Su oltre 180 pizze surgelate testate da Altroconsumo solo sette ottengono il giudizio Buono: la classifica, i criteri di valutazione e i consigli per leggere l'etichetta.
La pizza surgelata è uno dei grandi classici della cena veloce: sta nel freezer, si inforna in pochi minuti e costa poco. Ma quanto è davvero equilibrata? Il test di Altroconsumo ha messo sotto esame oltre 180 pizze surgelate vendute in super e ipermercati italiani. Il verdetto è severo: solo sette prodotti hanno raggiunto il giudizio "Buono", mentre nessuno è arrivato alla fascia "Molto buono". Vediamo quali sono, come sono state valutate e come orientarsi tra gli scaffali.
Secondo i dati diffusi da Altroconsumo, i prodotti che hanno ottenuto il giudizio Buono, in ordine di punteggio:
Colpisce anche la varietà dei prezzi e dei canali. Tra le promosse ci sono prodotti a marchio del distributore (Esselunga ed Eurospin) e marchi industriali molto diffusi come Buitoni e Findus. Questo significa che per mangiare meglio non serve per forza spendere di più: conta quello che c'è scritto in etichetta.
Il giudizio sulle pizze da Altroconsumo non si basa sul gusto, ma sulla qualità nutrizionale e sulla lista degli ingredienti. Altroconsumo ha costruito un punteggio da 0 a 100 che combina più parametri, ciascuno con un peso diverso. Tra i principali:
Perché così poche pizze arrivano alla sufficienza piena? Le ragioni sono soprattutto tre: additivi, farciture troppo ricche e porzioni abbondanti.
Gli additivi: circa metà delle pizze ne è priva
Il dato di partenza è meno allarmante di quanto si pensi: circa la metà delle pizze analizzate non contiene additivi. Nell'altra metà, spesso si tratta di sostanze giudicate "accettabili" o "tollerabili". Restano però alcuni casi da attenzionare:
Le calorie: una pizza media supera il fabbisogno di un pasto
Il valore calorico medio delle pizze testate è di circa 780 kcal. Considerando un fabbisogno giornaliero medio di 2.000 kcal, un singolo pasto dovrebbe fornirne tra 600 e 700. In pratica, una pizza intera può bastare da sola a superare la quota, e in molti casi lo fa con ampio margine.
Esistono però delle eccezioni virtuose: poche pizze, di peso contenuto (intorno ai 250 g) e con verdure, rucola o pomodorini, scendono sotto le 500 kcal a porzione. All'estremo opposto ci sono le versioni più ricche, come le quattro formaggi, alcune margherita e quelle con la salsiccia, che superano le 1.000 kcal.
Più mozzarella significa più grassi saturi
Una margherita non è tutte uguale. Altroconsumo porta un esempio eloquente: una pizza con una quota di mozzarella tra le più basse (14%) contiene circa 2,4 g di grassi saturi per 100 g, mentre una con tanta mozzarella (28%) ne contiene 5,5 g, più del doppio. La farcitura abbondante, in sostanza, fa salire grassi, sale e calorie.
Il peso fa la differenza
Tra le pizze esaminate la più leggera pesa 215 g e la più pesante 455 g. Una differenza di oltre 200 g, che da sola può quasi dimezzare le calorie. Controllare il peso sulla confezione è il gesto più facile (e più sottovalutato) per scegliere meglio.
L'analisi per categorie conferma che la selezione è molto stretta:
Mettendo insieme le indicazioni di Altroconsumo, ecco come comportarsi davanti al banco frigo.
La lezione che emerge dalla classifica è che la qualità non dipende dalla marca o dal prezzo, ma da ricetta e porzione. Le sette pizze promosse mostrano che esistono alternative più equilibrate anche tra i prodotti di larga distribuzione, a patto di saperle riconoscere. E in un mercato di oltre 180 referenze, imparare a leggere l'etichetta è il modo più semplice per non farsi guidare solo dalla confezione.
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...