Dalla proroga almeno di un altro anno di opzione donna ma anche di quota 103, alla nuova tassa sull'oro, alla riapertura del condono edilizio del 2003, a ulteriori modifiche per la cedolare secca sugli affitti brevi: quali sono i principali emendamenti rimasti in discussione per la Manovra 2026
La Manovra Finanziaria 2026 si presenta come un punto di svolta nell’attività parlamentare italiana: dal confronto sulle oltre 5.700 proposte di modifica provenienti da maggioranza e opposizioni, si è giunti a uno snellimento considerevole, selezionando poco più di 400 emendamenti chiave. Questo passaggio, fortemente richiesto dall’Ufficio di presidenza della commissione Bilancio del Senato, riduce il margine di incertezza e focalizza il dibattito sulle misure considerate prioritarie per il Paese.
Tra le questioni centrali sono emerse interventi sulle pensioni, sulle normative fiscali, rottamazioni fiscali e condoni edilizi, oltre a politiche per il lavoro e il settore immobiliare. Lo scopo dichiarato di questa selezione è garantire saldi invariati, ossia evitare impatti negativi sulle finanze pubbliche, scegliendo solo gli interventi economicamente sostenibili.
L’esame della Manovra parte, come ogni anno, da un’intensa fase di acquisizione di proposte di modifica, che nel 2026 hanno raggiunto la cifra record di oltre 5.700 emendamenti, presentati da tutte le forze politiche. La ripartizione dei 400 emendamenti segnalati rispecchia il peso dei gruppi politici:
Gli emendamenti sulle pensioni rappresentano un asse portante tra gli emendamenti selezionati. In primo piano vi sono le richieste relative alla proroga dell’Opzione Donna, uno dei regimi pensionistici anticipati dedicati alle lavoratrici che abbiano determinati requisiti anagrafici e contributivi.
Altro elemento di rilievo è la richiesta di mantenimento della cosiddetta Quota 103, cioè l’ulteriore possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro attraverso la somma tra età anagrafica e anni di contributi. Alcune forze politiche hanno inserito tra le priorità la richiesta di bloccare l’aumento dell’età pensionabile, che secondo la normativa vigente sarebbe destinato a crescere in base all’aspettativa di vita (meccanismo dello “scalino pensionistico”).
Nel dettaglio:
Altra priorità è la tassazione sulle plusvalenze da cripto-attività: diversi emendamenti propongono di impedire l’innalzamento dell’aliquota al 33% previsto per il prossimo anno, mantenendola invece al 26%, sia per garantire coerenza normativa sia per non disincentivare il settore delle criptovalute in crescita tra i risparmiatori italiani.
Tra le proposte fiscali più condivise, vi è l’eliminazione del divieto di compensazione tra crediti agevolativi e debiti contributivi, una misura che favorisce la liquidità per imprese e professionisti, evitando blocchi operativi e alleggerendo la pressione amministrativa.
Tra le priorità fiscali emerge l’ampliamento della rottamazione-quinquies, una delle misure più attese dai contribuenti alle prese con debiti verso l’amministrazione finanziaria. Gli emendamenti segnalati puntano ad allargare la platea degli aventi diritto, facendo rientrare anche quei soggetti che erano decaduti dal beneficio nelle precedenti edizioni, in particolare dalla "rottamazione quater" per accertamenti.
Le novità proposte comprendono:
Uno degli argomenti di maggiore confronto riguarda la tassazione degli affitti brevi. Le proposte segnalate da alcuni gruppi intendono congelare l’aumento dell’aliquota della cedolare secca, che la Manovra prevedeva di portare dal 21% al 26% per le gli affitti brevi gestiti tramite piattaforme. Queste modifiche trovano sponda in particolare nella Lega e in parte di Forza Italia, mentre altri gruppi di maggioranza mostrano un approccio più prudente, motivando la necessità di salvaguardare il gettito fiscale.
Le principali richieste sono:
Fratelli d’Italia ha confermato la presentazione di diversi emendamenti dedicati al condono, tra cui la riapertura dei termini della sanatoria del 2003 (soprattutto per la Campania) e proposte che ampliano la possibilità di regolarizzazione di opere abusive ultimate entro il 30 settembre 2025.
Tra le proposte più discusse figurano:
Accanto ai temi portanti già analizzati, ulteriori emendamenti segnalati intervengono su settori strategici:
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...