Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Canne di scarico e scivoli rifiuti in condominio: diritti e regole per usarle anche se murate o bloccate

di Marianna Quatraro pubblicato il

In alcuni condomini sono ancora presenti le canne di scarico per i rifiuti, ma la maggior parte di questi impianti oggi risulta bloccata, sigillata o addirittura murata, e molti condomini si chiedono se sia ancora possibile riutilizzarle: la risposta e cosa si può fare.

Rimani aggiornato con BusinessOnline
Aggiungi come fonte
preferita su Google
X Instagram

Chi vive in un condominio costruito prima degli anni Novanta ricorda bene le canne di scarico per i rifiuti: quelle piccole botole presenti su ogni pianerottolo, collegate a un unico condotto verticale che portava la spazzatura fino a un locale comune al piano terra. Oggi la maggior parte di questi impianti risulta bloccata, sigillata o addirittura murata, e molti condomini si chiedono se sia ancora possibile riutilizzarle, magari per liberarsi comodamente dei sacchetti senza scendere le scale. La risposta è chiara: per lo scopo originario, no, ma la canna può avere una seconda vita con altre funzioni.

Perché le canne per i rifiuti sono state chiuse

Le canne di scarico, dette anche scivoli o pattumiere condominiali, erano molto diffuse nell'edilizia del dopoguerra perché garantivano un comodo smaltimento dei rifiuti senza dover scendere fino al piano terra. Con il tempo, però, questo sistema si è rivelato fortemente problematico dal punto di vista igienico sanitario.

I motivi principali che hanno portato alla loro chiusura, ormai da decenni, sono essenzialmente tre:

  • Proliferazione di insetti e roditori: il condotto verticale, semichiuso e caldo, costituiva un ambiente ideale per la riproduzione di scarafaggi, blatte e talvolta topi, che poi si diffondevano nei singoli appartamenti attraverso le botole dei vari piani.
  • Cattivi odori diffusi in tutto lo stabile: i rifiuti organici in decomposizione lungo tutta la canna generavano miasmi che risalivano fino ai piani alti, rendendo l'aria dei pianerottoli e talvolta degli appartamenti irrespirabile.
  • Impossibilità di fare la raccolta differenziata: con l'introduzione della normativa sulla raccolta differenziata, un unico condotto che mescolava indistintamente carta, plastica, vetro e umido è diventato semplicemente incompatibile con le regole comunali sullo smaltimento dei rifiuti.
Per questi motivi, già a partire dagli anni Ottanta e Novanta, la maggior parte dei Comuni italiani ha imposto o comunque fortemente incentivato la chiusura definitiva di questi impianti, spesso murando fisicamente le botole di accesso ai vari piani.

Si può riaprire la canna per buttare di nuovo la spazzatura?

La domanda che molti condomini si pongono è semplice: posso riaprire lo sportello murato sul mio pianerottolo e tornare a usare la canna come discarica verticale? La risposta è no.

Anche volendo ignorare il problema igienico sanitario (che comunque resterebbe, dato che la canna non è più collegata a un sistema di smaltimento regolare), esiste un ostacolo giuridico insormontabile: i regolamenti edilizi comunali vietano espressamente questo tipo di utilizzo. La normativa sui rifiuti urbani, unita alle disposizioni igienico sanitarie locali, ha reso queste canne incompatibili con le regole attuali, che impongono la raccolta differenziata per singola frazione merceologica.

Riaprire abusivamente una canna di scarico per gettarvi rifiuti, quindi, non è solo una scelta poco igienica: può esporre il condomino che lo fa a sanzioni amministrative e a responsabilità nei confronti degli altri condomini, oltre a possibili contestazioni da parte dell'amministratore o dell'assemblea.

Se la canna non può più assolvere alla sua funzione originaria, secondo la giurisprudenz, una volta persa la destinazione originaria, il vano resta comunque un bene comune condominiale e come tale può essere oggetto di una nuova destinazione d'uso decisa dal condominio.

In altre parole, la canna sigillata non "scompare" dal punto di vista giuridico: continua a esistere come parte comune, semplicemente priva della funzione per cui era stata originariamente costruita. Questo apre la strada a un suo riutilizzo funzionale, purché la decisione venga presa correttamente attraverso gli organi condominiali competenti.

È infatti l'assemblea condominiale il soggetto legittimato a deliberare sulla nuova destinazione di questo spazio comune, in quanto organo che gestisce le parti comuni nell'interesse di tutti i condomini e ne cura la migliore utilizzazione possibile.

Come si può riutilizzare la canna dei rifiuti secondo la giurisprudenza

I tribunali italiani si sono più volte pronunciati su casi di riconversione di questi vani verticali, delineando alcuni usi legittimi e ricorrenti. Tra le destinazioni più frequenti, riconosciute anche da diverse pronunce di merito, troviamo:

  • Alloggiamento di nuovi contatori: la canna, essendo un condotto verticale che attraversa tutti i piani dell'edificio, si presta perfettamente a ospitare i contatori di luce, gas e acqua, spesso spostati fuori dagli appartamenti per esigenze di sicurezza o di lettura da parte delle aziende erogatrici.
  • Passaggio di tubazioni per impianti termici: molti condomini hanno utilizzato queste cavità per far passare le tubazioni di una caldaia centralizzata o per la produzione e distribuzione di acqua calda sanitaria, sfruttando lo sviluppo verticale già esistente senza dover realizzare nuove canalizzazioni con interventi murari invasivi.
  • Passaggio di cavi per impianti tecnologici: la canna può inoltre diventare il cavedio ideale per il passaggio di cavi relativi a impianti citofonici, videocitofonici, elettrici o di rete internet, garantendo un collegamento verticale ordinato tra i vari piani senza dover intervenire sulle murature degli appartamenti.
In tutti questi casi, la logica seguita dai giudici è la stessa: il bene comune non può restare inutilizzato se esiste una possibilità di impiego funzionale e vantaggiosa per il condominio, purché la nuova destinazione non arrechi danno alla struttura dell'edificio e non leda i diritti dei singoli condomini.

Oltre alla decisione assembleare, esiste anche un profilo individuale da considerare. L'articolo 1102 del Codice Civile stabilisce che ciascun condomino può servirsi delle parti comuni, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Applicato al caso della canna dismessa, questo significa che, nei limiti consentiti dalla norma, anche il singolo condomino potrebbe utilizzare quella porzione di spazio comune per le proprie necessità, ad esempio per far passare un proprio impianto o una propria tubazione, senza dover necessariamente attendere una delibera assembleare specifica, a condizione che:

  • l'uso non pregiudichi la possibilità per gli altri condomini di utilizzare lo stesso spazio;
  • non venga alterata la struttura o la funzione generale del bene comune;
  • non si arrechi danno alla stabilità o alla sicurezza dell'edificio.
Resta comunque consigliabile, anche in questi casi, informare l'amministratore e, quando possibile, sottoporre la questione all'assemblea, per evitare contestazioni future e garantire trasparenza nella gestione del bene comune.

Come procedere in pratica: la delibera assembleare

Per chi desidera avviare formalmente la riconversione di una canna dei rifiuti dismessa, il percorso corretto prevede alcuni passaggi fondamentali:

  • Richiedere l'inserimento del punto all'ordine del giorno della prossima assemblea condominiale, indicando chiaramente la proposta di nuova destinazione d'uso.
  • Presentare un progetto tecnico, se necessario, che illustri come verrà utilizzato lo spazio (ad esempio per il passaggio di tubazioni o cavi) e quali eventuali lavori edili siano richiesti.
  • Ottenere l'approvazione dell'assemblea con le maggioranze previste dalla legge per gli interventi sulle parti comuni, che variano a seconda della tipologia di intervento proposto.
  • Verificare la compatibilità con il regolamento condominiale, qualora quest'ultimo contenga disposizioni specifiche sull'uso delle parti comuni.
Le canne e gli scivoli per i rifiuti, un tempo comodissimi, sono oggi inutilizzabili per la loro funzione originaria: la sigillatura risale a decenni fa e ha motivazioni igienico sanitarie difficilmente contestabili, oltre a essere imposta dai regolamenti edilizi comunali. Riaprirle per buttare la spazzatura resta quindi vietato, a prescindere dalla comodità che potrebbe offrire.

Questo non significa, però, che quello spazio verticale debba restare inutilizzato per sempre. Come parte comune dell'edificio, la canna può essere legittimamente riconvertita, tramite delibera assembleare, per ospitare contatori, tubazioni o cavi impiantistici, offrendo così un nuovo valore funzionale a uno spazio che altrimenti resterebbe sprecato. 




Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...