Guidare di notte può diventare difficile anche da giovani e con una vista apparentemente buona: pedoni poco visibili, fari e aloni, cataratta, secchezza o occhiali inadatti possono incidere. Ecco cosa riferire all’oculista e come muoversi.
Uno studio condotto su 28 giovani adulti ha osservato che la sfocatura e una simulazione della cataratta riducevano la capacità di riconoscere i pedoni durante la guida notturna. È una differenza che può sfuggire a un normale controllo della vista: leggere bene le lettere non significa distinguere con la stessa facilità una persona sul bordo della strada, tra fari, ombre e asfalto bagnato.
La difficoltà si può presentare anche in persone giovani, che non hanno mai ricevuto una diagnosi oculistica. Quando si ripete o fa sentire insicuri al volante, è bene parlarne durante una visita. La strada mette alla prova aspetti diversi della vista: il contrasto, l’adattamento alla penombra e la sensibilità all’abbagliamento, mentre la lettura avviene spesso davanti a caratteri netti e ben illuminati.
Una tavola di lettere misura soprattutto la capacità di cogliere dettagli in condizioni definite, di solito con luce stabile e simboli scuri su fondo chiaro. La scena notturna è meno ordinata. Un pedone può indossare abiti scuri, trovarsi in una zona poco illuminata o comparire per pochi istanti davanti a un veicolo in arrivo. Il contrasto è più basso e resta meno tempo per capire che cosa si sta guardando.
Con poca luce l’occhio deve adattarsi alla penombra. Nel frattempo, fari e lampioni creano punti luminosi intensi. Il passaggio rapido da una zona buia a una illuminata può rendere più faticoso individuare contorni, ostacoli e persone. Per questo la nitidezza misurata in ambulatorio non restituisce da sola tutte le prestazioni visive richieste dalla guida notturna.
La pioggia complica ulteriormente la situazione. L’asfalto bagnato riflette le luci e moltiplica le superfici brillanti; strisce della carreggiata, fanali e insegne possono confondersi, mentre una sagoma scura risalta meno. Fari e riflessi abbassano il contrasto proprio quando occorre distinguere rapidamente un pedone o un ciclista dallo sfondo.
Il disturbo può essere diffuso oppure legato a circostanze precise: una luce che sembra allargarsi, aloni intorno ai fari, abbagliamento che dura a lungo o difficoltà a vedere dopo aver incrociato un’auto. C’è anche chi percepisce la strada meno definita, pur leggendo normalmente da vicino o durante la visita oculistica. È utile osservare in quali situazioni compare, oltre a riferire la nitidezza ottenuta nel test.
Pioggia, parabrezza sporco e lenti degli occhiali segnate possono accentuare i riflessi. La luce si diffonde sulle superfici e crea velature, che si sommano alle difficoltà visive. Pulire il vetro all’interno e all’esterno e verificare che le lenti siano pulite sono interventi semplici; se il disturbo si ripresenta, occorre comunque riferirlo durante una valutazione.
Il momento in cui compare il fastidio e il modo in cui si manifesta sono informazioni utili per l’oculista. Aloni e riflessi vanno descritti insieme alla storia visiva e agli altri sintomi: possono accompagnare condizioni oculari diverse o elementi correggibili.
La cataratta è l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale situata all’interno dell’occhio. Può rendere la vista annebbiata o meno nitida e provocare aloni e fastidio davanti a luci intense. Può interessare anche persone giovani. La sensibilità ai fari rientra tra i disturbi che possono accompagnarla.
Durante la visita, l’oculista può esaminare il cristallino e le altre strutture dell’occhio, oltre a controllare la qualità della correzione visiva. Aiuta descrivere con precisione il cambiamento: se è graduale o improvviso, se interessa un occhio o entrambi e se la visione è annebbiata anche di giorno.
Nella ricerca del 2012, sfocatura e cataratta simulata hanno peggiorato il riconoscimento dei pedoni nei 28 giovani adulti coinvolti. La prova ha riprodotto queste condizioni durante la valutazione della guida notturna. La prestazione al buio può cambiare quando la visione è sfocata o presenta caratteristiche simili a quelle della cataratta.
Le difficoltà con le luci possono dipendere anche dall’occhio secco. Questa condizione può causare visione fluttuante e bruciore o irritazione; la qualità della vista può cambiare durante una guida lunga o in ambienti con aria secca. Se la superficie oculare non è ben lubrificata, la visione può risultare meno stabile. La nitidezza che varia è un dettaglio da riferire allo specialista, soprattutto in presenza di secchezza o fastidio.
Può incidere anche una correzione ottica non più adatta alle esigenze attuali. La prescrizione degli occhiali potrebbe essere cambiata, oppure le lenti possono essere sporche, graffiate o poco adatte all’uso abituale. Anche una differenza tra i due occhi influisce sulla percezione complessiva. Per questo, durante la valutazione, è utile controllare gli occhiali e la prescrizione.
Se il disturbo si ripete, la visita dovrebbe partire dai sintomi e dalle circostanze in cui compaiono, oltre che dalla capacità di leggere. In base a quanto riferito e all’esame, l’oculista stabilisce quali verifiche siano pertinenti. Per individuare la causa serve un esame; il colore dei fari e l’età di chi guida non bastano a descriverla.
Dire soltanto «vedo male al buio» lascia fuori particolari che possono aiutare a inquadrare il disturbo. Prima della visita, conviene ripercorrere le situazioni in cui si presenta e annotare, se necessario, alcuni elementi:
Le lenti gialle vengono talvolta proposte per migliorare la visione notturna o attenuare l’abbagliamento dei fari. Nel 2019, un test al simulatore pubblicato su JAMA Ophthalmology, con 22 partecipanti, non ha rilevato benefici nel riconoscimento dei pedoni né nella gestione dei fari delle auto in arrivo. In quella prova le lenti gialle non hanno migliorato le prestazioni misurate.
Il filtro giallo non corregge una prescrizione sbagliata. Le lenti colorate, inoltre, non chiariscono se siano presenti cataratta, occhio secco o altre condizioni. La valutazione oculistica resta il passaggio da considerare quando la difficoltà di vedere al buio si ripete.
Meglio evitare di provare al volante occhiali acquistati senza una valutazione. Se una lente prescritta produce riflessi o peggiora la percezione, il problema va riferito all’oculista o all’ottico che segue la correzione. La scelta dipende dalla causa del disagio e dalle caratteristiche visive di chi guida; non si dovrebbe modificare da soli la prescrizione.
Per ridurre i riflessi dovuti alle superfici sporche, si possono pulire parabrezza e lenti, controllando il vetro anche all’interno e mantenendo puliti gli specchietti. Se pioggia e fari rendono difficile distinguere la strada, è prudente fermarsi o organizzare diversamente lo spostamento. Queste verifiche riguardano le condizioni del veicolo; i disturbi visivi ricorrenti meritano un controllo.
Chi non riesce a riconoscere con sicurezza pedoni e ostacoli dovrebbe sospendere la guida notturna e trovare un’alternativa finché il problema non sia stato valutato. Non occorre aspettare che la vista dia difficoltà anche di giorno: un cambiamento che si ripete e interferisce con la guida è già un motivo per parlarne con l’oculista.
Un calo improvviso della vista richiede assistenza urgente, soprattutto se accompagnato da dolore o forte rossore. In quel caso è meglio non guidare per raggiungere un servizio sanitario: ci si può far accompagnare o chiedere assistenza. Un sintomo comparso all’improvviso richiede un comportamento diverso da un fastidio stabile, limitato ai momenti in cui si incontrano i fari.
Durante la visita, portare gli occhiali utilizzati e descrivere quando la strada diventa meno leggibile permette di ricostruire meglio il problema. La valutazione può concentrarsi sui sintomi, sulla correzione e sulle condizioni dell’occhio; se la guida notturna è diventata insicura, nel frattempo è meglio rinunciarvi.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...