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Elettricità da fonti rinnovabili sorpassa le fonti combustibili in Europa ma la prossima sfida è il gas

di Marcello Tansini pubblicato il
elettricità record da rinnovabili

L'elettricità generata da fonti rinnovabili in Europa ha superato quella prodotta da combustibili fossili. Tuttavia, il gas naturale resta una sfida chiave, tra evoluzione del mix energetico e futuro dello storage.

Il 2025 ha segnato un cambio di paradigma nella generazione di energia elettrica nell'Unione Europea: solare ed eolico, insieme, hanno prodotto per la prima volta più elettricità rispetto alle fonti fossili. I dati, corroborati dal think tank energetico Ember, indicano che le fonti rinnovabili intermittenti hanno raggiunto il 30% del mix elettrico, superando il 29% dei combustibili fossili. Questo sorpasso rappresenta un punto di svolta nella transizione energetica europea e riflette non soltanto scelte politiche e investimenti massicci in nuove tecnologie, ma anche la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale dell’energia. Nonostante l’apporto del nucleare rimanga stabile e il gas faccia ancora sentire il suo peso nei picchi di domanda, la crescita delle rinnovabili ha ridefinito le priorità degli Stati membri, accelerando il processo di decarbonizzazione e aprendo interrogativi sulla sicurezza energetica, la dipendenza dall’estero e la capacità delle reti di adattarsi alla nuova realtà.

L’evoluzione del mix energetico europeo: dati recenti e confronto tra le fonti

L’ultimo biennio ha restituito un panorama energetico europeo in forte trasformazione. Nel secondo trimestre del 2025, il 54% dell’energia elettrica prodotta nell’UE proveniva da rinnovabili, in crescita rispetto al 52,7% dello stesso periodo dell’anno precedente. Il solare, in particolare, ha registrato un primato storico, divenendo la principale fonte con il 22% della generazione nel mese di giugno, seguito dal nucleare (21,6%), eolico (15,8%), idroelettrico (14,1%) e gas naturale (13,8%).

  • Il carbone ha subito un rapido declino, scendendo a un minimo storico del 9,2% nel mix elettrico UE.
  • I Paesi nordici e la Penisola Iberica confermano alte performance nelle rinnovabili: Danimarca (94,7%), Lettonia (93,4%) e Austria (91,8%) guidano la classifica.
  • L’Italia mantiene una quota superiore alla media UE, attestandosi intorno al 60%.
  • In totale, in 15 Paesi comunitari la quota di rinnovabili è cresciuta su base annua, guidata dall’espansione del fotovoltaico e dal supporto di normative come la Direttiva UE 2018/2001 e successive integrazioni.
Il percorso non è stato esente da ostacoli: dopo una flessione nel 2024 causata da condizioni meteorologiche avverse, il ritorno di idroelettrico ed eolico a livelli più elevati nel 2025 ha rafforzato l’apporto delle tecnologie pulite nel complesso. La transizione, sostenuta anche dalla Commissione UE attraverso il Green Deal e il piano REPowerEU, si muove verso gli obiettivi vincolanti al 2030 di coprire almeno il 42,5% dei consumi finali con fonti rinnovabili.

Il ruolo del solare e dell’eolico nella crescita delle rinnovabili europee

L’espansione della produzione fotovoltaica e la resilienza dell’eolico si attestano come la spina dorsale della crescita negli ultimi anni. Secondo i dati Eurostat, il solare da solo ha rappresentato il 19,9% della generazione nel mix totale durante la primavera 2025, toccando un record mensile del 22%. Tale incremento è stato accompagnato da una diffusione accelerata degli impianti in quasi tutti gli Stati membri: ad esempio, Italia, Spagna, Grecia e Ungheria hanno superato il 10% di quota solare sulla produzione elettrica nazionale.

  • La capacità fotovoltaica installata nell’UE è aumentata del 20,1% in un solo anno, segnando una delle crescite più rapide su scala mondiale.
  • L’eolico, pur penalizzato da condizioni del vento meno favorevoli nel 2024, ha continuato ad espandersi, sostenendo nel 2025 il 17% della generazione UE.
  • Dal 2019, il fotovoltaico è passato dal 4% all’11% del mix UE nella produzione elettrica totale.
L’impatto combinato di queste due tecnologie porta vantaggi su più fronti: riduzione delle emissioni di CO2, maggiore autonomia energetica e progressiva diminuzione dei costi all’ingrosso dell’elettricità. Va ricordato che grazie a energia solare ed eolica, negli ultimi cinque anni sono stati evitati rilevanti quantitativi di emissioni e risparmi nell’importazione di combustibili fossili.

La sfida del gas: consumi, importazioni e impatto sul mercato elettrico UE

Parallelamente alla crescita delle rinnovabili, il gas naturale resta un asse portante nei mesi di picco della domanda e nelle situazioni di bassa produzione da rinnovabili. Dopo un declino strutturale negli ultimi anni, il 2025 ha visto però una ripresa dell’8% nei consumi di gas destinati alle centrali elettriche (+34 TWh rispetto al 2024), in parte per compensare la volatilità delle altre fonti e per la minore produzione idroelettrica dell’anno precedente.

Costi delle importazioni UE di gas per la generazione elettrica nel 2025 32 miliardi di euro (+16% sul 2024)
Contributo del gas al mix elettrico 13,8% (giugno 2025)
Prezzi medi dell’elettricità nella UE +11% rispetto al 2024

Il primo incremento nei costi di importazione dal 2022 riflette una nuova dipendenza, specie dal GNL statunitense, dopo la riduzione delle forniture dalla Federazione Russa. Il report di Ember mette in guardia sulle implicazioni di questa situazione sul piano della sicurezza energetica e del potere negoziale europeo. Il gas ha influenzato direttamente i prezzi all’ingrosso dell’elettricità, che hanno subito un rialzo trainato dal costo delle importazioni, nonostante le quotazioni del combustibile siano crollate sul mercato globale di oltre il 40% nello stesso periodo.

La riduzione della dipendenza da tale fonte rimane una delle principali priorità dell’agenda UE in materia di energia e clima, collegata sia alla stabilità dei prezzi sia alla resilienza di sistema.

L’importanza dello storage: batterie e accumulo per la transizione energetica

L’urgenza di una rete elettrica flessibile e resiliente ha accelerato la diffusione di sistemi di accumulo. Il settore dello storage, grazie alla riduzione dei costi delle batterie e a regolamentazioni più favorevoli, si sta rapidamente evolvendo, abilitando la stabilizzazione della rete e la valorizzazione delle rinnovabili intermittenti.

  • La capacità delle batterie installate nell’UE ha raggiunto livelli record: 16 GW nel 2023, cifra destinata ad aumentare fortemente con i nuovi progetti in pipeline.
  • L’energia accumulata copre una quota via via crescente dei picchi di domanda e consente una maggiore integrazione di solare ed eolico, evitando gli sprechi di produzione nelle ore di bassa richiesta.
  • L’innovazione normativa favorisce la creazione di capacità aggiuntiva, con aste dedicate come il mercato a termine degli stoccaggi (Macse), e la riforma dei mercati elettrici che offre più opportunità agli operatori di storage.
Secondo le stime di Ember, se tutti i progetti annunciati andranno a regime, la capacità di storage potrebbe superare i 40 GW in Europa, decuplicando quella del 2023 e rendendo il sistema molto meno esposto alle fluttuazioni dei combustibili fossili.

Il caso Italia: leader europeo nelle batterie e sviluppo del mercato BESS

Il Paese si distingue nettamente nell’adozione di sistemi di accumulo elettrochimico di grandi dimensioni (BESS, Battery Energy Storage Systems). Secondo Ember, l’Italia concentra il 20% della capacità operativa BESS della UE, con 1,9 GW installati nel 2025 (in crescita del 40% sul 2024 grazie a un’espansione di 0,7 GW in dieci mesi).

  • Una pipeline solida di progetti autorizzati, annunciati o in costruzione si traduce in potenziali 10 GW aggiuntivi.
  • L’impiego di batterie permette di coprire la domanda durante le ore in cui il consumo di gas è massimo, contribuendo ad abbassare costi e dipendenza dalle importazioni energetiche.
  • Secondo i dati, nel 2025 l’elettricità verde stoccata in batterie e rilanciata in rete costa 64 €/MWh, contro una media nazionale di 111 €/MWh per l’energia generata da gas, che tipicamente fissa il prezzo di mercato.
  • La nuova regolamentazione, con aste specifiche, ha incentivato fortemente la creazione di nuova capacità BESS e migliorato la remunerazione degli investimenti a livello nazionale.
L’esperienza italiana si avvicina al modello californiano: in quattro anni, la California è passata da 2 GW a 13 GW di storage, raggiungendo la copertura di un quinto della domanda serale esclusivamente con le batterie, una traiettoria ora ritenuta realistica anche dalla transizione nazionale. Lo sviluppo del comparto non solo sostiene la sicurezza energetica, ma offre anche occupazione qualificata e innovazione tecnologica.

Obiettivi e prospettive future: ridurre la dipendenza dal gas e rafforzare la sicurezza energetica

L’orizzonte europeo è segnato da ambizioni chiare: ridimensionare il ricorso al gas importato, diversificare le fonti di approvvigionamento e assicurare che almeno il 45% del consumo energetico sia coperto da energie rinnovabili entro il 2030, come previsto dalla Direttiva UE 2023/2413.

  • Il Green Deal e REPowerEU fissano una roadmap fondata sulla triplice strategia del risparmio, dell’efficienza e della rapida implementazione di solare ed eolico.
  • La diversificazione geografica dello storage e il potenziamento della rete elettrica saranno determinanti per la sicurezza dell’approvvigionamento e per stabilizzare i prezzi energetici.
  • Le prospettive di elettrificazione nei trasporti e nella climatizzazione, insieme agli obiettivi climatici per il 2040 e il rafforzamento dei meccanismi di capacity market, guidano la transizione verso una società a basse emissioni di carbonio.
Il sorpasso delle rinnovabili sulle fossili restituisce all’Europa nuovi margini competitivi e di leadership nell’innovazione, fermentando una cultura energetica che coniuga sostenibilità, sicurezza e sviluppo economico.




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