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Spid poste italiane a 6 euro: chi deve pagare, esenzioni, servizi inclusi dal 1 gennaio

di Marcello Tansini pubblicato il
spid poste diventa a pagamento

Dal 2026 lo Spid di Poste Italiane diventa a pagamento: un canone annuo di 6 euro che coinvolge milioni di utenti. I motivi della novità, le esclusioni dal costo, i servizi inclusi, le alternative e gli scenari futuri.

Dall’inizio del nuovo anno, una delle modalità più diffuse per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione cambia volto: il servizio di identità digitale offerto da Poste Italiane, attraverso la piattaforma PosteID, si trasforma da gratuito a oneroso. Questa novità coinvolge un numero significativo di cittadini, modificando le abitudini di milioni di utenti che fino a oggi hanno usufruito di un accesso gratuito a numerosi servizi online della PA.
La svolta si inserisce in un ampio processo di riordino nel settore delle identità digitali, con l’introduzione di un contributo annuale richiesto a determinate categorie di utenti, mentre alcune fasce restano esenti dal pagamento per precise motivazioni di carattere sociale ed economico.

Perché lo Spid Poste diventa a pagamento: contesto e motivazioni

Il passaggio al pagamento annuale del servizio di identità digitale proposto da Poste Italiane rappresenta la naturale conseguenza di un progressivo mutamento dell’ecosistema dei servizi digitali nazionali.
La decisione non è stata improvvisa, ma è maturata in un contesto fatto di aumento dei costi di gestione tecnologica e mantenimento della sicurezza delle infrastrutture informatiche. Nel dettaglio, fino al 2025 i provider di SPID beneficiavano di fondi pubblici erogati per garantire la gratuità del servizio ai cittadini, come stabilito dalle Convenzioni AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) e dai piani per la transizione digitale sostenuti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Tuttavia, a seguito del progressivo esaurimento dei budget statali e del congelamento dei finanziamenti, dal 2023 al 2025 molti provider hanno dovuto sostenere direttamente i propri costi operativi senza più alcun rimborso strutturale.
La normativa vigente, modificata anche grazie al Decreto Legge 51/2023, ha reso possibile per i gestori scegliere modelli di business autonomi, inclusa l’introduzione di canoni annuali a carico degli utenti privati. Poste Italiane, che gestisce circa il 70% delle identità digitali italiane, ha dunque scelto di modificare unilateralmente le proprie condizioni di servizio, garantendo comunque la tutela dell’utenza con diritto di recesso gratuito nel caso il cliente non intendesse accettare il nuovo canone.
In sintesi, il passaggio a un modello a pagamento per lo SPID di Poste nasce dalla necessità di mantenere standard elevati di sicurezza, stabilità e affidabilità del servizio per milioni di italiani, garantendo allo stesso tempo la sostenibilità economica di una infrastruttura ritenuta ormai strategica per il Paese.

Quanto costa lo Spid di Poste e da quando si paga

L’entità della nuova tariffa, fissata da Poste al rinnovo annuo, è pari a 6 euro IVA inclusa. Una cifra che si posiziona tra le più basse nel panorama dei provider di identità digitale in Italia, dove le offerte di altri gestori variano da 4,90 a 9,90 euro annui a seconda del contratto sottoscritto.
Il pagamento non è immediato per tutti: per gli utenti che attivano per la prima volta l’identità digitale tramite PosteID, il primo anno rimane gratuito. La tariffa scatta soltanto alla scadenza del primo anniversario dall’attivazione del profilo SPID. Al contrario, per gli utenti già titolari da oltre dodici mesi, il pagamento verrà richiesto alla scadenza dell’annualità in corso e sarà necessario per mantenere attivo il servizio di accesso ai portali della PA che richiedono autenticazione SPID.
Il nuovo modello si applica dalla data della modifica delle condizioni di servizio, con comunicazione ufficiale pubblicata sia sul sito di PosteID sia tramite canali diretti agli interessati. L’introduzione della tariffa risponde, nelle intenzioni dichiarate, anche all’obiettivo di mantenere elevata la qualità dell’esperienza utente e la sicurezza dell’identificazione digitale.

Esenzioni: chi non deve pagare il canone annuo

Il cambiamento non riguarda tutte le categorie di utenti in modo uniforme. Restano esenti dal pagamento annuale:

  • Minorenni – Tutti coloro che non hanno ancora compiuto 18 anni, garantendo così l’accesso ai servizi digitali ai più giovani senza oneri economici.
  • Cittadini con almeno 75 anni – La scelta di esentare gli over75 nasce dalla volontà di agevolare una fascia spesso meno familiare con i sistemi digitali e sostenere l’inclusione sociale.
  • Residenti all’estero – Per chi risiede fuori dai confini nazionali, il servizio rimane gratuito, riconoscendo le particolari esigenze degli italiani residenti all’estero.
  • Titolari di SPID per uso professionale – Chi utilizza l’identità digitale per ragioni lavorative non paga il canone previsto per gli utenti privati, ma usufruisce di formule ad hoc con tariffe specifiche, superiori e commisurate ai servizi richiesti. Si sottolinea che l’uso professionale è comunque a pagamento con prezzi diversi (ad esempio 30 euro + IVA per un anno di servizio professionale).
Per tutti coloro che hanno appena attivato lo SPID o sono nelle categorie sopra indicate, nessun costo è previsto almeno fino al termine dei dodici mesi o secondo le specifiche condizioni indicate da Poste Italiane.

Modalità di pagamento e avvisi agli utenti

Poste Italiane ha definito un sistema di pagamento semplice e trasparente per la gestione del rinnovo annuale. L’utente sarà informato della scadenza almeno 30 giorni prima mediante comunicazione all’indirizzo e-mail registrato durante l’attivazione dell’identità digitale.
Per procedere al pagamento sono previste varie modalità:

  • Online tramite area riservata del portale posteid.poste.it, accedendo con le proprie credenziali e seguendo le istruzioni dedicate
  • Tramite l’app PosteID per dispositivi mobili, che fornisce in tempo reale la data di scadenza e permette in pochi passaggi il pagamento del canone dovuto
  • Presso qualsiasi ufficio postale sul territorio nazionale, indicando il codice fiscale proprio o della persona per cui si effettua il rinnovo
Gli utenti possono inoltre verificare in anticipo la data effettiva in cui ricorrerà il pagamento accedendo con le proprie credenziali nell’area personale online. L’informazione sarà sempre disponibile, assicurando così chiarezza nelle tempistiche e nessuna interruzione imprevista dell’accesso ai servizi pubblici digitali.
 

Cosa succede se non si paga il rinnovo dello Spid Poste

La mancata corresponsione dell’importo annuale non comporta la cancellazione immediata dell’identità digitale. Se un utente omette il pagamento, la funzionalità di accesso tramite SPID viene sospesa, ma l’identità digitale rimane attiva per ventiquattro mesi.
In questo periodo di sospensione, l’accesso ai portali che richiedono SPID non sarà possibile, ma rimane data la possibilità di regolarizzare la propria posizione, effettuando il pagamento degli arretrati.
Secondo le Condizioni Generali di Servizio, trascorsi due anni dall’ultimo utilizzo senza rinnovo, l’identità digitale potrà essere revocata e non più recuperabile, conformemente alle normative nazionali e agli standard AgID. Tale meccanismo intende evitare la perdita involontaria dell’identità digitale, offrendo ampio margine temporale per il ripristino dei servizi.