La tariffa puntuale (TARIP), alternativa alla TARI, premia chi produce meno rifiuti. Criteri di calcolo, confronti tra utenze domestiche e non, vantaggi economici e diffusione nei Comuni italiani.
Il sistema italiano per la gestione dei rifiuti sta vivendo una fase di trasformazione, con l'introduzione progressiva della tariffazione puntuale (TARIP) in sostituzione dell'ormai nota Tari. Questo cambiamento rappresenta un nuovo approccio sia per le famiglie che per le attività economiche, che iniziano a vedere sulle proprie bollette l'impatto concreto dei comportamenti ambientali quotidiani.
L'obiettivo è rendere la tassazione più equa e trasparente, spostando il focus dalla superficie dell'abitazione e dal numero di occupanti alla reale quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. Analizzando nei dettagli la metodologia di calcolo e la distribuzione dei costi, emerge come la TARIP possa offrire vantaggi tangibili a chi si impegna nel ridurre e differenziare correttamente i propri scarti.
La TARIP, tariffa puntuale sui rifiuti, è una modalità di calcolo che mira a responsabilizzare cittadini e imprese nella gestione dei rifiuti urbani, favorendo comportamenti virtuosi e premiando chi conferisce meno indifferenziato. Il passaggio dalla vecchia tassa alla nuova modalità avviene in risposta agli obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dalle direttive europee e agli standard ARERA, introducendo il principio pay as you throw (paga per ciò che getti).
Il meccanismo si fonda su due componenti principali: una quota fissa, legata alla superficie e alle caratteristiche dell'immobile, e una quota variabile che dipende dal volume o dal peso del rifiuto secco non riciclabile prodotto. La misurazione avviene tramite contenitori dotati di chip o sistemi elettronici, associando puntualmente ogni conferimento all'utenza registrata.
Così, la TARIP incentiva una maggiore raccolta differenziata, poiché solo la frazione indifferenziata pesa davvero sulla quota variabile in bolletta. Non comporta quindi solo vantaggi ambientali, ma offre anche potenziali riduzioni di spesa per chi si mostra attento nella gestione domestica e aziendale dei rifiuti.
Il calcolo della tariffa puntuale avviene attraverso un sistema trasparente che tiene conto sia di parametri immobiliari, sia dell'effettivo impatto ambientale generato dalle abitudini di conferimento. Nella pratica, la struttura della bolletta si articola in tre parti:
Pur avendo la stessa finalità di coprire i costi del servizio pubblico di igiene urbana, TARI e TARIP differiscono radicalmente:
Per mettere realmente a fuoco l'impatto del nuovo sistema sulle tasche di nuclei familiari e aziende, è utile valutare simulazioni e dati reali rilevati dai comuni che hanno già introdotto la tariffazione puntuale. La variabilità tra territori resta significativa: ogni regolamento comunale stabilisce sia le tariffe unitarie che la soglia minima di svuotamenti.
Analisi delle bollette mostra come i benefici della TARIP vadano a premiare chi produce poco indifferenziato:
Analizzando i dati del Comune di Vigliano Biellese, già attivo su TARIP, una famiglia di quattro persone si trova a sostenere, nella quota fissa per il 2025, una spesa di 206,24 euro. La variabile minima per cinque svuotamenti obbligatori è di 163,10 euro; ogni svuotamento aggiuntivo costa 32,62 euro (per bidone da 120 litri).
Di seguito una tabella riassuntiva per fascia di componenti:
|
Componenti |
Quota fissa (€) |
Variabile minima (€) |
|
2 |
114,58 |
97,86 |
|
4 |
206,24 |
163,10 |
|
6 |
255,35 |
228,33 |
Nella TARI 2024, nuclei simili in centri come Pisa pagavano in media 595 euro, a Napoli 493 euro, ad Asti 481 euro (dati UIL). Con una buona raccolta differenziata, le famiglie possono ottenere una bolletta anche inferiore alla media storica TARI.
Anche per negozi e aziende la differenza è evidente: la quota fissa dipende dalle metrature della superficie, mentre la quota variabile è calcolata in base al numero e al volume degli svuotamenti del rifiuto residuo.
Nel caso di un'attività che utilizza bidoni da 120 litri, la spesa per un solo svuotamento è di 42,52 euro nel 2025, che sale a 389,76 euro per un bidone da 1100 litri. Le imprese che lavorano sull'efficienza dei propri flussi di rifiuto possono trarre vantaggio economico e fiscale, specie dove è adottata la tariffa corrispettiva e si può detrarre l'IVA al 10%.
Le attività che eccedono gli svuotamenti minimi previsti si vedranno applicata una maggiorazione proporzionale, rendendo cruciale una pianificazione attenta nella gestione dei conferimenti.
Il passaggio al regime puntuale introduce numerosi incentivi per la riduzione dei costi ambientali ed economici. Tra i vantaggi si annoverano:
Dal 2026 viene riconosciuto un bonus sociale rifiuti con riduzione automatica del 25% sia sulla TARI sia sulla TARIP per i nuclei familiari con ISEE inferiore a 9.530 euro, o fino a 20.000 euro per chi ha almeno quattro figli a carico.
A livello locale, molte amministrazioni prevedono:
L'adozione della tariffa puntuale non ha un calendario uniforme a livello nazionale. È affidata alla potestà regolamentare dei singoli comuni, che possono scegliere le tempistiche di avvio in base alla capacità di implementare la misurazione puntuale dei conferimenti.
Nel 2026 oltre 1.100 comuni, concentrati per il 94% nelle regioni del Nord, hanno attivato il sistema TARIP, raggiungendo una popolazione di più di otto milioni di persone. Nel Sud le sperimentazioni rimangono ancora limitate a pochi casi, ma il trend è destinato ad allargarsi nei prossimi anni, anche grazie il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e agli stimoli ARERA.
A partire dal 2028, i bandi pubblici per la raccolta e smaltimento dovranno prevedere sistemi di misurazione puntuale, rendendo inevitabile l'espansione della TARIP su tutto il territorio nazionale.