Aumenti medi fino a 152 euro al mese, arretrati in arrivo e settimana a 4 giorni possibile: firmato oggi il CCNL enti locali 2025-2027 per 403.000 dipendenti.
È stato firmato oggi, 21 luglio 2026, all'ARAN, l'ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Locali per il triennio 2025-2027. Un risultato storico, come lo definiscono i sindacati, perché per la prima volta nella storia della contrattazione pubblica italiana il contratto viene sottoscritto mentre il triennio di riferimento è ancora pienamente in corso — senza attendere anni di vacanza contrattuale come accaduto in passato.
L'accordo riguarda 403.617 dipendenti di Regioni, Comuni, Province, Camere di commercio e degli altri enti territoriali. Le risorse disponibili ammontano a 988,81 milioni di euro e finanziano aumenti che andranno progressivamente a regime fino al 2027.
L'ipotesi di accordo è stata sottoscritta oggi dall'ARAN e dalle organizzazioni sindacali rappresentative del comparto: CGIL, CISL, UIL e CSA.
"Sono soddisfatto per la firma di oggi" ha dichiarato il presidente ARAN Antonio Naddeo, sottolineando come il rinnovo sia arrivato "nei tempi giusti e non a scadenza ampiamente superata". Naddeo ha evidenziato in particolare la novità dell'intelligenza artificiale: "Anche i dipendenti delle Funzioni Locali avranno, per la prima volta, un titolo contrattuale dedicato all'intelligenza artificiale."
La Segretaria Generale della CISL Daniela Fumarola ha parlato di "accordo storico", sottolineando che la firma del precedente CCNL nel febbraio 2026 ha creato le condizioni per aprire immediatamente il negoziato successivo. La UIL FP ha confermato la firma definendola il completamento dell'impegno assunto: "accelerare la nuova stagione negoziale e ridurre la distanza tra lo stanziamento delle risorse e il loro effettivo riconoscimento nelle buste paga."
L'elemento più atteso dai 403.000 dipendenti riguarda i nuovi stipendi tabellari. L'accordo prevede aumenti medi intorno ai 135-152 euro mensili su tredici mensilità, che andranno progressivamente a regime fino al 2027.
Per il 2026, sulle buste paga di quest'anno, l'effetto netto degli aumenti mensili dovrebbe attestarsi intorno agli 80 euro al mese — la quota restante si consoliderà nelle mensilità successive fino alla piena entrata a regime prevista per il 2027.
Gli aumenti variano in base alla qualifica di appartenenza. Per il comparto Funzioni Locali, i nuovi importi tabellari si applicano alla retribuzione mensile e anche alla tredicesima mensilità, con un effetto complessivo che si misura su base annua.
Sul fronte degli arretrati la situazione è diversa da quella del precedente contratto. Con il CCNL 2022-2024, gli arretrati medi erano stati di circa 2.357 euro lordi, liquidati in marzo 2026 con un'emissione straordinaria NoiPA.
Per il nuovo CCNL 2025-2027, gli arretrati matureranno a partire dal 1° gennaio 2025 — data di decorrenza del contratto — e copriranno il periodo fino alla data di effettiva applicazione delle nuove tabelle. I tempi tecnici per l'erogazione dipenderanno dalla procedura di certificazione della Corte dei Conti, che dura solitamente dai 30 ai 45 giorni dalla firma dell'ipotesi di accordo, e dalla successiva approvazione del Consiglio dei Ministri. L'applicazione effettiva delle nuove tabelle stipendiali e il pagamento degli arretrati potrebbero concretizzarsi nelle buste paga tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.
Gli arretrati verranno corrisposti in un'unica soluzione e saranno soggetti a tassazione separata secondo le norme vigenti dell'Agenzia delle Entrate.
Oltre agli aspetti economici, il CCNL 2025-2027 introduce novità significative sul piano normativo e organizzativo.
Intelligenza artificiale — la novità più rilevante: per la prima volta nel comparto degli enti locali viene introdotto un titolo contrattuale dedicato all'intelligenza artificiale. Le norme definiranno le regole di utilizzo degli strumenti di IA nel lavoro pubblico, le garanzie per i lavoratori e i limiti all'automazione delle mansioni. È la risposta contrattuale a una trasformazione tecnologica che sta cambiando già oggi il lavoro negli enti territoriali.
Settimana corta — una possibilità concreta: il contratto introduce la possibilità di lavorare 4 giorni a settimana a 9 ore al giorno, mantenendo le 36 ore settimanali contrattualmente previste e lo stesso stipendio. La misura è subordinata ad accordo con la singola amministrazione, quindi non automatica — ma apre una strada che fino ad oggi non era contrattualmente prevista.
Ferie e congedi: il tavolo del 24 giugno aveva già discusso aggiornamenti sulle regole di fruizione delle ferie e sui congedi parentali. Le novità puntano a rendere più flessibile la gestione del tempo libero, con attenzione alla conciliazione vita-lavoro.
Progressioni economiche orizzontali: la bozza discussa all'ARAN il 16 luglio prevedeva nuove regole sulle progressioni economiche orizzontali — gli scatti che permettono ai dipendenti di avanzare all'interno della stessa qualifica senza cambiare categoria. Le nuove norme puntano a semplificare il sistema e a renderlo più accessibile.
Fondo risorse decentrate: uno dei nodi più discussi durante la trattativa riguardava il fondo risorse decentrate degli enti privi di dirigenza — i Comuni più piccoli. L'accordo introduce regole più chiare per la sua gestione, con l'obiettivo di garantire maggiore equità tra dipendenti di enti di dimensioni diverse.
La firma di oggi è un'ipotesi di accordo, non ancora il contratto definitivo. Il testo dovrà ora seguire il percorso procedurale obbligatorio:
Il CCNL Funzioni Locali 2025-2027 si inserisce in una stagione contrattuale più ampia che sta rinnovando progressivamente tutti i comparti del pubblico impiego italiano.
Il 9 giugno 2026 l'ARAN e i sindacati avevano già siglato l'ipotesi di contratto per le Funzioni Centrali 2025-2027 — i dipendenti dei ministeri — con un aumento medio di 162 euro mensili su tredici mensilità e un titolo dedicato all'intelligenza artificiale. Quell'accordo ha fatto da modello per la trattativa degli enti locali chiusa oggi.
Sul fronte della Sanità, il CCNL 2025-2027 per infermieri, OSS e tecnici è ancora in fase di trattativa, con aumenti previsti per l'autunno tra settembre e novembre 2026 e arretrati stimati intorno ai 1.200 euro medi.
Per la Scuola e la Ricerca, il rinnovo CCNL 2025-2027 aveva la parte economica già sottoscritta da aprile 2026 e autorizzata dal Governo a giugno, in attesa della registrazione definitiva della Corte dei Conti. Gli arretrati per il personale scolastico coprono il periodo da gennaio 2025 a giugno 2026 e valgono tra 815 e 1.250 euro lordi secondo profilo e anzianità.
Il quadro complessivo è quello di una pubblica amministrazione che per la prima volta in molti anni sta chiudendo i rinnovi contrattuali senza ritardi strutturali — un segnale che i sindacati leggono come positivo ma che la UIL FP stessa tempera con una riserva: "Le risorse sono tuttavia ancora insufficienti e la platea individuata lascia fuori lavoratrici e lavoratori di altri enti del comparto che non si trovano certamente in condizioni economiche migliori rispetto ai dipendenti comunali."
Un contratto da 988 milioni di euro ha effetti diretti non solo sulle buste paga dei dipendenti ma anche sui bilanci degli enti che li impiegano. Comuni, Province e Regioni dovranno rimodulare i bilanci di previsione pluriennali per recepire i nuovi parametri retributivi.
Per i Comuni più piccoli — quelli privi di dirigenza — il tema è particolarmente delicato. Il nuovo CCNL introduce regole aggiornate sul fondo risorse decentrate proprio per questi enti, che storicamente hanno più difficoltà a sostenere i rinnovi contrattuali rispetto alle amministrazioni di maggiori dimensioni.
Il ritardo nei fondi ai Comuni era già emerso come problema nelle scorse settimane: alcuni enti locali si trovano in difficoltà nella gestione degli stipendi per ritardi nei trasferimenti dal centro. Il rinnovo contrattuale aggiungerà un onere strutturale che richiede pianificazione finanziaria attenta da parte di ogni singolo ente.
Il dato che i sindacati sottolineano con più forza è quello temporale. Il precedente contratto 2022-2024 è stato firmato il 23 febbraio 2026 — con circa due anni di ritardo rispetto alla scadenza formale. Il nuovo contratto 2025-2027 viene sottoscritto il 21 luglio 2026 — con il triennio ancora in corso. Cinque mesi di distanza tra i due contratti, invece dei due anni di vacanza contrattuale che hanno caratterizzato i cicli precedenti.
Per i 403.617 dipendenti di Regioni, Comuni, Province e Camere di commercio, questo significa che le risorse stanziate per il triennio 2025-2027 diventeranno disponibili senza dover aspettare la fine del triennio — riducendo la perdita di potere d'acquisto che la vacanza contrattuale prolungata ha storicamente prodotto.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...