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Stellantis: Filosa fa chiarezza sui dipendenti e fornitori, spiega gli errori e cosa vuole cambiare

di Marcello Tansini pubblicato il
filosa intervista

Antonio Filosa, nuovo amministratore di Stellantis, affronta difficoltà e ammette errori del passato, illustrando strategie, investimenti e sfide per rilanciare il gruppo tra Europa, USA e storici marchi italiani.

Negli ultimi mesi il settore automotive internazionale ha posto molta attenzione agli sviluppi di una delle sue realtà più significative: la multinazionale nata dalla fusione tra FCA e PSA.

L’arrivo alla guida di Antonio Filosa segna l’inizio di una fase profondamente rinnovata nel management e nelle strategie del gruppo. Filosa non è solo l’erede di una gestione che aveva puntato molto sulla transizione elettrica e sulle sinergie globali, ma rappresenta anche una figura chiamata a ristabilire la fiducia presso investitori, lavoratori e consumatori dopo un periodo segnato da cali di fatturato e da complesse sfide industriali.

Fin dall’inizio, l’amministratore delegato ha rivelato un approccio trasparente e pragmatico. Ha illustrato con chiarezza la necessità di una pausa di riflessione prima di varare decisioni strategiche di ampio respiro, guidando la multinazionale verso una nuova stagione in cui la competitività e la sostenibilità dei marchi storici affianchino la modernizzazione tecnologica

E ora, ha rilasciato, oggi, una intervista "al Volante" per spiefare meglio diversi punti della sua strategie e gli errori del passato.

Perché Filosa ha rimandato il piano industriale di Stellantis e cosa significa

La decisione di posticipare ufficialmente la presentazione del nuovo piano industriale alla prima metà del 2026 non nasce dal caso. Tale rinvio consente al nuovo management di ricalibrare le strategie alla luce di un contesto internazionale in piena trasformazione. I mercati finanziari, ben consapevoli delle incertezze macroeconomiche e delle rapide evoluzioni normative, hanno chiesto chiarezza e stabilità, specie dopo la turbolenza seguita agli anni più recenti: i dati economici hanno infatti testimoniato una perdita di appeal presso analisti e investitori. La scelta di garantire una finestra temporale più ampia risponde sia alle conseguenze della riorganizzazione interna, sia alla necessità di valutare con maggiore precisione l’impatto dei nuovi dazi americani e delle attese normative europee. Non meno rilevante è l’attenzione posta a fattori esterni come il rallentamento della domanda di veicoli elettrici o le policy locali, che obbligano il gruppo a una maggiore flessibilità progettuale. Come confermato dal responsabile relazioni con gli investitori, Ed Ditmire, il documento strategico sarà presentato in occasione del Capital Markets Day, fornendo in quell’occasione notizie dettagliate su prodotti, investimenti e asset geografici. In questo quadro, il nuovo corso punta a ridefinire in profondità obiettivi e priorità: l’esperienza di Filosa suggerisce un orientamento pragmatico, che evita affermazioni premature e tiene conto del bisogno di rilanciare la competitività internazionale allineando il gruppo alle esigenze concrete del mercato.

Difficoltà, ammissione degli errori e la strategia di rilancio

Il passaggio da un periodo di marcata stagnazione a una fase di rilancio poggia su una diagnosi onesta delle difficoltà recenti. Il nuovo corso, caratterizzato da una forte assunzione di responsabilità, ha subito evidenziato criticità operative e gestionali ereditate dalle strategie decise nel precedente assetto, tra cui una pianificazione eccessivamente orientata alla sola elettrificazione e una gestione improntata a riduzioni di costi non sempre produttive. La flessione delle vendite in Nord America, la perdita di slancio commerciale in Europa e il crollo delle performance di brand premium come Maserati hanno rappresentato segnali evidenti della necessità di una riconfigurazione. Filosa ha ammesso pubblicamente gli errori senza scaricare responsabilità, ma sottolineando la volontà di “rimboccarsi le maniche”: il nuovo management ha avviato un’accurata revisione dei processi, ridotto il numero delle figure apicali e promosso la rotazione dei ruoli chiave per accrescere la trasversalità delle competenze. A livello strategico, sono state accantonate alcune iniziative giudicate non prioritarie, tra cui i progetti su idrogeno e guida autonoma avanzata, mentre viene rivalutato il ruolo delle motorizzazioni termiche e ibride, con un ritorno a modelli iconici richiesti dal mercato. Il rilancio passa poi da una maggiore attenzione a:

  • Qualità e rapidità di immissione dei nuovi modelli
  • Cura del rapporto con fornitori e dealer
  • Ripensamento delle strategie di pricing
L’obiettivo dichiarato è riportare la multinazionale verso la crescita, con una rotazione intelligente delle risorse fra mercati chiave, investimenti mirati e un forte dialogo con tutti gli stakeholder, rispondendo finalmente in modo efficiente alle esigenze reali di consumatori, lavoratori e investitori.

Le priorità del nuovo amministratore: crescita, flessibilità e nuovi modelli

Il nuovo management ha stabilito tre linee guida prioritarie per il rilancio: il rafforzamento della crescita di mercato, la semplificazione operativa e il lancio mirato di prodotti al passo con la domanda. La strategia prevede un management più agile, con una squadra ridotta a circa quindici decision maker, che lavora su orizzonti temporali di medio termine e su obiettivi SMART. Uno degli asset principali riguarda l’accelerazione del lancio di nuovi modelli, sia nei segmenti di volume che in quelli a maggior valore aggiunto, rispondendo a una chiara richiesta del mercato di varietà di offerta e di ritorno di veicoli iconici, soprattutto nei mercati occidentali. La flessibilità è stato uno dei concetti chiave promossi dall’amministratore delegato, specialmente per quanto riguarda il mercato europeo, sollecitando la neutralità tecnologica e una maggiore apertura regolatoria per favorire la concorrenza e la sostenibilità industriale. Il team dirigente si pone l’obiettivo di:

  • Migliorare la qualità percepita dei nuovi prodotti
  • Aumentare i margini operativi
  • Soddisfare le aspettative di clienti e investitori con tempi di risposta rapidi
La transizione energetica non viene accantonata, bensì integrata con una rimodulazione graduale che garantisca l’adattamento degli impianti e la valorizzazione del know-how esistente, soprattutto nei comparti termico, ibrido e dei servizi digitali collegati all’automobile.

Nord America e la riconquista del mercato: le mosse di Filosa

La revisione della strategia commerciale in Nord America è tra le principali urgenze emerse con la nuova conduzione. Dopo anni d’insoddisfazione degli investitori e una perdita di cinque punti percentuali di quota di mercato in soli cinque anni, si è evidenziato il bisogno di un riposizionamento che recuperasse appeal presso il pubblico statunitense. Gli errori attribuiti a scelte precedenti – come la sospensione della produzione di modelli richiesti o un eccesso di puntate sull’elettrificazione – hanno portato a una rinnovata attenzione sulle motorizzazioni tradizionali. La gamma destinata agli Stati Uniti ora valorizza nuovamente il V8 Hemi, la Jeep Cherokee e altri veicoli dal forte impatto emotivo tra i clienti, favorendo una tempestiva ripresa degli ordini e una reazione positiva del mercato. Parallelamente, viene potenziata la gestione industriale e la qualità dei processi, riposizionando i modelli nei segmenti in cui la società era risultata assente. Sul fronte politico, il dialogo con l’amministrazione statunitense mira a trovare soluzioni alla questione dei dazi, valorizzando la componente produttiva nordamericana ed evitando penalizzazioni tariffarie. In questa cornice, la riapertura di canali con sindacati, fornitori e dealer locali si pone come leva per ridare solidità a un mercato storicamente strategico per l’intera multinazionale.

Il ruolo dell’Europa e dell’Italia: investimenti, fabbriche, dipendeni, fornitori e futuro dei marchi storici

Le recenti tensioni legate al calo produttivo e ai costi di energia e lavoro hanno posto l’Unione Europea e il mercato italiano al centro del dibattito interno. Dopo una drastica discesa dei volumi produttivi, da 750.000 a circa 380.000 veicoli annui (dati 2025), Filosa ha scelto di rilanciare gli investimenti su suolo nazionale destinando oltre 2 miliardi di euro a progetti strategici, affiancati da più di 6 miliardi in acquisti dalla filiera italiana. Sono state assegnate nuove linee produttive agli impianti di Melfi (Jeep Compass, DS N°8 e prossima Lancia Gamma) e Mirafiori (Fiat 500 Hybrid e design hub): questa mossa mira a invertire la tendenza di dismissione degli ultimi anni e a restituire centralità all’ecosistema manifatturiero locale, valorizzando anche la Ricerca e Sviluppo e il capitale umano con nuovi piani di assunzione e formazione.

Dal punto di vista delle strategie industriali, l’azienda lavora in concerto con istituzioni e associazioni come Anfia e ACEA per ottenere la revisione delle normative sulle emissioni e promuovere la “neutralità tecnologica” nel Vecchio Continente. I rapporti con i sindacati restano in continua evoluzione, in attesa che il piano definitivo del 21 maggio dia risposte sulle destinazioni produttive e sui volumi di modelli di punta come Alfa Romeo e Fiat, mentre il futuro dei motori termici viene assicurato attraverso l’adattamento alle normative Euro 7 anche oltre il 2030.

Maserati e Lancia: rassicurazioni sulle strategie e prospettive di rilancio

Un punto sensibile ha riguardato la possibile cessione o ridimensionamento dei marchi Maserati e Lancia, ipotizzati dai media per via delle difficoltà finanziarie e delle performance deboli nei mesi recenti. Il nuovo amministratore delegato ha però smentito ogni voce di vendita a investitori stranieri, riaffermando la volontà di mantenere entrambi i brand come “pilastri strategici” del portafoglio internazionale. La strategia punta a rilanciare le vendite attraverso nuovi prodotti, assegnazioni produttive a impianti italiani, investimenti mirati, rinnovo dell’immagine e valorizzazione della storia dei due marchi. Filosa ha indicato Mirafiori come hub creativo e produttivo per il gruppo, impegnandosi inoltre ad ampliare la gamma di Maserati oltre i soli modelli di lusso e a concedere a Lancia una nuova occasione di crescita grazie al progetto Gamma e al potenziale rilancio della Delta.

Trasparenza finanziaria e dialogo con gli stakeholder

Dal 2026 la società aggiornerà le proprie pratiche di trasparenza adottando comunicazioni trimestrali comprensive di dati su utili, non più limitate a ricavi e volumi di consegne. L’amministratore delegato parteciperà direttamente alle call con analisti e investitori, aprendo così un canale di confronto più efficace e continuo. Il gruppo mira a rafforzare i rapporti con tutte le parti coinvolte – dai lavoratori agli azionisti – attraverso:

  • Dati finanziari aggiornati e verificabili
  • Chiarezza sui risultati di business e sulle strategie future
  • Partecipazione attiva del top management nelle comunicazioni più rilevanti
Questa scelta si allinea alle best practice internazionali e rappresenta una risposta concreta alle sollecitazioni degli stakeholder, sostenendo la credibilità e la reputazione dell’intero gruppo sui mercati globali.

Le sfide cruciali e le attese per il piano 2026

La nuova gestione è chiamata a coniugare esigenze di razionalizzazione e sviluppo in mercati diversi tra loro, mantenendo una linea di responsabilità e trasparenza. Gli analisti e la comunità finanziaria attendono ora dettagli operativi e obiettivi “misurabili” dal prossimo Capital Markets Day. Il futuro prossimo sarà determinato dalla capacità del gruppo di:

  • Valorizzare la crescita sul mercato nordamericano
  • Rilanciare competitività e qualità produttiva in Europa e Italia
  • Aumentare la redditività senza rinunciare all’identità dei marchi storici
La presentazione definitiva del piano industriale rappresenterà il banco di prova per la rinnovata credibilità e il rafforzamento della posizione globale della multinazionale, in un settore che resta altamente competitivo e oggetto di continue trasformazioni normative e tecnologiche.