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Supermercati per i poveri: che cosa sono, come funzionano e dove si trovano

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Funzionamento supermercati poveri

In un contesto di crescente povertà alimentare, i supermercati per i poveri si affiancano a soluzioni come social card, banche alimentari ed empori solidali, promuovendo solidarietà e lotta allo spreco.

La crescita della povertà alimentare ha portato alla nascita di nuovi strumenti di contrasto, fra cui spiccano i cosiddetti supermercati solidali. Queste strutture, disseminate in molte città italiane, sono pensate per offrire beni alimentari di prima necessità a chi si trova in difficoltà economica. Ben lontani dall'essere semplici punti di distribuzione assistenziale, questi supermercati si configurano come veri mercati, ma con criteri di accesso regolamentati e prezzi o gratuità pensati per chi davvero necessita di sostegno.

La loro presenza assume un significato particolare nel contesto sociale attuale, caratterizzato da una profonda disuguaglianza di accesso al cibo e da fenomeni come lo spreco alimentare. L'obiettivo è duplice: offrire un aiuto materiale e restituire dignità e autonomia alle persone fragili, consentendo loro di scegliere cosa acquistare.

Le principali forme di sostegno alimentare: social card, banche alimentari ed empori solidali

Nell'ambito del sostegno alla popolazione in difficoltà, in Italia si è sviluppata una rete articolata di interventi, che include strumenti economici, recupero delle eccedenze e punti vendita solidali. Ecco le principali forme di aiuto erogate:

  • Carte prepagate per l'acquisto di beni alimentari, come la social card Dedicata a Te;
  • Banche alimentari, enti che raccolgono eccedenze da produttori e distributori per redistribuirle tramite organizzazioni partner;
  • Empori solidali, supermercati speciali dove le persone svantaggiate possono fare la spesa secondo una modalità personalizzata.
Questi strumenti si affiancano ad altre misure come il Reddito Alimentare, la redistribuzione dei pasti invenduti e le raccolte alimentari promosse da enti sociali. Ogni iniziativa mira a concorrere alla sicurezza alimentare e a contrastare lo spreco di cibo, in favore di chi versa in stato di vulnerabilità.

La social card Dedicata a Te: requisiti, funzionamento e beni acquistabili

La social card Dedicata a Te, attiva anche nel 2026, rappresenta uno strumento di pagamento elettronico destinato a famiglie con ISEE fino a 15.000 euro. Non è richiesta dai cittadini, ma viene assegnata tramite graduatorie stilate dai Comuni su base delle liste INPS. Fra i criteri prioritari rientrano la presenza di almeno tre componenti nel nucleo e l'assenza di altre forme di sostegno economico.

La carta viene caricata con un contributo una tantum di 500 euro, spendibile nei negozi convenzionati esclusivamente per prodotti alimentari di prima necessità, con esclusione di alcolici e tabacco. Tra i beni acquistabili figurano:

  • carni di varie tipologie;
  • prodotti ittici freschi e inscatolati;
  • latte, yogurt e derivati;
  • pasta, riso, cereali, farina;
  • prodotti da forno e surgelati;
  • frutta, ortaggi, legumi;
  • alimenti per l'infanzia;
  • olio, miele, zucchero, caffè, tè;
L'uso è regolamentato: la carta non è ricaricabile e ha scadenze precise sia per il primo utilizzo sia per la spesa totale. In caso di smarrimento o disfunzione sono previste procedure di sostituzione o blocco. Il contributo, se non utilizzato entro i termini indicati, decade.

Banche alimentari e Empori solidali: struttura, ruolo e differenze

Le banche alimentari sono organizzazioni non profit, coordinate da Banco Alimentare, che gestiscono la raccolta e lo stoccaggio di cibo destinato a enti caritatevoli, senza distribuzione diretta agli individui. Sono attori chiave nel recupero di eccedenze dai supermercati e dall'industria alimentare, con una rete che raggiunge più di 1,7 milioni di persone ogni anno attraverso organizzazioni partner come mense, centri di accoglienza e case-famiglia. La loro forza sta nella capacità di gestire grandi volumi di alimenti, garantendone sicurezza e adeguata distribuzione.

Diversamente, gli empori solidali si propongono come veri e propri supermercati sociali, dove le persone in difficoltà possono scegliere tra un assortimento di prodotti alimentari simile a quello della GDO, pagando prezzi simbolici o nulla a seconda delle condizioni economiche. Questi spazi sono spesso gestiti da associazioni locali, parrocchie o enti pubblici e prevedono una valutazione individuale tramite servizi sociali per la concessione della tessera spesa o punti equivalenti. A differenza delle banche, che sono intermediari logistici, gli empori mettono al centro la relazione e la personalizzazione dell'aiuto, rafforzando il senso di autonomia degli utenti.

La legge italiana contro lo spreco: il recupero dell'invenduto e la lotta alla povertà alimentare

La Legge n. 166/2016, nota come Legge Gadda, ha segnato una svolta nella gestione dello spreco alimentare, semplificando e incentivando la donazione di beni alimentari invenduti. Ristoranti, supermercati e produttori possono ora donare prodotti ancora idonei al consumo ma non più commercializzabili per scadenza imminente o difetti di confezionamento, con tutele e incentivi fiscali dedicati.

I punti salienti di questa normativa includono:

  • snellimento burocratico per le donazioni;
  • detrazioni fiscali per chi dona alimenti a fini solidali;
  • impegno dei comuni per favorire la distribuzione locale delle eccedenze attraverso accordi con il terzo settore;
Questa legislazione ha reso più efficace il collegamento tra chi produce l'eccedenza e chi ne ha bisogno, favorendo la nascita di empori solidali e sostenendo il lavoro delle banche alimentari. Inoltre, si è creato un circolo virtuoso che favorisce la riduzione dei rifiuti, con evidenti benefici ambientali e sociali.

Supermercati solidali sul territorio: esempi nazionali, modalità di accesso e impatto sulle comunità locali

In Italia, la diffusione di supermercati a sostegno di chi vive in povertà è cresciuta grazie all'attivazione di enti pubblici, associazioni e reti solidali. A Milano ne esistono tre: in viale Bodio, in via Capri e in via Sammartini, mentre poco fuori città è attivo quello di Rozzano. Si possono distinguere:

  • Empori solidali comunali come quelli di Milano, Bologna, Parma;
  • Empori regionali nati da iniziative di cooperazione fra regioni (come il modello dell'Emilia-Romagna e il Veneto con la rete degli Empori Solidali Diffusi);
  • Punti di distribuzione delle banche alimentari, distribuiti nelle principali città metropolitane e nei territori con maggior disagio;
L'accesso avviene tramite:
  • presentazione di certificazione ISEE e valutazione dei servizi sociali;
  • segnalazione da parte di parrocchie o enti assistenziali;
  • partecipazione a programmi specifici come il Reddito Alimentare o la ricezione di social card;
Queste realtà hanno un impatto che va oltre il semplice aiuto materiale. Consentono di mantenere autonomia di scelta e dignità, allontanando la percezione di assistenzialismo passivo. Il funzionamento prevede spesso un sistema a punti mensile o la possibilità di fare la spesa secondo le proprie esigenze, rafforzando le relazioni di prossimità e sensibilizzando i cittadini sul valore della solidarietà e della lotta allo spreco. Le testimonianze locali evidenziano, inoltre, come questi supermercati siano diventati presidi di inclusione, cultura della donazione e formazione sociale.