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Quanto guadagno di più se lavoro all'Ultimo dell'Anno e a Capodanno? Calcolo ed esempi aumento stipendio

di Marcello Tansini pubblicato il
aumento stipendi e busta paga ultimo del

Lavorare a Capodanno e all'Ultimo dell'Anno comporta maggiorazioni in busta paga? Analizziamo come cambiano le retribuzioni il 31 dicembre e il 1 gennaio tra esempi pratici, lavoro notturno e regole CCNL per chi è coinvolto.

Durante le festività di fine anno, molti lavoratori italiani si trovano a dover prestare servizio anche tra la Vigilia e il Primo Gennaio. Mentre per chi festeggia, queste giornate rappresentano un'occasione di relax e convivialità, per altri si tratta di un normale turno in azienda, negozio, ristorante o struttura ricettiva. La percezione comune porta a credere che queste date siano sempre più remunerative, ma la realtà è più sfumata e dipende da fattori normativi specifici. Analizziamo quindi come viene trattata la retribuzione dei lavoratori impegnati durante il 31 dicembre e il 1° gennaio, identificando quando si applicano realmente maggiorazioni e indennità.

Il 31 dicembre in busta paga: è davvero un giorno retribuito di più?

Il 31 dicembre viene spesso percepito come un giorno speciale in ambito lavorativo, complici tradizioni e preparativi della notte di San Silvestro. Tuttavia, dal punto di vista normativo, la Vigilia di Capodanno è considerata un prefestivo e non una festività riconosciuta dal calendario civile nazionale. Di conseguenza, la retribuzione prevista per questa data è, nella maggior parte dei casi, equiparata a quella di una qualunque giornata feriale.

  • Salvo diverse previsioni del proprio CCNL, il 31 dicembre viene pagato come gli altri giorni lavorativi della settimana.
  • Non sono previste maggiorazioni specifiche per chi presta servizio il 31 dicembre, se non intervengono situazioni particolari (ad esempio, il giorno cade di domenica o sono previste prestazioni straordinarie notturne o festive).
  • Per chi desidera libero il 31 dicembre, l'alternativa è ricorrere a ferie o permessi, se disponibili secondo la propria contrattazione aziendale.
Quando invece la giornata coincide con una domenica, le regole cambiano: la prestazione prevista per lavoro domenicale comporta una maggiorazione sulla busta paga, decisa dal Contratto Collettivo applicabile al singolo lavoratore (esempio: nel CCNL Commercio e Terziario la maggiorazione base è del 30%).

Il diritto al riposo compensativo o all'ulteriore incremento retributivo va sempre verificato sul proprio contratto di lavoro, in particolare nei settori dove i turni durante le festività sono frequenti come la ristorazione, la grande distribuzione o i servizi essenziali. Riassumendo, il 31 dicembre non porta, di norma, un aumento automatico della retribuzione, salvo eccezioni ben definite dai contratti nazionali.

Capodanno: la retribuzione maggiorata del 1° gennaio

Capodanno, ossia il 1° gennaio, è a tutti gli effetti una festività civile indicata in rosso sul calendario nazionale. Questo comporta delle differenze sostanziali per la retribuzione

  • Chi non lavora il 1° gennaio riceve comunque la retribuzione ordinaria (come se avesse lavorato), grazie alle tutele normative previste per le festività.
  • Chi presta servizio ha diritto a una maggiorazione dovuta al lavoro straordinario festivo: l’importo suddetto varia in base al CCNL di riferimento, ma comunemente oscilla tra il 20% e il 50% in aggiunta alla paga oraria ordinaria.
La disciplina cambia leggermente a seconda del giorno della settimana su cui cade il 1° gennaio, ad esempio:
1° gennaio infrasettimanale Pagato come festivo, maggiorazione a chi lavora
1° gennaio di sabato Riposo compensativo se previsto, maggiorazione per chi lavora
1° gennaio di domenica Diritto alla festività non goduta (ulteriore quota retribuitiva) + maggiorazione

Il calcolo delle maggiorazioni o del riposo compensativo viene sempre dettagliato nel CCNL applicato, variando per categoria lavorativa (commercio, turismo, sanità, pubblico impiego, ecc.). Chi lavora nella notte di transizione tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, con turno che supera la mezzanotte, si troverà a essere pagato, dalle ore 00:00, con criteri del lavoro festivo notturno, ancora più vantaggiosi, soprattutto nella ristorazione o nell’accoglienza turistica.

Esempi pratici: calcolo delle maggiorazioni e categorie interessate

Comprendere come varia la busta paga tra fine anno e Capodanno richiede di analizzare situazioni reali e categorie specifiche. Ecco alcuni esempi concreti di applicazione delle regole discusse:

  • Commessi o addetti vendita nel commercio al dettaglio e GDO: se lavorano il 31 dicembre (infrasettimanale) ricevono normale retribuzione; solo se la giornata è domenica scatta la maggiorazione (+30% circa) prevista dal CCNL.
  • Camerieri e personale della ristorazione: per chi lavora durante la notte di San Silvestro, superando la mezzanotte, la parte di servizio dopo le 00:00 è retribuita con la maggiorazione del lavoro festivo notturno, spesso superiore al 30% e variabile per contratto.
  • Operatori della sanità e pubblici servizi: la turnazione includente il 1° gennaio garantisce maggiorazioni festive (tra il 20% e il 52%) e, in taluni casi, riposo compensativo se previsto.
  • Personale dei trasporti, forze dell’ordine, sicurezza: vige un regime simile, con tutele specifiche e risarcimento extra in busta paga per i turni festivi e notturni.
Per rendere più chiaro il meccanismo, ecco una semplice tabella riassuntiva:
Giorno Tipo di attività Maggiorazione
31 dicembre Lavoro ordinario
31 dicembre Lavoro domenicale +30% (es. commercio)
1° gennaio Lavoro festivo +20-50% variabile CCNL
Turno notte 31 dicembre-1 gennaio Servizio dopo mezzanotte Maggiorazione festivo notturno

Ricordiamo che ogni categoria lavorativa ha riferimenti contrattuali precisi e che le cifre possono cambiare secondo gli accordi aziendali o di settore.

Situazioni particolari: il lavoro notturno e continuativo 31 dicembre–1 gennaio

Lavorare tra l’ultimo dell’anno e Capodanno genera spesso questioni su come ripartire le retribuzioni tra giornata prefestiva, notturna e festiva. Per i lavoratori impegnati nel turno che inizia la sera del 31 dicembre e termina la mattina del 1° gennaio, la situazione cambia al passaggio della mezzanotte:

  • Prima delle 00:00: trattamento ordinario o, se domenica, maggiorazione domenicale.
  • Dopo le 00:00: applicazione della maggiorazione per lavoro festivo notturno, più alta rispetto a quella diurna.
Questa struttura si verifica in modo significativo nella ristorazione (ad esempio camerieri al cenone), nei servizi alberghieri, trasporti e sanità. Per il personale coinvolto in servizi prolungati (esempi: veglioni, club, trasporto pubblico notturno), la parte di orario successiva alla mezzanotte consente una valorizzazione extra delle ore lavorate.

Le maggiorazioni possono prevedere anche quote extra per il lavoro notturno non festivo (in alcune realtà equiparate a +25%/+30%), che si sommano a quelle già previste se l’orario coincide con la festa nazionale. La doppia indennità viene tuttavia dettagliata da ciascun CCNL e necessita di precisa verifica della propria situazione individuale. Un esempio pratico: un cameriere che inizia il servizio alle 20 e lo termina alle 2 del mattino sarà retribuito secondo tre fasce diverse (ordinarie- notturne- festive notturne).