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Sushi, il grande successo nei supermercati, ipermercati e discount così come negli all you can eat dei centri commerciali

di Marianna Quatraro pubblicato il
sushi grande successo nei supermercati e

Dai banchi dei supermercati alle formule all you can eat nei centri commerciali, il sushi conquista il mercato alimentare italiano: numeri record nei consumi, nuove abitudini di risparmio e format innovativi rispecchiano i cambiamenti sociali.

Negli ultimi anni, il sushi ha conquistato una presenza sempre più significativa nella dieta degli italiani, passando da prodotto di nicchia a scelta quotidiana tra le corsie di supermercati, ipermercati e anche discount. La trasformazione delle abitudini alimentari ha portato a un’offerta capillare e accessibile, grazie alla collaborazione tra fornitori specializzati e Grande Distribuzione. Oggi, il consumo di sushi confezionato è sinonimo di praticità, gusto e nuove esperienze culinarie. Questa ascesa riflette l’evoluzione dei gusti e delle preferenze dei consumatori, spingendo anche le catene low cost ad ampliare la loro gamma di prodotti ittici, garantendo qualità controllata e prezzi competitivi. L’innovazione nelle modalità di vendita e la crescente disponibilità di ingredienti freschi segnalano un mercato in forte cambiamento, pronto a cogliere le nuove sfide del food retail.

I numeri del successo: consumo di sushi nella GDO italiana

Secondo dati aggiornati a ottobre 2025, oltre 20,4 milioni di confezioni di sushi sono state vendute nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO), con un incremento del 2,5% rispetto ai dodici mesi precedenti (fonte Niq). Il valore complessivo del comparto si attesta a circa 167,8 milioni di euro, evidenziando una stabilità economica influenzata soprattutto dalla riduzione dei prezzi medi di vendita: -2% sul prezzo medio e -2,7% sul prezzo a confezione, favorito anche dall’aumento delle offerte promozionali (+0,4 punti).

Questo trend non riguarda solo le grandi città come Milano o Roma, ma si estende anche a province e aree meno centrali, segno della diffusione capillare del sushi tra gli italiani. Nel Nord-Ovest si concentra il 47,7% delle vendite a volume, confermando finora una maggiore propensione all’acquisto nelle aree urbane. Secondo un sondaggio YouGov, il consumo interessa circa 3,2 milioni di nuclei familiari, che identificano il prodotto come soluzione veloce per il pranzo o la cena.

Tale popolarità è ulteriormente sostenuta da una presenza marcata presso i punti vendita di libero servizio, dove si è registrata una crescita superiore al 10% in volume rispetto all’anno precedente. Nei supermercati italiani, i chioschi specializzati e le vetrine refrigerate ospitano una varietà di proposte, dai maki ai sashimi, prodotti in giornata e consegnati direttamente da fornitori qualificati, garantendo freschezza e sicurezza alimentare.

La tabella seguente riepiloga i principali dati dell’ultimo anno:

Indicatori Valore 2025
Confezioni vendute 20,4 milioni
Incremento vendite +2,5%
Giro d’affari 167,8 milioni €
Prezzo medio/kg 30,40 €
Famiglie acquirenti 3,2 milioni

L’effetto combinato tra innovazione, convenienza e ampiezza dell’offerta ha contribuito a rendere il sushi una protagonista costante del carrello della spesa, in grado di rispondere alle nuove esigenze di rapidità e varietà.

Le strategie di risparmio dei consumatori italiani

Nonostante il desiderio di consumare sushi rimanga elevato, il costo medio elevato per chilogrammo rappresenta ancora un ostacolo per molte famiglie. Proprio per questo motivo, gli italiani hanno sviluppato strategie di risparmio e adattamento che stanno modificando il panorama della vendita al dettaglio di prodotti ittici freschi.

  • Acquisto nei discount: La ricerca di prezzi competitivi porta sempre più consumatori a scegliere le confezioni di sushi nei discount, dove il costo medio è circa la metà rispetto ai supermercati tradizionali (16,73 €/kg nei discount contro 34,18 €/kg nei supermercati).
  • Fai-da-te casalingo: L’offerta di ingredienti pronti, come bocconcini di salmone o dadini di avocado, ha incentivato molte famiglie a preparare il sushi a casa, permettendo un taglio sensibile ai costi senza rinunciare alla qualità e alla personalizzazione del pasto.
  • Scelta del formato: L’acquisto di confezioni di dimensione family box risulta particolarmente vantaggioso, consentendo di ottimizzare la spesa quando si consuma in gruppo.
  • Sfruttamento delle promozioni: Le offerte periodiche e l’aumento dell’intensità promozionale hanno contribuito a stabilizzare i consumi anche a fronte della staticità dei redditi familiari.
Il quadro che emerge evidenzia una clientela sempre più attenta a valutare il rapporto qualità-prezzo, ma anche la freschezza e la sicurezza degli alimenti. I dati sottolineano una crescente capacità di adattamento a un mercato complesso, segnalando come scelte consapevoli e nuove abitudini di acquisto stiano sostenendo la presenza del sushi sulle tavole italiane anche in tempi di incertezze economiche.

Il ruolo dei discount nel boom del sushi

I discount hanno assunto un particolare rilievo nella diffusione delle confezioni pronte di sushi tra le famiglie italiane. Questo canale ha registrato, nell’ultimo anno solare disponibile, un incremento delle vendite a volume del 14,3% e un aumento del 9,6% del valore, raggiungendo un fatturato di circa 18 milioni di euro.

L’approccio adottato dalle principali insegne discount si basa su:

  • Gamma limitata di prodotti: Solitamente tra 2 e 4 referenze ad alta rotazione, per evitare dispersioni in una categoria che richiede elevata attenzione alla freschezza e alla logistica.
  • Formati versatili per target diversi: Prevalgono confezioni monoporzione (200g) per i consumatori singoli e family box da 450-470 grammi con prezzi tra 6 e 7 euro, pensate per i gruppi familiari o per piccoli eventi.
  • Assenza di corner specializzati: A differenza della GDO, i discount si affidano prevalentemente a fornitori esterni che consegnano il prodotto già confezionato, mantenendo i costi di gestione e di logistica ridotti.
La strategia discount si concentra fortemente sulla convenienza, che si traduce in una democratizzazione dell’accesso a prodotti tradizionalmente considerati di fascia alta. Questa scelta ha reso il sushi una possibilità reale anche per chi cerca qualità senza sforare il budget mensile, sostenendo nel complesso una nuova stagione di “popolarità accessibile” per la cucina giapponese in Italia.

Inoltre, il costante ricambio delle referenze garantisce freschezza e bassi sprechi, segnando una differenza sostanziale con i format presenti nelle catene premium. Nonostante ciò, alcune realtà come Esselunga hanno preferito puntare su propri centri di lavorazione, a garanzia di standard ancora più elevati.

L’espansione dei ristoranti all you can eat nei centri commerciali

Negli ambienti dei centri commerciali italiani, la crescita dei ristoranti all you can eat specializzati in sushi ha segnato una svolta nei consumi fuori casa. Queste realtà sono divenute, in pochi anni, mete privilegiate per un pubblico trasversale, grazie all’offerta di esperienze gastronomiche per tutte le fasce di età e potere d’acquisto.

Il format a prezzo fisso, combinato con un’ampia varietà di piatti e innovazioni di servizio, ha reso l’all you can eat una delle scelte più amate: secondo i dati Osservatorio Food Court 2025, oltre il 47% degli italiani frequenta abitualmente questi locali. Nelle food court dei grandi centri, un visitatore su tre indica la preferenza per il sushi rispetto ad altre offerte culinarie, confermando il peso sempre più centrale di questa cucina nell’esperienza di shopping e svago.

L’intraprendenza di grandi brand come Sushi Daily, che dal 2022 ha avviato nuovi store sia in modalità take away sia con consumazione in loco, testimonia la spinta verso una maggiore capillarità. Oltre 250 punti attivi in Italia e mille in Europa sono la dimostrazione di un’attenzione costante alle nuove tendenze e al gradimento del pubblico, anche in luoghi non tradizionalmente dedicati alla ristorazione come gli aeroporti (esempio lo stand di Bergamo-Orio al Serio).

L’espansione di Moon sushi a Viterbo, nella zona commerciale di San Lazzaro, riflette la propensione degli investitori a puntare su design, qualità sensoriale dell’ambiente e originalità nell’esperienza complessiva, unendo richiami all’estetica internazionale e attenzione alla freschezza degli ingredienti.

Trend e innovazione: tra delivery, formule take-away, nuovi format e preferenze dei consumatori

L’evoluzione del consumo di sushi si lega a doppio filo all’innovazione distributiva e a una domanda sempre più trasversale per età, stile di vita e abitudini digitali. Secondo report Businesscoot e YouGov, il 2025 ha visto un incremento delle vendite del 32,9% nel settore, con stime di crescita ulteriore fino al 2026, spinte da format diversi:

  • Delivery e digitalizzazione: Piattaforme come Glovo hanno consegnato oltre 31 milioni di porzioni durante l’ultimo anno, con picchi nelle grandi città ma anche evidenti segnali di crescita nelle province. L’Italia si colloca tra le prime nazioni europee sia per volumi che per utilizzo di servizi digitali abbinati al food.
  • Formule take-away e “pick & mix”: Nei supermercati e nelle aree di viaggio si sono moltiplicati i chioschi dove, attraverso formule personalizzabili, l’utente può creare il proprio piatto scegliendo tra decine di varianti. Questo segmento intercetta sempre più professionisti urbani e famiglie alla ricerca di rapidità senza rinunciare al piacere della varietà.
  • Sperimentazione e identità locale: L’attenzione alla sostenibilità, alla tracciabilità della filiera ittica e ai prodotti “a miglio zero” ha incentivato la nascita di ricette glocal, con interpretazioni che fondono tecniche nipponiche e materie prime regionali (ad esempio l’uso del pesce azzurro o molluschi italiani).
  • Preferenze di consumo: Dominano ancora tipologie classiche come Nigiri e Uramaki, ma emergono trend come l’Inari e l’Onigiri, insieme a combinazioni innovative con Philadelphia, avocado o ingredienti vegan e senza glutine, specchio delle nuove sensibilità nutrizionali.
Sullo sfondo di questa rivoluzione spicca anche l’attenzione crescente verso certificazioni, etichette e conformità normativa (HACCP, formazione degli addetti, materiali per packaging sostenibile), aspetti sempre più determinanti nel processo di scelta del consumatore informato e responsabile.