L'elettricità generata da fonti rinnovabili in Europa ha superato quella prodotta da combustibili fossili. Tuttavia, il gas naturale resta una sfida chiave, tra evoluzione del mix energetico e futuro dello storage.
Il 2025 ha segnato un cambio di paradigma nella generazione di energia elettrica nell'Unione Europea: solare ed eolico, insieme, hanno prodotto per la prima volta più elettricità rispetto alle fonti fossili. I dati, corroborati dal think tank energetico Ember, indicano che le fonti rinnovabili intermittenti hanno raggiunto il 30% del mix elettrico, superando il 29% dei combustibili fossili. Questo sorpasso rappresenta un punto di svolta nella transizione energetica europea e riflette non soltanto scelte politiche e investimenti massicci in nuove tecnologie, ma anche la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale dell’energia. Nonostante l’apporto del nucleare rimanga stabile e il gas faccia ancora sentire il suo peso nei picchi di domanda, la crescita delle rinnovabili ha ridefinito le priorità degli Stati membri, accelerando il processo di decarbonizzazione e aprendo interrogativi sulla sicurezza energetica, la dipendenza dall’estero e la capacità delle reti di adattarsi alla nuova realtà.
L’ultimo biennio ha restituito un panorama energetico europeo in forte trasformazione. Nel secondo trimestre del 2025, il 54% dell’energia elettrica prodotta nell’UE proveniva da rinnovabili, in crescita rispetto al 52,7% dello stesso periodo dell’anno precedente. Il solare, in particolare, ha registrato un primato storico, divenendo la principale fonte con il 22% della generazione nel mese di giugno, seguito dal nucleare (21,6%), eolico (15,8%), idroelettrico (14,1%) e gas naturale (13,8%).
L’espansione della produzione fotovoltaica e la resilienza dell’eolico si attestano come la spina dorsale della crescita negli ultimi anni. Secondo i dati Eurostat, il solare da solo ha rappresentato il 19,9% della generazione nel mix totale durante la primavera 2025, toccando un record mensile del 22%. Tale incremento è stato accompagnato da una diffusione accelerata degli impianti in quasi tutti gli Stati membri: ad esempio, Italia, Spagna, Grecia e Ungheria hanno superato il 10% di quota solare sulla produzione elettrica nazionale.
Parallelamente alla crescita delle rinnovabili, il gas naturale resta un asse portante nei mesi di picco della domanda e nelle situazioni di bassa produzione da rinnovabili. Dopo un declino strutturale negli ultimi anni, il 2025 ha visto però una ripresa dell’8% nei consumi di gas destinati alle centrali elettriche (+34 TWh rispetto al 2024), in parte per compensare la volatilità delle altre fonti e per la minore produzione idroelettrica dell’anno precedente.
| Costi delle importazioni UE di gas per la generazione elettrica nel 2025 | 32 miliardi di euro (+16% sul 2024) |
| Contributo del gas al mix elettrico | 13,8% (giugno 2025) |
| Prezzi medi dell’elettricità nella UE | +11% rispetto al 2024 |
Il primo incremento nei costi di importazione dal 2022 riflette una nuova dipendenza, specie dal GNL statunitense, dopo la riduzione delle forniture dalla Federazione Russa. Il report di Ember mette in guardia sulle implicazioni di questa situazione sul piano della sicurezza energetica e del potere negoziale europeo. Il gas ha influenzato direttamente i prezzi all’ingrosso dell’elettricità, che hanno subito un rialzo trainato dal costo delle importazioni, nonostante le quotazioni del combustibile siano crollate sul mercato globale di oltre il 40% nello stesso periodo.
La riduzione della dipendenza da tale fonte rimane una delle principali priorità dell’agenda UE in materia di energia e clima, collegata sia alla stabilità dei prezzi sia alla resilienza di sistema.
L’urgenza di una rete elettrica flessibile e resiliente ha accelerato la diffusione di sistemi di accumulo. Il settore dello storage, grazie alla riduzione dei costi delle batterie e a regolamentazioni più favorevoli, si sta rapidamente evolvendo, abilitando la stabilizzazione della rete e la valorizzazione delle rinnovabili intermittenti.
Il Paese si distingue nettamente nell’adozione di sistemi di accumulo elettrochimico di grandi dimensioni (BESS, Battery Energy Storage Systems). Secondo Ember, l’Italia concentra il 20% della capacità operativa BESS della UE, con 1,9 GW installati nel 2025 (in crescita del 40% sul 2024 grazie a un’espansione di 0,7 GW in dieci mesi).
L’orizzonte europeo è segnato da ambizioni chiare: ridimensionare il ricorso al gas importato, diversificare le fonti di approvvigionamento e assicurare che almeno il 45% del consumo energetico sia coperto da energie rinnovabili entro il 2030, come previsto dalla Direttiva UE 2023/2413.
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...