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Tre nuovi Btp all'asta domani 13 maggio: tipologie, caratteristiche, rendimenti, durata e il parere degli esperti se acquistarli

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Tre nuovi BTP saranno protagonisti dell'asta del 13 maggio 2026: analizziamo le loro caratteristiche tecniche, scadenze, rendimenti, rischi con opinioni di esperti e valutazioni sulle opportunità.

Il nuovo appuntamento per l'emissione di titoli di Stato riguarda la collocazione di tre BTP medio-lungo termine programmata per il 13 maggio 2026. Questa operazione, annunciata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, offre una finestra significativa per investitori che puntano a opportunità diversificate, in un contesto di mercato dove la gestione del debito pubblico riveste grande importanza. Il collocamento di questi strumenti finanziari, che insieme potranno raccogliere fino a 7,5 miliardi di euro, attira sia risparmiatori privati sia operatori istituzionali, interessati a titoli che garantiscono flussi cedolari regolari e orizzonti temporali diversificati. Il 13 maggio rappresenterà dunque un momento strategico per chi desidera valutare asset italiani con scadenze a tre, sette e venti anni. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche e le valutazioni di esperti sul nuovo scenario obbligazionario proposto dal Tesoro.

Caratteristiche dei tre nuovi BTP in emissione

L'offerta di titoli a medio-lungo termine prevista comprende:

  • BTP con scadenza 15 marzo 2029 (3 anni): Codice ISIN IT0005689960, nona tranche, emesso per la prima volta il 15 gennaio 2026. Cedola annuale 2,40%, pagamento semestrale con la prossima data al 15 settembre 2026. L'importo offerto oscilla da 2,5 a 3 miliardi di euro, con un'asta supplementare pari a 600 milioni. La provvigione di collocamento è fissata allo 0,100%.
  • BTP con scadenza 15 giugno 2033 (7 anni): Codice ISIN IT0005704868, terza tranche, emissione originaria 15 aprile 2026. Cedola annuale del 3,30%, pagamento il 15 giugno 2026 (per la prima cedola corta pari a 0,553022% per 61 giorni), quindi ogni 15 giugno e 15 dicembre. Importo minimo offerto 2,75 miliardi, massimo 3,25, con possibilità di un'asta supplementare da 650 milioni. Provvigione di collocamento allo 0,150%.
  • BTP con scadenza 1 settembre 2038 (20 anni): Codice ISIN IT0005321325, undicesima tranche, emissione 1 settembre 2017. Cedola annuale 2,95%, scaricata il 1 settembre 2026. Offerta da 1 a 1,25 miliardi e asta supplementare di 250 milioni. Una parte della tranche è stata pensata anche per operazioni REPO e la provvigione di collocamento è del 0,200%.
Con una struttura diversificata, i titoli sono concepiti per coprire ambiti di investimento ampi, dal breve al lunghissimo periodo. Tutte le tipologie prevedono il pagamento di cedole fisse semestrali, assicurando così una remunerazione anche nei periodi di volatilità dei mercati. Il Tesoro si riserva la facoltà di determinare importi e prezzi in maniera discrezionale, per rispondere al meglio alle condizioni di mercato. I dettagli tecnici e la regolamentazione dei titoli seguono la normativa dettata dal MEF e dalla Banca d'Italia per il collocamento dei titoli di Stato italiani:

BTP

Scadenza

Cedola annuale

Importo offerto (€ mld)

3 anni

15 marzo 2029

2,40%

2,5, 3,0

7 anni

15 giugno 2033

3,30%

2,75, 3,25

20 anni

1 settembre 2038

2,95%

1,0, 1,25

Meccanismi d'asta e calendario delle operazioni per l'acquisto

La procedura di assegnazione dei BTP è basata sull'asta marginale a determinazione discrezionale, un meccanismo in cui il prezzo di aggiudicazione e la quantità allocata vengono definiti dal Ministero, escludendo le offerte a prezzi ritenuti non adeguati alle attuali condizioni di mercato. Le fasi operative e i riferimenti principali sono:

  • Prenotazione del pubblico: fino al 12 maggio, giorno precedente l'asta.
  • Presentazione delle domande: accesso tramite i canali bancari e gli intermediari autorizzati, entro le ore 11:00 del 13 maggio 2026.
  • Asta supplementare: accessibile agli specialisti in titoli di Stato per un importo pari al 20% di quello offerto nella prima tornata. Domande entro le 15:30, successivamente alla chiusura della prima asta.
  • Regolamento delle sottoscrizioni: fissato per il 15 maggio 2026.
L'asta marginale prevede, in caso di offerte eccedenti sul prezzo marginale, un riparto pro-quota con arrotondamenti. La quantità totale emessa, sempre entro i limiti stabiliti, viene decisa valutando la domanda e le condizioni dei mercati finanziari. È rilevante sottolineare che i piccoli risparmiatori non partecipano direttamente all'asta ma operano attraverso banche o soggetti abilitati, che raccolgono e trasmettono le richieste.

Vantaggi, rischi e rendimenti attesi dei nuovi BTP

La gamma di scadenze proposta permette di rispondere a molteplici esigenze finanziarie. Ecco quali sono i principali punti di forza, i rischi e le prospettive di rendimento, in relazione al profilo dell'investitore:

  • Vantaggi: la presenza di cedole fisse semestrali assicura entrate regolari, importante per famiglie, professionisti e PMI che mirano a stabilità nella gestione della liquidità. La varietà delle durate consente una diversificazione efficace tra breve, medio e lungo termine. I titoli sono inoltre esenti dal rischio di cambio per gli investitori italiani e beneficiano della tassazione agevolata sui rendimenti dei titoli di Stato.
  • Rischi: come per tutti gli strumenti obbligazionari, il rischio di mercato può incidere sul prezzo in caso si voglia vendere prima della scadenza. Esiste inoltre il rischio tasso: in un contesto di rialzo dei tassi di interesse, il valore dei BTP a più lunga scadenza tende a risentirne maggiormente. Il rischio emittente è da considerare per qualsiasi titolo di Stato, anche se in Italia la solidità dell'emittente rimane alta.
  • Rendimenti: la struttura delle cedole premia gli orizzonti temporali più lunghi con tassi lordi più elevati (2,40% per 3 anni, 3,30% per 7 anni, 2,95% per 20 anni). Il rendimento effettivo dipenderà anche dal prezzo di emissione. Solitamente, per i risparmiatori con orizzonte lungo, i titoli a 20 anni offrono compensi più alti, a fronte di maggiore esposizione ai rischi di oscillazione dei tassi.
Per investitori istituzionali e gestori patrimoniali, la struttura delle tranche permette operazioni di REPO e un'ampia programmazione sulle strategie a lungo termine.

Analisi e parere di quattro esperti sulla convenienza all'acquisto dei nuovi BTP

L’interesse verso le nuove emissioni di BTP resta elevato, ma la convenienza dell’acquisto non può essere valutata soltanto guardando al rendimento nominale offerto al momento del collocamento. Inflazione attesa, andamento dei tassi della Banca Centrale Europea, durata del titolo, prezzo di acquisto, tassazione agevolata e possibili alternative presenti sul mercato obbligazionario sono tutti elementi che incidono sul giudizio finale. Per comprendere se i nuovi Buoni del Tesoro Poliennali rappresentino oggi un’opportunità reale per i risparmiatori o se richiedano maggiore prudenza, abbiamo raccolto l’analisi e il parere di quattro esperti del settore finanziario, chiamati a valutare rischi, vantaggi e profilo di convenienza dell’investimento.

Maria Spadafora (Senior Fixed Income Strategist, Unicredit): Il contesto macroeconomico resta caratterizzato da inflazione in rientro e politiche monetarie prudenti da parte della BCE. I BTP con scadenze più lunghe, sebbene più sensibili ai tassi, continuano a rappresentare un'opzione attrattiva per la clientela retail e istituzionale attenta alla protezione del capitale e all'incasso cedolare.

Luca Ricci (Responsabile Strategie di Portafoglio, Fideuram Intesa Sanpaolo): Scegliere la scadenza più adatta dipende dagli obiettivi individuali. Il set attuale consente di bilanciare tra rischio e rendimento: il 3 anni è adatto a chi privilegia la sicurezza, il 7 e il 20 anni aiutano a diversificare i flussi e a tenere in portafoglio strumenti che storicamente hanno mostrato resilienza.

Giulia Venturi (Chief Investment Officer, Azimut Capital Management): L'interesse per i BTP resta elevato in particolare sulle tranche intermedie. Chi investe oggi deve comunque valutare la possibile futura evoluzione dei tassi d'interesse nell'area euro e inserire questi strumenti in una strategia più ampia, senza affidarsi esclusivamente alle obbligazioni sovrane.

Antonio Sella (Professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, Università di Torino): L'impatto degli eventi geopolitici resta un fattore da monitorare, ma il meccanismo d'asta e la trasparenza dell'offerta italiana forniscono garanzie rilevanti. Valutare il rapporto rischio/rendimento resta essenziale, ma i rendimenti nominali nel medio-lungo termine sono competitivi rispetto a prodotti analoghi nell'Eurozona.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...