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"Senza olio di palma" sulla confezione rassicura: ma gli ingredienti usati al suo posto non sono così meglio secondo ultimi studi

di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

L'etichetta senza olio di palma rassicura, ma cosa si nasconde dietro le alternative? Ingredienti sostitutivi, salute, impatto ambientale e innovazioni, cosa significa scegliere senza olio di palma.

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Negli ultimi anni, la dicitura senza olio di palma ha invaso confezioni di biscotti, merendine, creme spalmabili e altri alimenti industriali. Questo messaggio risponde a richieste sempre più pressanti dei consumatori, sensibili alle tematiche di salute e ambiente. Il claim non garantisce però un miglior profilo nutrizionale: più che segnalare una scelta salutistica, rassicura chi teme gli effetti dell'olio di palma sulla salute e sull'ecosistema, come evidenziato da ino studio del Deutsches Bundesinstitut für Risikobewertung, la ricerca pubblicata dall'American Heart Association, uno studio comparativo tra Nutella e Galamella condotto da Verbraucherzentrale Hamburg, un'analisi clinica pubblicata da Mordor Intelligence.

L'olio di palma nei prodotti alimentari

L'olio di palma è stato a lungo un ingrediente cardine nell'industria alimentare grazie alla sua versatilità e al basso costo. Utilizzato in prodotti da forno, creme, snack e margarine, garantisce consistenza, cremosità e lunga conservazione. Le campagne mediatiche che lo hanno investito hanno però portato il comparto a sostituirlo, soprattutto per due motivi:

  • Questioni ambientali: la produzione di olio di palma è causa di deforestazione e perdita di biodiversità, soprattutto nelle zone tropicali.
  • Tematiche di salute: la presenza consistente di acidi grassi saturi (circa il 50% del totale) ha sollevato preoccupazioni, sebbene non tutti i saturi abbiano lo stesso impatto.
Dal punto di vista nutrizionale, il grasso di palma è composto prevalentemente da acido palmitico, che può aumentare i livelli di colesterolo LDL (colesterolo cattivo) ma anche da una quota di grassi insaturi e vitamine liposolubili. Diversi studi, tra cui quello pubblicato dal Deutsches Bundesinstitut für Risikobewertung nel 2025, hanno evidenziato che l'impatto sull'organismo dipende da frequenza e quantità di consumo, oltre che dal contesto generale della dieta.

La sostituzione dell'olio di palma viene spesso percepita come miglioramento automatico, ma la scelta degli ingredienti alternativi può annullare i benefici attesi. Le aziende scelgono spesso oli vegetali raffinati (solitamente di girasole, mais, soia o cocco) o grassi modificati che, in alcuni casi, espongono a rischi non inferiori a quelli riscontrabili con l'olio di palma stesso. Nella corsa alla palma free, l'attenzione rischia di spostarsi dal profilo complessivo del prodotto al solo claim pubblicitario.

I grassi che lo sostituiscono: qualità nutrizionale e rischi

Gli ingredienti impiegati per rimpiazzare l'olio di palma possono variare notevolmente nella qualità nutrizionale:

  • Oli vegetali raffinati (girasole, mais, soia): spesso selezionati per il basso costo e il sapore neutro, questi oli possono avere un profilo lipidico ricco di grassi polinsaturi instabili alla cottura (con formazione di prodotti di ossidazione), oltre a una significativa perdita di micronutrienti durante la raffinazione.
  • Olio di cocco: molto utilizzato come alternativa per la sua capacità di solidificare a temperatura ambiente, presenta però un elevato contenuto di acidi grassi saturi (fino al 90%, prevalentemente acido laurico).
  • Margarina e grassi idrogenati: le moderne tecniche produttive riducono il tenore di grassi trans, ma il rischio di residui esiste, specie nei prodotti economici. Inoltre, la presenza di grassi saturi rimane spesso superiore ai livelli raccomandati dalle linee guida nutrizionali.
Il rischio principale è rappresentato dall'introduzione di grassi invisibili come i trans prodotti industrialmente. A questi si aggiunge la questione della digeribilità e del carico calorico, spesso altrettanto elevato rispetto ai prodotti tradizionali.

La ricerca del senza olio di palma si traduce quindi spesso in una sostituzione più di facciata che di sostanza. Non va dimenticato che la qualità delle materie prime (ad esempio l'impiego di olio extravergine d'oliva o nocciole) ha un impatto molto superiore sul benessere rispetto alle semplici strategie di marketing.

In alcuni prodotti, come le creme spalmabili, la sostituzione avviene ricorrendo a miscele di oli vegetali economici, con il risultato di aumentare la presenza di omega-6 e ridurre quella di omega-3, alterando l'equilibrio tra acidi grassi essenziali nella dieta.

Grassi trans e grassi saturi nelle alternative all'olio di palma

L'idrogenazione degli oli vegetali, processo usato per produrre margarina e renderla stabile a temperatura ambiente, porta alla formazione di grassi trans, noti per i loro effetti dannosi:

  • Incremento del rischio cardiovascolare
  • Aumento della resistenza insulinica
  • Potenziamento dei processi infiammatori sistemici
La scienza è concorde: i trans sono i peggiori tra i grassi alimentari. Le normative europee hanno ridotto drasticamente la loro presenza consentita, ma piccole quantità rimangono tollerate e spesso non vengono segnalate chiaramente in etichetta. L'assunzione cumulativa, consumando più prodotti senza olio di palma ma con grassi vegetali idrogenati, può raggiungere livelli nocivi.

Anche i grassi saturi non sono tutti uguali. Gli oli ricchi di acido laurico (come quello di cocco) agiscono diversamente rispetto a quelli con acido palmitico. Studi condotti dall'American Heart Association e pubblicati tra il 2023 e il 2025 suggeriscono che il consumo eccessivo di grassi saturi indifferenziati rappresenta un fattore di rischio per le patologie coronariche.

Una particolare attenzione deve essere rivolta ai processi di raffinazione degli oli vegetali, durante i quali possono formarsi contaminanti non trascurabili. Inoltre, la stabilità dei grassi alla cottura influenza la formazione di composti dannosi, soprattutto nei prodotti da forno industriali.

Molte sostituzioni a base di miscele di oli (come girasole, mais, riso) comportano inconvenienti ulteriori: sbilanciamento del rapporto omega-6/omega-3, aumento delle sostanze ossidate e perdita dei polifenoli utili alla salute cellulare. La qualità del prodotto finale dipende quindi dal tipo di trattamenti e dalla formula complessiva.

È stato osservato che, nei tentativi di ridurre i grassi saturi, alcuni prodotti vedono aumentare la quota di zuccheri o di additivi, compromettendo la composizione nutrizionale generica.

Olio di cocco, oli vegetali, margarina e creme spalmabili

I sostituti dell'olio di palma più diffusi nei prodotti confezionati sono i seguenti:

Tipologia

Profilo Nutrizionale

Impatto sulla salute

Olio di cocco

Moltissimi grassi saturi, prevalenza di acido laurico

Aumenta LDL e HDL, può favorire patologie cardiovascolari se assunto in eccesso

Olio di girasole e soia

Molti polinsaturi (omega-6), pochi saturi

Resistenza alla cottura limitata, rischio di squilibrio tra omega-6 e omega-3

Margarina

Puo` contenere grassi trans se non ben dichiarata, spesso ricca di saturi

Se di bassa qualità, potenziale danno vascolare per trans presenti, stabilità variabile

Creme spalmabili di frutta secca

Ricche di grassi insaturi, vitamine, fibre

Buon apporto nutrizionale, alto contenuto calorico, devono essere consumate con equilibrio

Legumi usati come base per creme

Poveri di grassi saturi, ricchi di fibra e proteine

Profilo generalmente più sano, ottimo per chi ha allergie o segue diete speciali

Va sottolineato che il profilo nutrizionale cambia notevolmente se l'olio di cocco viene usato nella versione raffinata o idrogenata: il rischio di grassi trans aumenta in questi casi. Nei lanci di mercato, alcune aziende hanno scelto miscele di oli che contengono anche additivi, stabilizzanti e aromi, influenzando la salubrità complessiva del prodotto.

Studi scientifici e dati a confronto: cosa dicono le ricerche

I risultati degli studi offrono un quadro articolato e non sempre univoco:

  • Uno studio del Deutsches Bundesinstitut für Risikobewertung (2025) ha evidenziato che la sostituzione dell'olio di palma con oli vegetali raffinati non riduce automaticamente i rischi per la salute cardiovascolare; la composizione in acidi grassi deve essere sempre monitorata.
  • La ricerca pubblicata dall'American Heart Association (2024) conferma che il consumo regolare di grassi trans è correlato a un incremento del 23% del rischio di malattie coronariche per ogni aumento del 2% delle calorie giornaliere da questi grassi.
  • Uno studio comparativo tra Nutella e Galamella condotto da Verbraucherzentrale Hamburg (2024) dimostra come l'impiego di ingredienti di qualità superiore, come l'olio extravergine d'oliva e la maggiore presenza di nocciole, comporti un bilancio più sano rispetto a prodotti con alto contenuto di olio di palma e zuccheri.
  • Un'analisi clinica pubblicata da Mordor Intelligence (2026) sulle margarine industriali rivela che l'impatto sulla salute dipende dalla matrice di oli impiegata e dalla presenza di residui di idrogenazione, confermando la necessità di una regolamentazione e di controlli più severi



Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...