Dal 2026 lo Spid di Poste Italiane diventa a pagamento: un canone annuo di 6 euro che coinvolge milioni di utenti. I motivi della novità, le esclusioni dal costo, i servizi inclusi, le alternative e gli scenari futuri.
Dall’inizio del nuovo anno, una delle modalità più diffuse per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione cambia volto: il servizio di identità digitale offerto da Poste Italiane, attraverso la piattaforma PosteID, si trasforma da gratuito a oneroso. Questa novità coinvolge un numero significativo di cittadini, modificando le abitudini di milioni di utenti che fino a oggi hanno usufruito di un accesso gratuito a numerosi servizi online della PA.
La svolta si inserisce in un ampio processo di riordino nel settore delle identità digitali, con l’introduzione di un contributo annuale richiesto a determinate categorie di utenti, mentre alcune fasce restano esenti dal pagamento per precise motivazioni di carattere sociale ed economico.
Il passaggio al pagamento annuale del servizio di identità digitale proposto da Poste Italiane rappresenta la naturale conseguenza di un progressivo mutamento dell’ecosistema dei servizi digitali nazionali.
La decisione non è stata improvvisa, ma è maturata in un contesto fatto di aumento dei costi di gestione tecnologica e mantenimento della sicurezza delle infrastrutture informatiche. Nel dettaglio, fino al 2025 i provider di SPID beneficiavano di fondi pubblici erogati per garantire la gratuità del servizio ai cittadini, come stabilito dalle Convenzioni AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e dai piani per la transizione digitale sostenuti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Tuttavia, a seguito del progressivo esaurimento dei budget statali e del congelamento dei finanziamenti, dal 2023 al 2025 molti provider hanno dovuto sostenere direttamente i propri costi operativi senza più alcun rimborso strutturale.
La normativa vigente, modificata anche grazie al Decreto Legge 51/2023, ha reso possibile per i gestori scegliere modelli di business autonomi, inclusa l’introduzione di canoni annuali a carico degli utenti privati. Poste Italiane, che gestisce circa il 70% delle identità digitali italiane, ha dunque scelto di modificare unilateralmente le proprie condizioni di servizio, garantendo comunque la tutela dell’utenza con diritto di recesso gratuito nel caso il cliente non intendesse accettare il nuovo canone.
In sintesi, il passaggio a un modello a pagamento per lo SPID di Poste nasce dalla necessità di mantenere standard elevati di sicurezza, stabilità e affidabilità del servizio per milioni di italiani, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità economica di una infrastruttura ritenuta ormai strategica per il Paese.
L’entità della nuova tariffa, fissata da Poste al rinnovo annuo, è pari a 6 euro IVA inclusa. Una cifra che si posiziona tra le più basse nel panorama dei provider di identità digitale in Italia, dove le offerte di altri gestori variano da 4,90 a 9,90 euro annui a seconda del contratto sottoscritto.
Il pagamento non è immediato per tutti: per gli utenti che attivano per la prima volta l’identità digitale tramite PosteID, il primo anno rimane gratuito. La tariffa scatta soltanto alla scadenza del primo anniversario dall’attivazione del profilo SPID. Al contrario, per gli utenti già titolari da oltre dodici mesi, il pagamento verrà richiesto alla scadenza dell’annualità in corso e sarà necessario per mantenere attivo il servizio di accesso ai portali della PA che richiedono autenticazione SPID.
Il nuovo modello si applica dalla data della modifica delle condizioni di servizio, con comunicazione ufficiale pubblicata sia sul sito di PosteID sia tramite canali diretti agli interessati. L’introduzione della tariffa risponde, nelle intenzioni dichiarate, anche all’obiettivo di mantenere elevata la qualità dell’esperienza utente e la sicurezza dell’identificazione digitale.
Il cambiamento non riguarda tutte le categorie di utenti in modo uniforme. Restano esenti dal pagamento annuale:
Poste Italiane ha definito un sistema di pagamento semplice e trasparente per la gestione del rinnovo annuale. L’utente sarà informato della scadenza almeno 30 giorni prima mediante comunicazione all’indirizzo e-mail registrato durante l’attivazione dell’identità digitale.
Per procedere al pagamento sono previste varie modalità:
La mancata corresponsione dell’importo annuale non comporta la cancellazione immediata dell’identità digitale. Se un utente omette il pagamento, la funzionalità di accesso tramite SPID viene sospesa, ma l’identità digitale rimane attiva per ventiquattro mesi.
In questo periodo di sospensione, l’accesso ai portali che richiedono SPID non sarà possibile, ma rimane data la possibilità di regolarizzare la propria posizione, effettuando il pagamento degli arretrati.
Secondo le Condizioni Generali di Servizio, trascorsi due anni dall’ultimo utilizzo senza rinnovo, l’identità digitale potrà essere revocata e non più recuperabile, conformemente alle normative nazionali e agli standard AgID. Tale meccanismo intende evitare la perdita involontaria dell’identità digitale, offrendo ampio margine temporale per il ripristino dei servizi.