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Sosta di traverso: cosa prevede il nuovo Codice della Strada 2026 in consultazione fino a ottobre

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Sosta di traverso: cosa prevede il nuovo Codice della Strada 2026 in consultazione fino a ottobre

Il testo-base del nuovo Codice della Strada introduce una deroga per parcheggiare di traverso i veicoli sotto i 2,70 metri. Consultazione fino al 13 settembre, testo pronto entro ottobre.

Tra le novità più curiose contenute nel testo-base del nuovo Codice della Strada c'è la possibilità, a determinate condizioni, di parcheggiare di traverso rispetto al marciapiede. Una pratica diffusa da anni nelle grandi città italiane ma che, con le norme attualmente in vigore, resta vietata e sanzionabile. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha inviato il testo a oltre cento tra associazioni e operatori del settore, che avranno tempo fino al 13 settembre 2026 per presentare osservazioni. Il Governo dovrà poi definire il testo finale entro il 14 ottobre 2026, termine della delega, prima di trasmetterlo in Parlamento per la discussione e l'approvazione definitiva nell'autunno 2026.

Cosa prevede oggi la norma sulla sosta

Attualmente il Codice della Strada stabilisce che, salvo diversa segnalazione, in caso di fermata o sosta il veicolo debba essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente a esso e secondo il senso di marcia. Nelle strade a senso unico è possibile utilizzare anche il margine sinistro, ma questo non modifica il principio generale relativo all'orientamento del veicolo.

Di conseguenza, posizionare una Smart fortwo o un altro veicolo corto perpendicolarmente al marciapiede non è automaticamente consentito solo perché l'auto riesce fisicamente a entrare nello spazio disponibile. La violazione relativa alla collocazione irregolare del veicolo in sosta comporta oggi una sanzione di 42 euro, che scende a 29,40 euro pagando entro cinque giorni, senza decurtazione di punti dalla patente.

La novità: quando sarà possibile parcheggiare di traverso

Il testo-base del nuovo Codice conferma il principio generale della sosta parallela al margine della carreggiata, ma introduce un'eccezione precisa. Secondo quanto riportato dal documento, "ove non sono tracciati stalli di sosta ovvero quando questi hanno una larghezza pari ad almeno 2,80 metri", i veicoli aventi lunghezza pari o inferiore a 2,70 metri potranno essere collocati anche perpendicolarmente al marciapiede. La deroga riguarderebbe non solo le automobili, ma anche motocicli, ciclomotori, tricicli e quadricicli con queste dimensioni ridotte.

Si tratta quindi di una novità pensata su misura per una categoria di veicoli ben precisa: dalle storiche Smart fortwo, che per prime avevano reso popolare questa pratica a inizio millennio sfruttando le loro dimensioni compatte, fino ai più recenti quadricicli elettrici, sempre più diffusi nelle grandi città e spesso abbastanza corti da poter occupare trasversalmente uno spazio normalmente destinato a una singola automobile.

Non basta un'auto corta: le condizioni da rispettare

È importante sottolineare che la deroga non sarà applicabile in modo indiscriminato. Non basterà possedere una vettura particolarmente corta per poterla parcheggiare come si preferisce: la norma richiede infatti che ricorrano precise condizioni relative sia alla lunghezza del veicolo sia alla presenza e all'ampiezza degli stalli di sosta eventualmente già tracciati sul manto stradale.

In altre parole, dove gli stalli di sosta sono già delimitati con una larghezza inferiore ai 2,80 metri, la sosta di traverso resterebbe comunque vietata anche per i veicoli più corti, proprio per evitare che la deroga si traduca in un'occupazione impropria di spazi pensati per altre finalità o in un ostacolo alla normale circolazione veicolare e pedonale.

Un fenomeno nato dalla prassi, non dalla norma

Il fenomeno della sosta di traverso non è nuovo nel dibattito sulla mobilità urbana italiana. Ha iniziato a diventare visibile con la diffusione delle Smart fortwo nei primi anni Duemila, per poi acquisire ulteriore rilevanza con l'arrivo dei quadricicli elettrici negli ultimi anni. In alcuni casi, la giurisprudenza aveva già mostrato aperture verso una maggiore tolleranza: nel 2017, il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 19714, aveva accolto il ricorso di un automobilista multato perché la sua Smart non sostava parallelamente al margine della carreggiata, ritenendo che le dimensioni ridotte del veicolo, unite al fatto che non intralciava la circolazione, giustificassero l'annullamento della sanzione.

Con il nuovo Codice, questa tolleranza di fatto, finora affidata alla valutazione caso per caso dei singoli giudici, troverebbe finalmente una base normativa scritta e uniforme su tutto il territorio nazionale, superando le incertezze interpretative che avevano caratterizzato la materia negli ultimi vent'anni.

Le altre novità del nuovo Codice della Strada

La sosta di traverso rappresenta solo una delle tante modifiche contenute nel testo-base della riforma, che riorganizza complessivamente 291 articoli suddivisi in 8 titoli e 49 capi. Tra le novità più rilevanti figura l'introduzione della patente B a 17 anni, che consentirà la guida di autovetture e furgoni con l'obbligo della presenza di un tutore al fianco del neopatentato.

Cambia anche il sistema sanzionatorio per l'eccesso di velocità, con l'introduzione di multe proporzionali, calcolate in base ai chilometri orari eccedenti il limite consentito, in luogo dell'attuale sistema di fasce fisse. Viene inoltre introdotto il sorpasso a destra per le moto in autostrada, abbinato all'uso della corsia d'emergenza, e una deroga sulla CQC (Carta di Qualificazione del Conducente) che consentirà la guida dei camion per un anno a chi è iscritto ai relativi corsi di qualificazione, ancora prima del conseguimento del titolo.

Sul fronte economico, il testo prevede anche il blocco dell'adeguamento automatico all'inflazione per le contravvenzioni stradali, mentre una parte significativa della riforma riguarda l'accessibilità: ai Comuni verrebbe imposto l'obbligo di aderire alla piattaforma CUDE, il registro del Contrassegno Unificato Disabili Europeo, pena l'impossibilità di utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza delle violazioni sulla sosta riservata e sugli accessi alle zone a traffico limitato.

Le tappe verso l'approvazione definitiva

Il percorso che porterà all'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada prevede ancora diversi passaggi. Dopo la chiusura della fase di consultazione, fissata al 13 settembre 2026, ciascun soggetto coinvolto, tra associazioni di categoria e operatori del settore, potrà presentare al Ministero un massimo di cinque proposte di modifica mirate, oltre a osservazioni di carattere generale sul testo complessivo.

Terminata questa fase, il Governo dovrà definire il testo definitivo entro il 14 ottobre 2026, data che coincide con la scadenza della delega ricevuta con la riforma del 2024. Da quel momento, il provvedimento dovrà essere trasmesso al Parlamento per la discussione e l'approvazione finale, un passaggio che dovrebbe svolgersi nel corso dell'autunno 2026, senza che al momento sia stata indicata una data precisa per l'effettiva entrata in vigore delle nuove regole.

Fino ad allora, sottolineano gli osservatori del settore, il nuovo Codice della Strada resta un cantiere ancora aperto, e le norme attualmente vigenti, comprese quelle sulla sosta parallela al margine della carreggiata, continuano ad applicarsi integralmente su tutto il territorio nazionale.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...