Cosa significa essere un annusatore di ascelle per testare deodoranti: chi sono questi tester, come si svolge il loro lavoro, gli aspetti economici e di sicurezza, cosa si valuta nei test e come evolve questa insolita professione
Tra le professioni più singolari spicca quella degli annusatori impegnati nei laboratori dei principali produttori di deodoranti. Figure fondamentali per le aziende cosmetiche, questi "tester olfattivi" si occupano di valutare in modo accurato le diverse fragranze, l’efficacia e la capacità dei prodotti di neutralizzare gli odori corporei. Ben lontani dalle classiche mansioni d’ufficio, questi lavoratori si confrontano quotidianamente con un compito che molti definirebbero poco invidiabile: analizzare il risultato degli spray e degli stick sulle ascelle umane, fornendo descrizioni dettagliate e comparative dei profili odorosi.
Il compito degli annusatori non si limita solo alle valutazioni soggettive, ma è accompagnato da protocolli precisi e da una formazione che ne garantisce la competenza. L’obiettivo rimane sempre quello di assicurare ai consumatori soluzioni realmente efficaci contro i cattivi odori, partendo da test rigorosi, affidabili e in linea con le esigenze legate alla sicurezza e all’igiene.
Nonostante il settore cosmetico offra numerosi impieghi stimolanti e ricercati, il mestiere del cosiddetto "annusatore professionista" viene spesso considerato tra i meno appetibili. La figura del tester olfattivo, in particolare per quanto riguarda i prodotti per la neutralizzazione dei cattivi odori, è richiesta soprattutto dalle aziende produttrici di deodoranti, che necessitano di valutazioni sensoriali precise sulle proprie formulazioni. Il ruolo si sviluppa all’interno di un team multidisciplinare che spesso comprende anche esperti di microbiologia e chimica cosmetica, con l'obiettivo di coniugare percezioni soggettive e dati scientifici.
Queste persone vengono selezionate sulla base di speciali attitudini sensoriali: non chiunque può improvvisarsi annusatore, poiché la capacità di riconoscere e descrivere sfumature olfattive richiede talento, preparazione e un addestramento dedicato. Frequentemente, i "giudici di odore" seguono corsi specifici che insegnano a distinguere tra i vari tipi di odori, a valutarli secondo scale standardizzate e a comunicarli tramite un lessico tecnico sorprendentemente articolato. Un annusatore deve saper catalogare non solo l'intensità ma anche la qualità delle note percepite dopo l’utilizzo di deodoranti su diverse tipologie di pelle, con particolare attenzione all’odore residuo e alla durata nel tempo della freschezza promessa dal prodotto.
La routine di questi operatori si basa su un delicato equilibrio tra abitudine e soglia della tolleranza agli odori. Se da un lato si può pensare che sia semplice esercitare questa attività, dall'altro la ripetitività nel percepire odori forti o sgradevoli impone pause strategiche, strumenti di "reset olfattivo" e una soglia di attenzione sempre elevata. Nella pratica quotidiana, al tester può essere chiesto di descrivere fedelmente le sensazioni utilizzando ciò che in gergo viene chiamato "ruota degli odori": una classificazione dettagliata per facilitare il confronto tra le diverse fragranze e individuare eventuali difetti del prodotto.
Nonostante la relativa specializzazione, la professione si lega ancora a una certa dose di stigmatizzazione sociale. Tuttavia, all’interno delle aziende, questi lavoratori sono decisivi: grazie alle loro indicazioni, le formulazioni vengono modificate, ottimizzate o persino ritirate dal mercato, garantendo ai consumatori risultati concreti in termini di efficacia deodorante e comfort.
L’iter selettivo per diventare annusatore di ascelle nei test di deodoranti è piuttosto articolato e punta su specifici prerequisiti sensoriali. Chi si candida viene sottoposto a una serie di prove atte a valutare la sensibilità olfattiva, la resistenza ai cattivi odori e la capacità di mantenere accuratezza e oggettività nonostante l’esposizione continua a stimoli forti e spesso poco gradevoli.
La giornata lavorativa solitamente prevede:
Le pause igieniche sono tassative, così come il rispetto di rigorosi standard sanitari. Prima di ogni sessione si svolgono i controlli igienico-sanitari sui volontari e sugli stessi tester, che indossano spesso camici, guanti e mascherine (quando non effettuano la valutazione), oltre all’obbligo di lavaggio frequente di mani e viso. Al termine della giornata, l’annusatore redige una relazione che entra a far parte del fascicolo di sviluppo, vitale per la qualità finale del prodotto.
Il tema retributivo è spesso ciò che più incuriosisce riguardo a questa singolare professione. Le principali indagini riferite al contesto statunitense indicano che un annusatore di ascelle può percepire intorno a 35.000 dollari annui. Una cifra da inquadrare mediamente ma che, a seconda dell'anzianità e delle mansioni accessorie, può variare: alcune fonti fissano forchette retributive comprese tra i 30.000 e i 50.000 dollari, laddove le professionalità "senior" sono coinvolte anche in compiti di coordinamento o formazione.
Per rendere la panoramica ancor più esplicita, ecco una tabella comparativa tra alcune delle principali mansioni di tester di prodotti, prendendo riferimento agli stipendi medi:
| Mestiere | Stipendio annuale (media) |
| Annusatore di ascelle | $35.000 |
| Assaggiatore di cibi per animali | $34.000 - $117.000 |
| Tester di prodotti generici (Italia) | 27.000€ - 31.500€ |
Come si nota, altre figure simili che lavorano nel campo dei test sensoriali, inclusi gli assaggiatori di cibo per animali, hanno talvolta possibilità di guadagno più ampie in virtù di brande diversificazioni di compiti. Nel caso dei tester olfattivi specializzati sulle ascelle, la retribuzione si mantiene comunque superiore rispetto a molti lavori d’ufficio di primo ingresso, anche considerando le peculiarità richieste.
Nel contesto italiano, figure come i tester di prodotti percepiscono stipendi inferiori rispetto ai colleghi d'oltreoceano. Si parte da circa 23.000 euro annuali per le posizioni iniziali fino ad arrivare a circa 33.000 euro per i più esperti. L’annusatore di ascelle, laddove previsto da aziende multinazionali europee, si posiziona mediamente su valori intermedi, spesso legati a contratti a progetto e compensi modulati sulla frequenza delle sessioni di test.
L'obiettivo dei test realizzati dai giudici di odore non è solamente la valutazione della profumazione, ma implica una profonda analisi della dinamica tra sudore, batteri e prodotto deodorante. Il sudore, di per sé inodore, si trasforma in "odore sgradevole" solo quando le secrezioni vengono metabolizzate dai batteri presenti sul microbiota cutaneo, soprattutto nelle ascelle. Le aziende di deodoranti testano i loro prodotti proprio per verificare non soltanto la copertura olfattiva, ma la capacità di inibire la proliferazione batterica responsabile dello sviluppo dei composti volatili che causano il classico "odore acre".
I test si concentrano su:
Nel tempo, la professione di tester olfattivo è stata oggetto di adattamenti in risposta all’innovazione tecnologica e alle richieste del mercato. Mentre alcuni processi stanno sperimentando l'introduzione di sistemi elettronici di valutazione degli odori (nasi elettronici), il giudizio umano resta insostituibile quando si tratta di valutare la percezione soggettiva della profumazione e la "gradevolezza" sulla pelle.
La tendenza attuale mostra una crescita della domanda di giudici di odore qualificati, soprattutto in relazione allo sviluppo di formulazioni personalizzate (clean, vegan, cruelty free) e al rispetto del microbiota cutaneo. La consapevolezza sempre più diffusa sui temi della sostenibilità e della salute richiederà futuri aggiornamenti nelle competenze dei tester, sia dal punto di vista scientifico che etico.
Parallelamente, molte case produttrici stanno ampliando la collaborazione con panel diversificati di valutatori per ottenere feedback più rappresentativi delle esigenze di varie categorie di consumatori. Il futuro vedrà un’integrazione ancor più spinta tra scienza, esperienza umana e tecnologia, mantenendo la centralità del giudizio umano nella valutazione del comfort sensoriale.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...