Dai laboratori italiani emergono i robot umanoidi di Generative Bionics, sostenuti da Eni, Cdp e Tether. Tecnologia avanzata, design d’avanguardia e applicazioni industriali delineano il futuro dell’innovazione robotica made in Italy
Il panorama della robotica si arricchisce di una nuova eccellenza nazionale con la costituzione di Generative Bionics, un’impresa emergente frutto della collaborazione tra ricercatori e imprenditori provenienti dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Fondata nel 2024 da Daniele Pucci, Alessio Del Bue, Marco Maggiali, Andrea Pagnin, Davide Rota e Jeffrey Libshutz, la società ha saputo catalizzare interesse e investimenti da alcuni dei protagonisti internazionali dell’innovazione, tra cui Eni, CDP Venture Capital e Tether. L’azienda porta sul mercato un concentrato di esperienza derivata da oltre vent’anni di ricerca avanzata in Italia, inaugurando di fatto una nuova era per la robotica umanoide "made in Italy".
Generative Bionics nasce come spin-off dell’IIT, integrando un team di circa 70 ingegneri, esperti e specialisti nella gestione, produzione e certificazione di soluzioni robotiche. Non si tratta solo di sviluppo tecnologico, ma di un vero e proprio passaggio dalla sperimentazione accademica all’industrializzazione: la proprietà intellettuale delle tecnologie più innovative dell’Istituto, tra cui quelle realizzate in collaborazione con INAIL nel campo della Physical AI, è stata trasferita all’azienda attraverso una licenza esclusiva.
La società si distingue nella scena europea per aver concluso uno dei maggiori round di investimento del settore deep tech, raccogliendo 70 milioni di euro che verranno indirizzati verso lo sviluppo rapido dei prodotti, la validazione in diversi contesti industriali e la costruzione del primo stabilimento produttivo. L’obiettivo dichiarato dalla dirigenza è quello di portare sul mercato umanoidi progettati per affiancare le persone sia nella vita lavorativa sia in ambienti complessi dal punto di vista operativo e sociale. Generative Bionics si presenta così come anello di congiunzione tra la scienza e l’industria italiana, pronta a scrivere una nuova pagina nella storia della robotica intelligente in Italia.
L’innovazione sviluppata negli ultimi anni presso IIT rappresenta la base tecnica su cui poggia la nuova generazione di robot umanoidi della società. Questi automi, concepiti in Italia, riuniscono le soluzioni maturate durante progetti iconici come iCub, noto per le capacità cognitive evolute, ergoCub, realizzato con INAIL per il supporto negli ambienti professionali, e iRonCub, il primo umanoide capace di volare. Il risultato di queste esperienze è un sistema di automazione avanzata che pone l’interazione sicura tra robot e essere umano al centro del progetto.
Tre pilastri tecnologici contraddistinguono gli umanoidi Generative Bionics:
Il risultato è un’autentica sintesi tra scienza, ingegneria e design Made in Italy. Questa attitudine si riflette anche nell’approccio al tema della sicurezza: la presenza capillare di sensori riduce il rischio di incidenti, mentre la Physical AI permette agli umanoidi di adattare istantaneamente le proprie azioni per rispondere a stimoli inaspettati dall’ambiente circostante. Una vera rivoluzione nella concezione stessa di robotica collaborativa.
La versione definitiva del primo umanoide della linea Generative Bionics sarà presentata per la prima volta al CES di Las Vegas nel gennaio 2026, vetrina di riferimento internazionale per l’innovazione tecnologica, a testimonianza dell’ambizione globale della società e della valenza internazionale riconosciuta al progetto dal settore.
I nuovi automi italiani si candidano per essere partner strategici nelle diverse catene di valore industriali. L’integrazione della robotica intelligente, secondo i promotori di Generative Bionics, è destinata a trasformare profondamente l’organizzazione del lavoro e i processi produttivi, rendendo le attività ripetitive, rischiose o intensive più sicure, sostenibili ed efficienti.
Gli ambiti applicativi abbracciano vari settori:
Guardando allo scenario internazionale, le principali analisi di mercato indicano una crescita esponenziale del comparto: secondo recenti stime il mercato della robotica umanoide potrebbe superare i 200 miliardi di euro entro il 2035 e spingersi oltre i 5 trilioni di euro nel 2050. Questo sviluppo è il riflesso di una trasformazione profonda nei modelli produttivi e organizzativi, dove l’uomo viene supportato e coadiuvato da sistemi autonomi sofisticati.
| Settore | Applicazione principale | Vantaggi attesi |
| Manifattura | Gestione operazioni ripetitive e rischiose | Riduzione infortuni, produttività aumentata |
| Sanità | Assistenza logistica e supporto al personale | Efficienza operativa, sicurezza pazienti |
| Retail | Automazione, accoglienza, customer care | Esperienza cliente migliorata, ottimizzazione costi |
La presenza di investitori di rilievo come CDP, Eni, Tether, AMD Ventures e Duferco rafforza la posizione della società sul piano della solidità finanziaria e dell’affidabilità progettuale. L’appetibilità del settore e la capacità di aggregare competenze multidisciplinari costituiscono elementi qualificanti riconosciuti anche da diversi organismi di indirizzo normativo europei, come le recenti linee guida sulla responsabilità e sicurezza dei sistemi AI emanate dal Parlamento Europeo.
La missione, ribadita dalla leadership aziendale, punta a rendere i robot umanoidi veri collaboratori umani capaci di amplificare sia le possibilità cognitive che fisiche dell’uomo. Questa visione trova un primo bancodi prova concreto nei contratti che verranno annunciati con aziende della manifattura industriale nel 2026, segnando l’inizio di una presenza effettiva degli umanoidi nelle fabbriche italiane.