Via libera dal Consiglio dei Ministri al nuovo Ddl Cargiver per assistenza familiare: cosa prevedono le novità approvate e quando saranno in vigore
La giornata di ieri ha segnato un avanzamento significativo nel riconoscimento e nella tutela dei caregiver familiari in Italia. La sera del 12 gennaio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo disegno di legge (Ddl) destinato a fornire un quadro normativo più chiaro ed esaustivo per chi si prende cura di un parente non autosufficiente o con disabilità.
Questa svolta normativa, proposta dal Ministero per le Disabilità e inserita tra le priorità della legislatura, mira a offrire sostegni concreti e uniformi, dopo anni di attesa e dibattito pubblico. Tra i punti cardine: l'introduzione di un contributo economico nazionale, il riconoscimento formale della figura del caregiver familiare e nuovi diritti specifici sia per adulti che per giovani impegnati in attività di cura.
Le recenti misure includono nuovi strumenti economici, giuridici e lavorativi per le persone impegnate nell’assistenza non professionale. Il nuovo disegno di legge consolida e amplia le tutele già previste dalla storica Legge 104/1992 e dalla Legge 106/2025, offrendo ora un sistema strutturato di diritti e sostegni destinati ai caregiver familiari.
La riforma prevede che, dal 2026, sarà possibile accedere a un contributo statale mensile, prioritariamente destinato a coloro che assistono un familiare convivente in situazioni di non autosufficienza particolarmente grave. Il riconoscimento ufficiale consente l’accesso facilitato a misure di welfare quali permessi aggiuntivi, congedi parentali potenziati e nuovi strumenti di supporto psico-sociale. Le novità prevedono nel dettaglio:
L’assegno nazionale fino a 400 euro al mese rappresenta la principale novità del provvedimento. Questo contributo sarà gestito dall’INPS e destinato in via prioritaria a quei caregiver che convivono stabilmente con la persona assistita e che assicurano una presenza intensiva quotidiana, stimata per almeno 13 ore al giorno (oltre 91 ore settimanali).
Sulla base delle informazioni normative e delle prime anticipazioni ufficiali, i criteri per accedere al contributo prevedono:
Le risorse, stanziate in parte con l’ultima legge di bilancio e integrate dal nuovo Fondo nazionale istituito per il 2026, saranno progressivamente incrementate nei prossimi anni. I dettagli applicativi e le modalità di erogazione sono demandati a decreti attuativi, mentre restano aperti i margini di miglioramento dell’importo massimo e dei criteri di valutazione della situazione reddituale.
Tra gli aspetti più rilevanti delle nuove tutele vi è il rafforzamento delle misure di conciliazione lavoro-cura. Il testo normativo introduce la possibilità, per i caregiver che assistono minori di 18 anni con disabilità (anche se non conviventi), di accedere al congedo parentale specifico e ampliato. Viene così ampliata la platea rispetto a quanto previsto finora dalla sola Legge 104. In particolare:
L’approvazione della nuova legge ha riconosciuto per la prima volta uno status specifico ai giovani che si prendono cura di un familiare disabile o non autosufficiente. Tale riconoscimento prevede una serie di misure concrete pensate per ridurre l’impatto che l’attività di cura può avere sui percorsi formativi e lavorativi di minori, studenti universitari e ragazzi impegnati nel servizio civile.
Sono tre, in particolare, le novità di maggiore rilievo:
L’accesso agevolato al mondo universitario per chi ricopre ruoli di cura è una delle risposte più innovative del nuovo quadro normativo. Gli studenti universitari impegnati come caregiver potranno presentare apposita istanza presso gli atenei per ottenere l’esonero totale dal pagamento delle tasse.
L’esonero sarà valutato in relazione alle condizioni familiari e al carico di cura, con parametri che valorizzano la responsabilità assunta dallo studente nella gestione della persona assistita. Inoltre, l’attività di assistenza, debitamente certificata, potrà essere convertita in crediti formativi riconosciuti nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e nei tirocini obbligatori universitari.
Per i giovani impegnati contemporaneamente nel servizio civile universale e nell’assistenza a un familiare, la nuova normativa permette la possibilità di adattare l’orario di volontariato alle necessità di cura.
Questa misura, profondamente richiesta dalle associazioni di categoria, favorisce la partecipazione sociale senza rinunciare ai doveri familiari, garantendo coerenza tra impegni istituzionali e quelli privati. In sintesi, il giovane caregiver non verrà più costretto all’alternativa tra crescita civica e responsabilità domestiche, potendo beneficiare della compresenza dei due percorsi grazie alla flessibilità garantita dalla legge.