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Risarcimento Volkswagen per dieselgate: a chi verrà dato, importo e quanto dopo vittoria di Altroconsumo

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di Alberto Pelletti pubblicato il

Il caso Dieselgate segna una svolta per i consumatori italiani: dopo la vittoria di Altroconsumo contro Volkswagen, si definiscono destinatari, importi e modalità dei risarcimenti.

La vicenda che ha sconvolto il settore dell'automotive trova finalmente un epilogo concreto per migliaia di italiani. Dopo un lungo percorso giudiziario, la vertenza generata dallo scandalo Dieselgate si chiude con un risarcimento economico per quasi 47mila automobilisti, frutto dell'accordo tra Altroconsumo e Volkswagen. Questa intesa rappresenta un evento senza precedenti nel panorama delle azioni collettive nazionali: oltre 42,8 milioni di euro sono stati stanziati in favore degli aventi diritto.

L'impatto della cosiddetta crisi delle emissioni non si è limitato al solo aspetto industriale, ma ha coinvolto la fiducia e i diritti dei consumatori, segnando una svolta nella consapevolezza collettiva sul tema della trasparenza e dell'affidabilità dei costruttori. Il percorso che ha portato agli indennizzi è stato segnato da anni di attesa e negoziati, ma la determinazione degli associati e la tenacia delle organizzazioni consumeristiche hanno permesso di ottenere risultati tangibili. Il successo di questa iniziativa sottolinea l'importanza dei meccanismi di tutela collettiva in Italia e offre nuove prospettive nella difesa dei diritti dei cittadini.

La scoperta dello scandalo Dieselgate e le sue conseguenze

L'origine dello scandalo affonda le radici nel settembre 2015, quando l'Environmental Protection Agency statunitense rivelò che numerosi veicoli diesel prodotti dal Gruppo Volkswagen erano equipaggiati con un software in grado di manipolare i dati sulle emissioni durante i test di laboratorio. Questo defeat device consentiva di simulare valori di ossidi di azoto molto inferiori rispetto a quelli reali emessi nella guida su strada, dove le emissioni superavano fino a quaranta volte i limiti normativi:

  • Il caso si diffuse dagli Stati Uniti all'Europa, coinvolgendo milioni di veicoli distribuiti su scala mondiale.
  • L'impatto fu devastante: dimissioni ai vertici aziendali, crollo della reputazione del marchio e sanzioni miliardarie per il Gruppo tedesco.
  • I governi e le autorità di regolamentazione avviarono indagini e provvedimenti, mettendo in discussione l'affidabilità delle pratiche aziendali e chiedendo risposte concrete a tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
La reazione dei consumatori, guidata da associazioni e da network internazionali come Euroconsumers, determinò una presa di coscienza collettiva nei confronti dei meccanismi di sorveglianza e controllo del settore automotive. Le ripercussioni, però, andarono ben oltre le singole transazioni commerciali, segnando una crisi di fiducia generalizzata che si tradusse nella spinta verso una riforma della mobilità e in una revisione delle normative sulle emissioni. La vicenda cambiò radicalmente il modo di concepire la responsabilità delle aziende nei confronti dei clienti e accentuò il dibattito internazionale sulla necessità di una transizione energetica capace di garantire reali benefici ambientali.

La class action di Altroconsumo: numeri, tappe e importi

Il contenzioso italiano ha visto la partecipazione di 46.740 automobilisti, protagonisti della più estesa azione collettiva mai svolta nel Paese. La controversia, iniziata nel 2016, ha avuto una durata complessiva di quasi un decennio, scandita da numerosi passaggi giudiziari e da una costante pressione negoziale:

  • Nel 2021 il Tribunale di Venezia aveva riconosciuto agli aderenti un risarcimento di 3.300 euro a testa, cifra poi ridimensionata dalla Corte d'Appello a 300 euro quale ristoro del danno morale.
  • L'accordo finale, raggiunto nel maggio 2024, ha permesso di evitare ulteriori lungaggini giudiziarie e di chiudere la vertenza con tempistiche definite:
  Importi previsti per singolo beneficiario

1.100 euro

Proprietario unico di auto nuova, ancora detenuta dopo il 26 settembre 2015

550 euro

Proprietario unico di veicolo usato, o di auto nuova ceduta prima del 26 settembre 2015

700 euro (ciascuno)

Due cointestatari di un'auto nuova mantenuta oltre il 2015

383 euro (ciascuno)

Tre comproprietari di mezzo usato o ceduto tempestivamente

La somma complessiva che Volkswagen ha riconosciuto agli automobilisti italiani supera i 42,8 milioni di euro. L'azienda ha certificato nei bilanci 2024 la chiusura definitiva del contenzioso, segnalando l'esborso come una delle voci più significative nel proprio processo di risanamento reputazionale. Il risultato di questa class action non rappresenta solo un risarcimento economico: dimostra l'efficacia degli strumenti collettivi quando vi sono prove solide e una rappresentanza efficace a tutela degli interessi diffusi.

Chi ha diritto al risarcimento: requisiti, modelli e modalità

Beneficiano dell'accordo i proprietari di determinati modelli commercializzati con motore EA189 delle marche Volkswagen, Audi, Škoda e SEAT, immatricolati tra il 15 agosto 2009 e il 26 settembre 2015. I requisiti essenziali sono:

    • Acquisto o possesso, anche in comproprietà, di un veicolo interessato dal software irregolare;
    • Immatricolazione nel periodo indicato;
    • Adesione alla piattaforma di Altroconsumo entro i termini previsti dall'accordo transattivo.
La quantificazione del risarcimento si basa sia sulla tipologia di acquisto (nuovo o usato), sia sulla permanenza del veicolo nella disponibilità del soggetto dopo lo scoppio dello scandalo. Nello specifico:
  • Proprietari unici di auto nuove ancora in possesso dopo settembre 2015 ottengono l'importo più elevato;
  • Anche coloro che hanno acquistato veicoli usati oppure hanno ceduto il mezzo prima dell'esplosione del caso hanno diritto a una quota proporzionale;
  • Le formule di comproprietà sono regolate attraverso griglie dettagliate, per garantire equità nella distribuzione delle somme.
L'assegnazione avviene tramite pagamento diretto dopo che ciascun avente diritto ha accettato la proposta transattiva. Il sistema è stato pensato per garantire trasparenza e rapidità, riducendo i rischi di ulteriori contenziosi. Per tutti, la chiusura della piattaforma firmata Altroconsumo rappresenta il termine effettivo per accedere ai benefici previsti.

L'importanza del caso italiano nel contesto europeo

Il successo ottenuto in Italia si staglia nella storia delle azioni collettive europee, dove difficoltà normative e procedure complesse hanno spesso ostacolato risultati concreti. La vertenza italiana presenta alcune caratteristiche peculiari che ne rafforzano la rilevanza nel panorama UE:

  • Dimensioni del risarcimento: si tratta del più grande indennizzo mai assegnato tramite class action in Italia, rappresentando un punto di riferimento per successive battaglie legali nel continente.
  • Modello procedurale: l'azione di Altroconsumo è stata sostenuta da una capillare attività di informazione, raccolta delle adesioni, e rappresentanza legale, dimostrando l'importanza delle associazioni dei consumatori nell'ottenere risultati tangibili.
Gli impatti per i cittadini sono:
  • Incremento della fiducia nei meccanismi di tutela collettiva;
  • Affermazione del principio che chi causa un danno diffuso deve risarcire in modo proporzionato e trasparente;
  • Stimolo verso una maggiore trasparenza e responsabilità del comparto automotive e delle multinazionali attive sul mercato europeo.
Nell'ambito delle direttive UE rafforzate in tema di tutela dei consumatori e delle politiche per la qualità dell'aria, il caso italiano dimostra come l'esperienza positiva di un'iniziativa nazionale possa offrire un modello replicabile in altri Paesi membri. Si sancisce così un precedente che va ben oltre il mero indennizzo, contribuendo a consolidare un sistema di giustizia collettiva più maturo, efficace e riconosciuto.

La chiusura del contenzioso tra Altroconsumo e il Gruppo Volkswagen segna un passaggio epocale per i diritti dei consumatori italiani. Mai prima d’ora una class action aveva raggiunto dimensioni così rilevanti in termini di partecipazione e di risorse recuperate, consolidando l’autorevolezza degli strumenti collettivi nell’ordinamento nazionale.

Questo risultato trasmette fiducia in un sistema che, pur tra molte difficoltà, è in grado di garantire giustizia anche in casi di grande complessità tecnica e giuridica. Il valore aggiunto non si esaurisce nell’aspetto monetario, ma si traduce nell’esempio per future iniziative, nell’incremento della consapevolezza collettiva e in una più stretta vigilanza sul rispetto delle regole da parte delle grandi aziende.

L’esperienza italiana, insieme alle novità normative introdotte a livello europeo, dimostra che il percorso verso una tutela veramente efficace dei consumatori passa anche dall’impegno condiviso tra cittadini, associazioni e organi di controllo, nell’ottica di un mercato automotiv più trasparente, responsabile e giusto.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...