Al Salone Auto di Bruxelles 2026 si evidenziano alcune delle nuove tendenze dell’automotive europeo: anteprime mondiali, rivoluzione elettrica, i brand più attesi, auto dell’anno, opinioni e consigli pratici per un evento imperdibile.
L’apertura del nuovo anno automobilistico europeo trova la sua cornice ideale nel Brussels Expo, dove dal 9 al 18 gennaio si è svolta la 102ª edizione dell’attesa rassegna dell’automotive. Per chi lavora nel settore e per gli appassionati, visitare direttamente le aree espositive significa percepire l’atmosfera pulsante di novità tecnologiche, design innovativi e la determinazione delle case costruttrici nel dimostrare la propria visione del futuro.
L’evento di Bruxelles si conferma come le vetrina ideale per trend, tendenze e anteprime, lasciando trasparire una marcata attenzione sulla mobilità sostenibile e sulle soluzioni di elettrificazione, temi ripresi da quasi tutti i protagonisti del Salone. Con oltre 64 brand automobilistici, la manifestazione si è distinta per la presenza di modelli esclusivi, concept futuristici e debutti mondiali che abbiamo potuto vedere e analizzare dal vivo, avendo così la concreta possibilità di valutarne ergonomia, materiali e tecnologia di bordo.
Entrare nei padiglioni e dialogare con gli ingegneri e designer rafforza la sensazione che, oggi più che mai, l’auto sia un ecosistema complesso in cui si fondono esperienza utente, digitalizzazione e attenzione all’ambiente. Il Bruxelles Motor Show conferma la sua missione di piattaforma di dialogo tra industrie e pubblico consapevole.
Dopo la scomparsa dalla scena del Salone di Ginevra, la kermesse belga assume la funzione di riferimento principale per l’intero mercato europeo. Bruxelles si presenta come un crocevia sia geografico che politico, essendo sede delle principali istituzioni comunitarie: un dettaglio non marginale per un settore soggetto a profonde trasformazioni normative e industriali.
La presenza di nuove generazioni di veicoli, motorizzazioni elettriche e ibride, tecnologie ADAS e sistemi software avanzati evidenzia come il Salone sia diventato una piattaforma di confronto tra strategie industriali ed esigenze normative. L’ascolto di esperti e operatori internazionali, incrociato alla partecipazione di visitatori specializzati e stampa, aiuta a percepire la rassegna come uno specchio della maturità dell’industria europea. Non solo una vetrina, ma un osservatorio privilegiato per osservare l’orientamento delle politiche e l’accettazione degli utenti verso la transizione energetica.
Molte case hanno presentato in Belgio le proprie strategie sulla mobilità urbana ed extraurbana, modelli connessi ed emissioni ridotte, confermando così il Salone di Bruxelles come laboratorio dove le novità del Vecchio Continente vengono testate in anteprima reale. Il confronto diretto con manager, designer e stakeholder arricchisce il dialogo necessario a far progredire il settore sotto il profilo non solo estetico e tecnologico, ma anche regolamentare.
L’impatto della presenza congiunta di oltre 60 marchi all’interno dei padiglioni è stato evidente sin dai primi passi in fiera. Marchi storici come Alfa Romeo, FIAT, BMW, Audi, Tesla, Peugeot e Mercedes si sono affiancati a protagonisti dell’innovazione come BYD, Xpeng, Leapmotor e altri nomi già centrali per la nuova mobilità sostenibile. Il gruppo Stellantis ha dominato la scena, mettendo in evidenza più di sessanta novità, tra cui alcuni debutti mondiali.
I brand emergenti e i grandi classici sono stati affiancati da modelli concept, spaziando dalle sportive a emissioni zero (come la Corsa GSE Vision Gran Turismo) a monovolume e SUV a grande autonomia, testimonianza tangibile di come sostenibilità e performance possano oggi coesistere senza compromessi.
Dalla nostra visita agli stand tecnologici e sperimentali, l’impressione dominante è che il Salone sia un vero laboratorio di innovazione proiettato verso la transizione elettrica, ma non solo. L’offerta di powertrain comprende full hybrid, plug-in, range extender e sempre più soluzioni software-defined, che ridefiniscono la relazione tra conducente e vettura.
L’impronta che lascia il Salone è inequivocabile: l’automobile sta cambiando pelle rapidamente, tra vetture full electric sempre più accessibili e architetture modulari intelligenti che promettono esperienze d’uso personalizzate. Il passaggio che abbiamo osservato va verso una integrazione reale tra software, hardware e servizi digitali.
L’attesa proclamazione delle finaliste del Car of the Year si è svolta durante la mattinata della giornata inaugurale, con un’atmosfera da "notte degli Oscar dell’automobile". La selezione delle sette candidate - Citroen C5 Aircross, Dacia Bigster, Fiat Grande Panda, Kia EV4, Mercedes CLA, Renault 4, Skoda Elroq - riflette un ventaglio di approcci all’innovazione: dal design coraggioso, alla digitalizzazione spinta, fino alle soluzioni completamente elettrificate.
Protagonista della cerimonia è stata la Mercedes CLA, che ha ottenuto il riconoscimento grazie all’evoluzione stilistica e tecnologica capace di coniugare efficienza e sistemi digitali evoluti. La presenza di giornalisti specializzati da 23 Paesi, la trasparenza della giuria e la qualità delle prove dinamiche hanno dato massima autorevolezza all’esito. Particolarmente apprezzata è stata anche la prontezza dei brand finalisti nell’offrire motorizzazioni ibride ed elettriche realmente competitive, fattore giudicato strategico per l’attualità del mercato europeo.
| Modello | Punti di forza |
| Mercedes CLA | Design, digitalizzazione, efficienza |
| Citroen C5 Aircross | Comfort, modularità, alternative stilistiche |
| Dacia Bigster | Rapporto qualità/prezzo, funzionalità familiare |
| Fiat Grande Panda | Innovazione urbana, compattezza |
| Kia EV4 | Elettrificazione, autonomia |
| Renault 4 | Nostalgia ripensata, nuove tecnologie |
| Skoda Elroq | Piattaforma MEB, spaziosità |
Dalla prospettiva di chi ha assistito, la sensazione tangibile è che il riconoscimento acquisisca significato solo quando l’innovazione è riconosciuta e premiata su scala internazionale. La selezione delle sette vetture finaliste conferma una crescente rilevanza dei temi di sostenibilità, digitalizzazione e versatilità. Il livello dell’edizione 2026, a nostro avviso, è stato tra i più alti della storia recente del premio, grazie all’equilibrio tra nuove tecnologie, sicurezza e concretezza progettuale.
L’organizzazione del Salone punta molto su una esperienza accessibile e personalizzabile. I biglietti sono prenotabili online e in loco, con prezzi differenziati pensati per avvicinare anche famiglie e giovani: adulti a 15 euro, gruppi a 12 euro a testa, ragazzi dai 10 ai 15 anni a 7,50 euro; under 10 gratis. L’apertura standard si articola dalle 10.00 alle 19.00, con due aperture speciali: la sera del 9 gennaio (19.00-23.00) e il 16 gennaio (fino alle 22.00). Si tratta di soluzioni progettate per massimizzare il comfort di visita anche per chi si ferma solo poche ore o approfitta di momenti più tranquilli.
Per chi arriva dall’Italia, i collegamenti aerei risultano la scelta migliore; dall’aeroporto, si può proseguire in taxi (20 minuti) o mediante i mezzi pubblici locali con percorsi che si attestano intorno all’ora. In auto è sufficiente impostare come destinazione "Bruxelles Expo" e utilizzare i parcheggi dedicati.
Un consiglio personale riguarda la gestione del tempo all’interno dei padiglioni: la densità di debutti, eventi e incontri rende indispensabile pianificare le proprie visite agli stand prioritari e prevedere pause per approfondire le presentazioni dal vivo, così da apprezzare davvero ogni dettaglio e sfruttare appieno l’esperienza tra le anteprime dell’edizione.
L’esperienza presso il Salone 2026 è stata, senza dubbio, di grande ispirazione per chiunque sia vicino al mondo della mobilità. Il clima di dialogo reale tra costruttori, analisti e pubblico, insieme all’accessibilità degli spazi, rappresenta un valore aggiunto rispetto ad altri eventi internazionali più settoriali.
Dal punto di vista delle tendenze, risulta evidente la transizione sempre più determinata verso piattaforme elettriche, soluzioni di guida assistita e digitalizzazione spinta. Le scelte proposte, dalla modularità degli interni delle concept car, alla gamma di opzioni nei powertrain, indicano un futuro dove l’auto non sarà più solo mezzo di mobilità, ma vero e proprio ecosistema integrato e personalizzato. Da visitatori, è evidente quanto i modelli 2026 abbiano fatto propri i principi di sostenibilità senza mai sacrificare comfort e prestazioni, assecondando così il sentimento degli utenti più attenti alla qualità dell’esperienza di guida e all’impatto ambientale.
La presenza di player cinesi come Leapmotor e Xpeng, l’insistenza dei grandi gruppi europei e la varietà di nuovi modelli confermano una concorrenza globale serrata che potrà solo stimolare innovazione e accessibilità. Particolarmente degno di nota il dialogo diretto tra ingegneri, designer e pubblico, che permette una condivisione reale di esigenze e idee, elemento ormai centrale per il successo di ogni nuovo progetto automobilistico.
Lascio questa rassegna con la convinzione che il Salone di Bruxelles sia oggi tra i pochi eventi a offrire una panoramica realmente a tutto tondo sulle evoluzioni e le priorità dell’industria. L’abbiamo vissuto da insider, osservando da vicino le reazioni, le curiosità e qualche sorpresa inattesa tra le pieghe dei padiglioni. Il risultato? Un’esperienza che restituisce la voglia di ripensare la mobilità quotidiana e di seguire con interesse i prossimi passi di una filiera sempre più orientata a tecnologia, sostenibilità e qualità della vita.