseguenze a cascata sui flussi globali di capitale.
La solidità dei fondamentali statunitensi continua a sorprendere molti operatori dei mercati. Dopo una fase di rallentamento e tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso del 2025, molte strategie sono state improntate sul presupposto di una stabilizzazione della crescita. Eppure, la storia mostra come l'economia a stelle e strisce abbia spesso saputo reagire agli shock con una resilienza superiore alle attese. In questo scenario alternativo, il nuovo ciclo potrebbe vedere:
La persistente tensione tra Russia e Ucraina, da oltre tre anni al centro delle agende dei policy maker e degli investitori, potrebbe trovare inaspettatamente un punto di svolta nel 2026. Analisti di L&G e Pictet ipotizzano che un successo dei negoziati di pace determinerebbe una riduzione dei costi energetici, con effetti benefici sia sui consumatori che sulle imprese europee, specialmente in Germania e Italia.
La riapertura moderata alle forniture energetiche e l’abbassamento della volatilità fiscale consentirebbero un recupero dei titoli a medio rischio e dei bond regionali, spingendo la performance dei mercati obbligazionari dell’Eurozona. Alcuni settori come difesa vedrebbero invece una normalizzazione dei prezzi e dei multipli, chiudendo una fase di rialzi straordinari che li ha visti protagonisti nel 2025. La possibilità di investire in un’area europea stabilizzata dal punto di vista politico e fiscale, secondo i gestori intervistati, è un elemento che potrà sorprendere positivamente molti operatori, riaprendo flussi su azionario e credito domestico.
Una distensione nell'area europea rimane una delle incognite maggiori per il nuovo anno. Dopo anni di tensioni legate alla guerra in Ucraina, l'ipotesi di un accordo tra le parti principale potrebbe ridisegnare il quadro energetico e finanziario del continente. Gli investitori stanno monitorando da vicino:
Il terzo scenario di sorpresa positiva emerge dal Regno Unito e dalle potenzialità offerte dai mercati emergenti. Secondo le analisi di Pictet, la combinazione tra una Bank of England meno restrittiva, tagli ai tassi e riforme fiscali potrebbe favorire la ripresa degli investimenti e il rilancio della sterlina. Gli esperti avvertono che la forza mostrata dal mercato azionario britannico nel 2025 (sovraperformance rispetto a Wall Street) rischia di essere sottostimata dagli investitori focalizzati sui rischi di stagflazione.
Sul fronte dei mercati emergenti assistiamo a una convergenza di fattori positivi: dollaro USA più debole, tassi reali in calo e crescita superiore alla media. L’accelerazione nell’adozione dell’AI e il rafforzamento di istituzioni e infrastrutture in Asia e Sud America posizionano l’universo emergente come protagonista della crescita globale 2026. Paesi come India e Corea hanno aumentato la quota domestica nel mercato azionario, riducendo la dipendenza dai capitali esteri e abbassando la volatilità. Questo scenario apre a nuove opportunità per gli investitori attenti ai trend di lungo termine.
Il Regno Unito si trova ad affrontare un bivio. Da un lato, le incertezze sul mercato del lavoro, la pressione fiscale e un'inflazione che rallenta spingono a una visione prudente; dall'altro, sussistono elementi in grado di sorprendere con un ritorno alla crescita:
L’AI si conferma il motore di crescita ma anche la potenziale fonte di volatilità sistemica dei mercati. Christopher Teschmacher ricorda che l’effetto degli investimenti massivi in AI, pur avendo alimentato rally storici nei settori Tech e Comunicazione, lascia il mercato in bilico tra ottimismo e rischio di eccessi. La dipendenza dalle "core AI stocks" – come NVIDIA, Microsoft e altri – ha contribuito a concentrare il rischio nei portafogli e a creare valutazioni che appaiono vulnerabili a shock sugli utili futuri.
Il pericolo più temuto riguarda un rallentamento imprevisto della crescita: se la rivoluzione AI dovesse incontrare regolamentazioni restrittive o un’adozione rallentata, potremmo osservare una replica dei pattern delle bolle tecnologiche passate. Un ulteriore rischio è la crescente confittualità sociale e politica legata alla sostituzione del lavoro da parte delle macchine, come sottolineano i commenti pubblici nei principali paesi OCSE. Un’ondata di regolamentazione potrebbe frenare i giganti tecnologici e scatenare volatilità cross-market, con potenziali riflessi in termini di disoccupazione e tensioni sociali.
L'AI resta l'elemento più imprevedibile del ciclo economico attuale. Non solo per le opportunità offerte in termini di produttività, ma anche per i rischi che potrebbero derivare da un'adozione troppo rapida o da fenomeni di disoccupazione tecnologica. Gli osservatori segnalano:
La traiettoria cinese deve ancora trovare la via della stabilità. Un nuovo stimolo fiscale di Pechino, se accompagnato da rinnovato slancio tecnologico e da segnali di stabilizzazione immobiliare, potrebbe innescare una rapida inversione dei flussi internazionali:
L'inizio del 2026 offre un profilo meno drammatico ma più complesso rispetto ai periodi immediatamente precedenti. La crescita mondiale si mantiene intorno al 3% secondo istituzioni come FMI e OCSE, con l'Asia e le economie emergenti trainanti, mentre l'Europa e il Nord America affrontano cicli asimmetrici, compressi tra esigenze di disciplina fiscale e volontà di stimolare l'economia.
La nuova parola chiave è dispersione. La qualità della crescita è eterogenea tra paesi e settori, e la normalizzazione della politica monetaria procede in modo disomogeneo. In tale scenario si registrano alcune tendenze:
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Scenario |
Implicazioni di mercato |
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Rallentamento ordinato |
Moderata crescita globale, disinflazione graduale, volatilità episodica. |
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Soft landing migliore |
Miglioramento del sentiment, investimenti e fiducia resilienti. |
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Crescita fragile/stagflation |
Pressioni sui margini, incertezza post-monetaria, shock geopolitici. |
La varietà di risultati attesi rafforza il bisogno di letture agili e strategie di risk management raffinate, orientando i flussi verso soluzioni dinamiche e titolo-specifiche.
Per i principali specialisti come Ersel, Pictet AM e Morningstar Indexes, il 2026 presenta un equilibrio delicato tra ricerca di rendimento e gestione dei rischi. Gli asset azionari proseguono la corsa, ma i premi per il rischio risultano compressi. L'attenzione si concentra sulle seguenti tendenze: