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Starlink Italia, quando e come potrebbe diventare operatore mobile in Italia dopo l'entrata di SpaceX nel mobile

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

SpaceX punta a entrare nella telefonia mobile con licenze sugli 800 MHz e l’integrazione della rete terrestre con Starlink. Per l’Italia, tra autorizzazioni, accordi e limiti di copertura, l’arrivo di Starlink Mobile resta da definire.

SpaceX sta preparando un passaggio strategico: affiancare alla connettività satellitare una rete mobile terrestre e proporsi come operatore negli Stati Uniti. L’acquisto di licenze radio a 800 MHz amplia le ambizioni di Elon Musk oltre il servizio Starlink oggi noto per portare internet via satellite nelle aree difficili da raggiungere. Per chi vive in Italia, però, non significa che una nuova offerta telefonica sia imminente. La disponibilità di Starlink Mobile in Italia dipenderà da autorizzazioni, frequenze compatibili e accordi locali. Nel breve periodo la novità è soprattutto industriale: può cambiare gli equilibri del settore.

Licenze sugli 800 MHz: come SpaceX punta a diventare un operatore mobile negli Stati Uniti

SpaceX ha acquistato da Grain Management un pacchetto di licenze nella banda bassa degli 800 MHz. Il valore dell’operazione non è stato reso noto; il dato più significativo è l’estensione, che interessa quasi tutta la popolazione statunitense. Su X, Musk ha descritto l’acquisizione come l’ultimo elemento necessario per offrire copertura telefonica completa negli Stati Uniti. È una dichiarazione che esprime l’obiettivo aziendale, non la conferma che la rete sia già pronta o autorizzata a operare.

Le frequenze basse hanno caratteristiche diverse da quelle impiegate per collegamenti satellitari diretti al telefono: tendono a propagarsi meglio su distanze ampie e a penetrare più efficacemente negli edifici rispetto a bande più alte. La prestazione concreta dipende comunque da potenza, antenne, interferenze, configurazione della rete e materiali delle costruzioni. Gli 800 MHz, inoltre, sono già supportati da numerosi telefoni, ma la compatibilità della banda da sola non basta: servono dispositivi e profili di rete abilitati, oltre a una rete radio operativa.

Il progetto combina quindi un elemento patrimoniale con la costruzione o l’integrazione di infrastrutture terrestri. Le licenze non sono un’autorizzazione generale a trasmettere senza condizioni: l’impiego dello spettro resta soggetto alle regole e ai vincoli stabiliti dal regolatore federale statunitense, la Federal Communications Commission (FCC). In particolare, devono essere verificati i diritti trasferiti, le condizioni delle licenze e le modalità tecniche d’uso, incluse quelle che possono coinvolgere reti o frequenze di altri soggetti.

Per SpaceX, entrare nel mercato mobile con spettro proprio può ridurre la dipendenza da accordi di accesso con operatori terzi e avvicinare l’azienda al modello di un gestore integrato. Ma l’acquisizione non chiarisce da sola come saranno finanziati, costruiti e gestiti gli impianti, né quali servizi saranno inclusi nelle prime offerte. Possedere frequenze non equivale a possedere una rete pronta: restano da risolvere capacità, copertura, interconnessione, assistenza e condizioni commerciali.

Rete terrestre e Starlink: cosa cambia rispetto alla connessione satellitare

La distinzione principale riguarda il percorso del segnale. Il servizio Starlink tradizionale per la casa usa un’antenna dedicata che comunica con i satelliti in orbita bassa; il telefono, invece, non si collega a quel servizio domestico semplicemente perché dispone di una SIM. La modalità direct-to-cell, o satellite-to-phone, mira a far dialogare satelliti appositi con smartphone compatibili, spesso come collegamento di supporto quando la rete terrestre non è raggiungibile. La capacità e le funzioni disponibili dipendono dalla generazione dei satelliti, dalle bande utilizzate e dagli accordi con gli operatori.

Una rete terrestre basata su stazioni radio e licenze di spettro opera secondo il modello della telefonia mobile convenzionale. Le antenne a terra possono offrire copertura più continua nei luoghi popolati e gestire traffico voce e dati con tecnologie cellulari; i satelliti, invece, possono estendere la raggiungibilità in aree remote, in mare o in zone in cui installare infrastrutture è difficile. Le due componenti sono potenzialmente complementari, non intercambiabili in ogni situazione.

Il collegamento diretto via satellite ha limiti fisici e operativi: il terminale è piccolo, la distanza dal satellite è maggiore di quella da una cella vicina e la capacità radio deve essere condivisa su un’area vasta. Edifici, vegetazione fitta, rilievi e visuale ridotta del cielo possono peggiorare la ricezione. Per questo le prime funzioni di un servizio satellitare su smartphone possono concentrarsi su messaggi, localizzazione o comunicazioni essenziali, mentre la banda larga mobile dipende da sviluppo e capacità della rete.

Le frequenze terrestri a bassa banda possono migliorare la propagazione e la copertura indoor, ma non eliminano la necessità di una densità adeguata di impianti, né garantiscono automaticamente velocità 5G elevate. La rete ibrida punta alla continuità: le celle terrestri servono l’uso quotidiano, mentre il satellite può coprire i vuoti. La qualità effettiva andrà misurata attraverso disponibilità, velocità, latenza e comportamento nei luoghi chiusi, non dedotta soltanto dalle promesse tecnologiche.

Starlink Mobile in Italia: copertura, limiti e tempi di arrivo

Fastweb e Starlink hanno annunciato il 16 luglio 2026 un accordo per sperimentare in Italia la tecnologia Direct to Cell, che permette agli smartphone di collegarsi direttamente ai satelliti. Il progetto riguarda un’area degli Appennini del centro Italia e punta a estendere la connettività nei territori privi di copertura mobile terrestre.

La sperimentazione è riservata agli addetti ai lavori e sebbene Fastweb non ha ancora comunicato una data per il lancio commerciale, ci si aspetta l'arrivo tra il 2027 e il 2028. Il collegamento satellitare si attiva automaticamente quando lo smartphone si trova all’aperto, con visibilità diretta del cielo, e manca il segnale 4G o 5G. La tecnologia consente di inviare e ricevere SMS e di utilizzare applicazioni compatibili, come WhatsApp e Google Maps. Voce e video sono disponibili attraverso le app supportate, mentre le chiamate telefoniche tradizionali, comprese quelle ai servizi di emergenza, restano escluse.

Non servono antenne o accessori aggiuntivi. Fastweb pubblicherà un elenco di smartphone ottimizzati per usare sia le applicazioni sia gli SMS tramite satellite; secondo le indicazioni dell’operatore, i telefoni non inclusi nell’elenco potranno comunque accedere al servizio per inviare e ricevere SMS.

È utile separare tre servizi spesso confusi. Starlink per la banda larga fissa è già commercializzato in Italia tramite antenna e abbonamento; Starlink Roam è pensato per usare quel terminale in mobilità, entro le condizioni del piano; la connettività direct-to-phone, invece, mira a collegare direttamente uno smartphone ai satelliti. Una futura rete mobile terrestre di SpaceX sarebbe ancora un’altra componente, basata su infrastrutture radio e frequenze autorizzate. La parabola Starlink non è necessaria per un servizio satellitare diretto al telefono, ma ciò non significa che ogni smartphone o piano tariffario possa usarlo.

In Europa esiste un percorso di collaborazione già annunciato: Deutsche Telekom e Starlink hanno comunicato un progetto di servizio satellitare mobile dal 2028 in dieci Paesi, tra cui Germania, Austria, Polonia e Grecia. L’Italia non compare nell’elenco diffuso dalle due società. L’accordo è un segnale dell’interesse europeo per il modello satellite-mobile, ma non costituisce un impegno di lancio italiano né consente di trasferire automaticamente la copertura dei Paesi inclusi a quelli esclusi.

Un eventuale arrivo in Italia dipenderà da accordi con uno o più operatori nazionali, dalla disponibilità di spettro compatibile, dai permessi per le stazioni terrestri e dalle procedure europee e italiane. Anche la compatibilità dei dispositivi sarà determinante: supporto delle bande, software aggiornato, configurazione dell’operatore e condizioni dell’abbonamento dovranno coincidere. In assenza di un annuncio specifico, parlare di un mese o di un anno per l’Italia sarebbe una previsione non verificabile.

In una prima fase, se il servizio seguirà il modello direct-to-cell, è ragionevole attendersi una funzione di copertura di riserva più che un sostituto della rete 4G o 5G urbana. La ricezione potrà dipendere dalla visuale del cielo, dalla posizione e dal traffico. Non va confusa la copertura satellitare con la banda larga domestica: velocità e servizi disponibili su un telefono non sono necessariamente paragonabili a quelli ottenuti con un’antenna Starlink dedicata.

Cosa cambia per chi vive in Italia

In Italia, SpaceX entra nella connettività mobile attraverso Starlink Mobile, il servizio basato sulla tecnologia Direct to Cell e sperimentato in collaborazione con Fastweb + Vodafone. L’obiettivo è estendere la copertura ai territori dove il segnale delle reti terrestri manca, collegando gli smartphone direttamente ai satelliti in orbita bassa. La sperimentazione italiana riguarda un’area degli Appennini centrali.

Che cosa cambia concretamente per gli utenti? La connessione satellitare permette di mantenere alcune funzioni del telefono anche fuori dalla copertura 4G e 5G, purché ci si trovi all’aperto, con visibilità diretta del cielo. Sono supportati gli SMS e applicazioni compatibili come WhatsApp e Google Maps; voce e video possono essere utilizzati attraverso le app abilitate, mentre le chiamate telefoniche tradizionali restano escluse.

Non servono telefoni satellitari, antenne o accessori aggiuntivi, ma le funzionalità disponibili dipendono dal modello di smartphone. Fastweb pubblicherà un elenco di dispositivi ottimizzati per utilizzare sia le app sia gli SMS via satellite; per gli altri telefoni, l’operatore indica l’accesso agli SMS. Starlink Mobile si configura quindi come un’estensione della rete mobile terrestre, destinata a colmare le aree senza segnale. Il servizio rimane in fase sperimentale, riservato agli addetti ai lavori, e manca ancora una data ufficiale per il lancio commerciale.




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...