Si torna a parlare di di rottamazione quater e quinquies, in vista delle nuove discussione e dell'approvazione di nuovi possibili emendamenti per potenziamenti e milgioramenti delle misure domani 9 giugno: quali sono le modifiche ancora possibili che potrebbero agevolare ancora i contribuenti
Ore decisive in Parlamento e tensione massima tra contribuenti, partite IVA e imprese: a meno di 24 ore dal prossimo round di votazioni in Senato, si gioca la partita delle modifiche alle procedure di definizione agevolata dei debiti fiscali. Chi resta fuori rischia di perdere un’occasione importante, mentre chi ha pagato regolarmente segue con apprensione i possibili cambiamenti su rate, sanzioni, termini e misure di tutela. Confronto serrato tra posizioni politiche contrapposte, con la Lega in prima linea per ampliare e riaprire le rottamazioni quater e quinquies, ma forti resistenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) su estensione delle sanatorie e coperture finanziarie.
I nuovi emendamenti potrebbero cambiare il destino di migliaia di debitori fiscali: in gioco ci sono la riapertura della rottamazione quater per i decaduti (con possibilità di richiesta fino al 31 luglio 2026), l’estensione della definizione agevolata agli accertamenti, la maxi-rateizzazione decennale per chi è rimasto escluso e uno scudo anti-pignoramento per chi paga regolarmente le rate. I contribuenti direttamente interessati sono coloro che, in regola con la vecchia rottamazione, ora devono rispettare la dodicesima rata, e quelli riammessi che sono chiamati a versare la quarta rata.
Gli emendamenti dichiarati ammissibili sono ben sei, oggetto di una corsa in Commissione Finanze del Senato. Sulla carta, la strada per l’approvazione non è priva di ostacoli: la pressione della maggioranza si scontra con le esigenze di bilancio e la necessità di tutelare equità e sostenibilità fiscale. La posta in gioco è alta: proroghe e ampliamenti potrebbero alleggerire la pressione su diversi profili di debitori, ma resta concreto il rischio di creare una nuova frattura tra “virtuosi” e chi ha atteso una nuova sanatoria.
Dopo il nulla di fatto per le rottamazioni nel Decreto Carburanti approvato qualche giorno fa, le misure oggi al centro del confronto parlamentare rappresentano una possibile svolta per chi negli ultimi anni ha dovuto affrontare la riscossione di vecchie cartelle esattoriali e accertamenti. Analizzando in dettaglio i sei emendamenti rimasti in esame, emerge una strategia articolata:
Nel dettaglio, il pacchetto vede anche il potenziamento della tutela del contribuente attraverso lo scudo anti-pignoramento, con una protezione completa, ma revocabile, del patrimonio di chi rispetta le rate, in modo da ridurre l’impatto delle azioni esecutive più invasive.
Alla luce dei dati forniti in Commissione Finanze, la stima dei costi per la riapertura della rottamazione quater ammonterebbe a 42 milioni di euro per il solo 2026. Dal punto di vista operativo, le scadenze resteranno invariate per chi è già all’interno dei piani: non si interrompono i versamenti né si deroga alle procedure in corso fino all’approvazione definitiva delle novità.
Tabella riepilogativa delle principali novità (in corso di discussione):
| Proposta | Platee interessate | Scadenza |
| Riapertura quater per decaduti | Decaduti entro 31/12/2025 | Domanda entro 31/07/2026 |
| Sanatoria rate novembre-febbraio | Saltate rate ultime scadenze | Pagamento entro 31/07/2026 |
| Estensione quinquies agli accertamenti | Debiti accertamenti/INPS | Consegna AdER entro 31/12/2025 |
| Transito da rateizzazione a rottamazione | Contribuenti con piano attivo | Secondo modalità definizione agevolata |
| Maxi-rateizzazione decennale | Decaduti da precedenti sanatorie | Fino a 120 rate mensili |
| Scudo anti-pignoramento | In regola con pagamenti | Finché piano attivo |
Il clima parlamentare, alle porte della votazione in Commissione Finanze, vede prevalere una spinta crescente per una maggiore flessibilità e inclusione fiscale. Tuttavia, come emerso nei lavori preparatori e nelle dichiarazioni di alcuni relatori, resa necessaria una valutazione equilibrata tra sostenibilità finanziaria e tutela dei contribuenti in difficoltà.
L'analisi delle dichiarazioni politiche e delle relazioni tecniche fa emergere una probabilità di approvazione delle modifiche attorno al 60%. Tale stima cresce rispetto ai precedenti tentativi grazie a:
Se approvate, le nuove regole produrrebbero questi effetti principali:
| Vecchio regime | Proposte in discussione |
| Sono ammessi solo specifici debiti selezionati (controlli, dichiarazioni, contributi INPS dichiarati) | Inclusione di accertamenti esecutivi e avvisi INPS non previsti dalla disciplinare precedente |
| Non è prevista una maxi-dilazione oltre i 54 rate | Maxi-piano decennale da 120 rate per i casi più critici |
| Paletti rigidi su termini e decadenza | Nuove finestre temporali per mandare la domanda, maggiore flessibilità nei pagamenti saltati |
| Conti correnti pignorabili anche se regolari nei pagamenti | Impossibilità di pignoramento per chi mantiene la regolarità delle rate |
Questioni tecniche e raccomandazioni concrete:
In attesa delle decisioni di domani, il quadro resta aperto: la probabilità di vedere accolte nuove modalità di regolarizzazione dei debiti fiscali è elevata, ma le procedure già in corso e le regole delle rottamazioni attuali devono essere rispettate senza eccezioni fino a comunicazione ufficiale.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...