In alcuni condomini sono ancora presenti le canne di scarico per i rifiuti, ma la maggior parte di questi impianti oggi risulta bloccata, sigillata o addirittura murata, e molti condomini si chiedono se sia ancora possibile riutilizzarle: la risposta e cosa si può fare.
Chi vive in un condominio costruito prima degli anni Novanta ricorda bene le canne di scarico per i rifiuti: quelle piccole botole presenti su ogni pianerottolo, collegate a un unico condotto verticale che portava la spazzatura fino a un locale comune al piano terra. Oggi la maggior parte di questi impianti risulta bloccata, sigillata o addirittura murata, e molti condomini si chiedono se sia ancora possibile riutilizzarle, magari per liberarsi comodamente dei sacchetti senza scendere le scale. La risposta è chiara: per lo scopo originario, no, ma la canna può avere una seconda vita con altre funzioni.
Le canne di scarico, dette anche scivoli o pattumiere condominiali, erano molto diffuse nell'edilizia del dopoguerra perché garantivano un comodo smaltimento dei rifiuti senza dover scendere fino al piano terra. Con il tempo, però, questo sistema si è rivelato fortemente problematico dal punto di vista igienico sanitario.
I motivi principali che hanno portato alla loro chiusura, ormai da decenni, sono essenzialmente tre:
La domanda che molti condomini si pongono è semplice: posso riaprire lo sportello murato sul mio pianerottolo e tornare a usare la canna come discarica verticale? La risposta è no.
Anche volendo ignorare il problema igienico sanitario (che comunque resterebbe, dato che la canna non è più collegata a un sistema di smaltimento regolare), esiste un ostacolo giuridico insormontabile: i regolamenti edilizi comunali vietano espressamente questo tipo di utilizzo. La normativa sui rifiuti urbani, unita alle disposizioni igienico sanitarie locali, ha reso queste canne incompatibili con le regole attuali, che impongono la raccolta differenziata per singola frazione merceologica.
Riaprire abusivamente una canna di scarico per gettarvi rifiuti, quindi, non è solo una scelta poco igienica: può esporre il condomino che lo fa a sanzioni amministrative e a responsabilità nei confronti degli altri condomini, oltre a possibili contestazioni da parte dell'amministratore o dell'assemblea.
Se la canna non può più assolvere alla sua funzione originaria, secondo la giurisprudenz, una volta persa la destinazione originaria, il vano resta comunque un bene comune condominiale e come tale può essere oggetto di una nuova destinazione d'uso decisa dal condominio.
In altre parole, la canna sigillata non "scompare" dal punto di vista giuridico: continua a esistere come parte comune, semplicemente priva della funzione per cui era stata originariamente costruita. Questo apre la strada a un suo riutilizzo funzionale, purché la decisione venga presa correttamente attraverso gli organi condominiali competenti.
È infatti l'assemblea condominiale il soggetto legittimato a deliberare sulla nuova destinazione di questo spazio comune, in quanto organo che gestisce le parti comuni nell'interesse di tutti i condomini e ne cura la migliore utilizzazione possibile.
I tribunali italiani si sono più volte pronunciati su casi di riconversione di questi vani verticali, delineando alcuni usi legittimi e ricorrenti. Tra le destinazioni più frequenti, riconosciute anche da diverse pronunce di merito, troviamo:
Oltre alla decisione assembleare, esiste anche un profilo individuale da considerare. L'articolo 1102 del Codice Civile stabilisce che ciascun condomino può servirsi delle parti comuni, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.
Applicato al caso della canna dismessa, questo significa che, nei limiti consentiti dalla norma, anche il singolo condomino potrebbe utilizzare quella porzione di spazio comune per le proprie necessità, ad esempio per far passare un proprio impianto o una propria tubazione, senza dover necessariamente attendere una delibera assembleare specifica, a condizione che:
Per chi desidera avviare formalmente la riconversione di una canna dei rifiuti dismessa, il percorso corretto prevede alcuni passaggi fondamentali:
Questo non significa, però, che quello spazio verticale debba restare inutilizzato per sempre. Come parte comune dell'edificio, la canna può essere legittimamente riconvertita, tramite delibera assembleare, per ospitare contatori, tubazioni o cavi impiantistici, offrendo così un nuovo valore funzionale a uno spazio che altrimenti resterebbe sprecato.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...