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Tra oltre 180 pizze surgelate solo 7 si salvano: la questione degli ingredienti e come sceglierle secondo Altroconsumo

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Su oltre 180 pizze surgelate testate da Altroconsumo solo sette ottengono il giudizio Buono: la classifica, i criteri di valutazione e i consigli per leggere l'etichetta.

La pizza surgelata è uno dei grandi classici della cena veloce: sta nel freezer, si inforna in pochi minuti e costa poco. Ma quanto è davvero equilibrata? Il test di Altroconsumo ha messo sotto esame oltre 180 pizze surgelate vendute in super e ipermercati italiani. Il verdetto è severo: solo sette prodotti hanno raggiunto il giudizio "Buono", mentre nessuno è arrivato alla fascia "Molto buono". Vediamo quali sono, come sono state valutate e come orientarsi tra gli scaffali.

La classifica: le sette pizze surgelate promosse

Secondo i dati diffusi da Altroconsumo, i prodotti che hanno ottenuto il giudizio Buono, in ordine di punteggio:

  1. Esselunga Bio, Pizza alle Verdure con Grano Kamut: 69 punti
  2. Findus, La Pizza Rossa: 67 punti
  3. Smart (Esselunga), Pizza Margherita: 65 punti
  4. Buitoni, I Tranci Margherita Pizza: 63 punti
  5. Tre Mulini (Eurospin), Pizza Integrale Pomodoro Ciliegino e Rucola: 62 punti
  6. Findus, La Pizza Margherita: 62 punti
  7. Buitoni, Bella Pinsa Margherita: 61 punti
Il punteggio più alto, 69 su 100, resta comunque nella parte bassa della fascia "Buono". Il dato racconta bene lo stato del mercato: la pizza surgelata può essere una scelta accettabile, ma raramente è un prodotto davvero eccellente dal punto di vista nutrizionale.

Colpisce anche la varietà dei prezzi e dei canali. Tra le promosse ci sono prodotti a marchio del distributore (Esselunga ed Eurospin) e marchi industriali molto diffusi come Buitoni e Findus. Questo significa che per mangiare meglio non serve per forza spendere di più: conta quello che c'è scritto in etichetta.

Come ha lavorato Altroconsumo: i criteri di valutazione

Il giudizio sulle pizze da Altroconsumo non si basa sul gusto, ma sulla qualità nutrizionale e sulla lista degli ingredienti. Altroconsumo ha costruito un punteggio da 0 a 100 che combina più parametri, ciascuno con un peso diverso. Tra i principali:

  • Valori nutrizionali: calorie, grassi, grassi saturi, sale, zuccheri, fibre e proteine.
  • Additivi (peso del 15%): viene contato il numero di additivi presenti e se ne valuta la sicurezza grazie alla banca dati dell'associazione.
  • Grado di trasformazione (peso del 15%): si guarda alla presenza di ingredienti tipici dei prodotti ultra processati e al livello di industrializzazione della ricetta.
  • Presenza di verdure: una farcitura vegetale incide positivamente sul giudizio.
  • Equilibrio dei nutrienti rispetto a un pasto: si verifica come si distribuiscono carboidrati, proteine e grassi.
  • Dimensione della porzione: il peso della pizza conta, perché cambia l'apporto di calorie e sale.
In base al punteggio finale i prodotti sono stati collocati in cinque fasce: Molto buono (da 80 a 100 punti), Buono (da 60 a 79), Accettabile (da 40 a 59), Scarso (da 20 a 39) e Molto scarso (da 0 a 19). Per consultare tutti i punteggi dei singoli prodotti, la fonte di riferimento è il comparatore pizze surgelate sul sito di Altroconsumo.

La questione degli ingredienti: dove si perdono i punti

Perché così poche pizze arrivano alla sufficienza piena? Le ragioni sono soprattutto tre: additivi, farciture troppo ricche e porzioni abbondanti.

Gli additivi: circa metà delle pizze ne è priva

Il dato di partenza è meno allarmante di quanto si pensi: circa la metà delle pizze analizzate non contiene additivi. Nell'altra metà, spesso si tratta di sostanze giudicate "accettabili" o "tollerabili". Restano però alcuni casi da attenzionare:

  • difosfati, trifosfati e polifosfati, considerati poco raccomandabili;
  • nitrati e nitriti, conservanti usati in salumi e salsicce che farciscono alcune pizze, giudicati "da evitare".
Il consiglio pratico è semplice: leggere la lista degli ingredienti e, in caso di dubbi, controllare la sigla nella banca dati additivi di Altroconsumo. Le pizze con farciture a base di salumi sono quelle in cui è più probabile trovare questi conservanti.

Le calorie: una pizza media supera il fabbisogno di un pasto

Il valore calorico medio delle pizze testate è di circa 780 kcal. Considerando un fabbisogno giornaliero medio di 2.000 kcal, un singolo pasto dovrebbe fornirne tra 600 e 700. In pratica, una pizza intera può bastare da sola a superare la quota, e in molti casi lo fa con ampio margine.

Esistono però delle eccezioni virtuose: poche pizze, di peso contenuto (intorno ai 250 g) e con verdure, rucola o pomodorini, scendono sotto le 500 kcal a porzione. All'estremo opposto ci sono le versioni più ricche, come le quattro formaggi, alcune margherita e quelle con la salsiccia, che superano le 1.000 kcal.

Più mozzarella significa più grassi saturi

Una margherita non è tutte uguale. Altroconsumo porta un esempio eloquente: una pizza con una quota di mozzarella tra le più basse (14%) contiene circa 2,4 g di grassi saturi per 100 g, mentre una con tanta mozzarella (28%) ne contiene 5,5 g, più del doppio. La farcitura abbondante, in sostanza, fa salire grassi, sale e calorie.

Il peso fa la differenza

Tra le pizze esaminate la più leggera pesa 215 g e la più pesante 455 g. Una differenza di oltre 200 g, che da sola può quasi dimezzare le calorie. Controllare il peso sulla confezione è il gesto più facile (e più sottovalutato) per scegliere meglio.

Quali tipologie funzionano meglio

L'analisi per categorie conferma che la selezione è molto stretta:

  • Pizze margherita: su 75 testate, solo due hanno ricevuto il giudizio Buono, cioè la Smart di Esselunga (65 punti) e I Tranci di Buitoni (63 punti).
  • Pizze con verdure: su 32 prodotti, tre sono state giudicate Buone, 21 Accettabili e 8 Scarse. Nessuna è stata bocciata del tutto. Tra le migliori, la proposta bio di Esselunga con grano Kamut e l'integrale di Tre Mulini con pomodorino e rucola.
  • Pinse: su 5 prodotti, una sola raggiunge il livello Buono.
Il messaggio è chiaro: verdure e farciture semplici tendono a premiare, mentre le combinazioni più elaborate pagano in termini di grassi, sale e additivi.

Come scegliere la pizza surgelata: la guida pratica

Mettendo insieme le indicazioni di Altroconsumo, ecco come comportarsi davanti al banco frigo.

  1. Guarda il peso. Una pizza più piccola significa meno calorie e meno sale. Se ti piace la pizza grande, puoi dividerla e accompagnarla con un contorno di verdure.
  2. Leggi la lista degli ingredienti. Meglio ricette corte, con pochi ingredienti riconoscibili. Verifica la percentuale e il tipo di formaggio.
  3. Evita nitriti e nitrati. Se la pizza è farcita con salumi, controlla che non compaiano conservanti da evitare.
  4. Scegli farciture semplici. Margherita con poca mozzarella, o versioni con verdure, sono quasi sempre la scelta più equilibrata.
  5. Occhio ai nomi suggestivi. Diciture come "con bufala" o "pinsa" non garantiscono la ricetta tradizionale.
  6. Completa il pasto. Un'insalata o un piatto di verdure bilancia l'apporto di una pizza, e permette di mangiarne anche solo metà senza sentirsi a dieta.
Il test di Altroconsumo non mette al bando la pizza surgelata. La definisce, anzi, comoda, economica e trasparente, perché a differenza di quella da asporto ha un'etichetta che riporta ingredienti, valori nutrizionali e peso. È proprio questa trasparenza lo strumento migliore per scegliere.

La lezione che emerge dalla classifica è che la qualità non dipende dalla marca o dal prezzo, ma da ricetta e porzione. Le sette pizze promosse mostrano che esistono alternative più equilibrate anche tra i prodotti di larga distribuzione, a patto di saperle riconoscere. E in un mercato di oltre 180 referenze, imparare a leggere l'etichetta è il modo più semplice per non farsi guidare solo dalla confezione.






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Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...