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Quale Btp, Bot emessi a febbraio conviene comprare? I pro e contro di ogni asta e tipologia collocata

di Marcello Tansini pubblicato il
Titoli di Stato da comprare

Febbraio 2026 si preannuncia ricco di opportunità per chi valuta l'acquisto di BTP e BOT. Aste, tipologie di titoli, vantaggi e svantaggi, strategie e scenari: orientarsi tra rendimenti e obiettivi.

Febbraio 2026 si presenta come un mese ricco di occasioni per valutare strumenti a breve e medio-lungo termine, grazie alla variegata offerta di Buoni Ordinari del Tesoro e Buoni del Tesoro Poliennali. Comprendere le modalità di collocamento, le tipologie di titoli e le logiche dietro le aste permette di compiere scelte ponderate e consapevoli nell'attuale scenario economico.

Calendario e tipologie delle emissioni di Titoli di Stato

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha definito il calendario ufficiale per le aste che interesseranno i titoli sul mercato primario durante febbraio 2026. Ogni sessione prevede la pubblicazione anticipata di dettagli riguardanti tipologia di emissione, durata e tasso minimo garantito, solitamente disponibili quattro giorni lavorativi prima dell'asta:

Data

Strumento

11 febbraio

BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)

12 febbraio

BTP (medio-lungo termine)

24 febbraio

BTP Short - BTP€i

25 febbraio

BOT

26 febbraio

BTP (medio-lungo termine)

I BOT rappresentano l'offerta per chi punta su orizzonti temporali brevi, mentre il segmento BTP copre sia esigenze di copertura nel medio che nel lungo termine, garantendo ampia diversificazione agli investitori istituzionali e retail. I collocamenti di febbraio 2026 rispecchiano la tendenza del Tesoro alla regolarità e prevedibilità, elementi che rafforzano la fiducia nei confronti delle emissioni italiane. Da segnalare la presenza di emissioni dedicate alla clientela retail (BTP Valore e Italia) e strumenti innovativi come i BTP Green e l'indicizzazione all'inflazione europea.

Caratteristiche e funzionamento delle aste BOT: pro e contro

I BOT sono strumenti a breve termine, con scadenze di 3, 6 o 12 mesi, privi di cedole e remunerati tramite scarto di emissione: l'acquirente paga un prezzo inferiore rispetto al valore nominale che riceverà a rimborso. L'emissione delle nuove serie avviene tipicamente a metà e a fine mese. Il funzionamento delle aste è il seguente:

  • Partecipazione riservata a intermediari finanziari abilitati (banche e istituzioni finanziarie)
  • Prezzo e quantità determinati tramite offerta competitiva
  • Successiva quotazione sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni)
Ecco allora che i pro sono:
  • Elevata liquidità
  • Basso rischio di credito dello Stato italiano
  • Ideali per la gestione della tesoreria o per parcheggio temporaneo di capitali
  • Nessun rischio di variazione dei tassi (dato l'orizzonte temporale molto breve)
All'opposto, i contro da considerare sono:
  • Rendimento tendenzialmente basso in relazione all'inflazione corrente
  • Assenza di cedole periodiche
  • Esposizione completa alla tassazione sulle plusvalenze (nessuna cedola fiscalmente favorevole)
  • Adatti meno a chi mira alla crescita del capitale nel tempo
I BOT a 12 mesi hanno offerto rendimenti lordi intorno al 2,1-2,3%, una remunerazione che sconta le dinamiche dei tassi di interesse in calo e il rischio contenuto di breve periodo. Le aste del mese di febbraio interesseranno chi intende cogliere le occasioni legate agli aggiustamenti macroeconomici e monetari dell'eurozona.

Caratteristiche e funzionamento delle aste BTP

I Buoni del Tesoro Poliennali rappresentano la quota predominante delle emissioni a medio e lungo termine. Le differenze tra le varie tipologie di BTP sono basate su durata, modalità di collocamento, indicizzazione e profilo di rischio-rendimento:

  • BTP classici: scadenze da 3 a 50 anni, cedole fisse semestrali
  • BTP Short Term: durata 18-36 mesi, ideale per transizioni di portafoglio
  • BTP€i: indicizzati all'inflazione europea, tutelano il capitale reale
  • BTP Valore: titoli dedicati alla clientela retail, con meccanismi premianti e struttura variabile
  • BTP Green: emissioni specifiche per finanziare progetti legati alla transizione ecologica
  • BTP Italia: indicizzati all'inflazione italiana, ossia mirati a tutelare il potere d'acquisto nazionale
Funzionamento delle aste: la procedura ordinaria prevede il collocamento tramite aste marginali o competitive. Gli annunci del MEF fissano il tasso minimo garantito, la quantità offerta e l'eventuale fase di prenotazione per il retail (nel caso dei titoli dedicati). Gli strumenti green e indicizzati presentano particolarità in termini di domanda istituzionale e meccanismi di attribuzione.

I punti di forza sono:

  • Rendimento più elevato rispetto ai BOT, soprattutto sulle scadenze più lunghe
  • Possibilità di scelta su diverse scadenze, in base alle esigenze di portafoglio
  • Protezione dall'inflazione per BTP€i e Italia
  • Differenziazione grazie alla presenza di titoli sostenibili e dedicati al pubblico non professionale
Bisogna considerare anche i limiti:
  • Maggiore esposizione al rischio tasso (soprattutto sulle scadenze lunghe)
  • Prezzo di mercato fluttuante fino a scadenza
  • Alcuni titoli dedicati hanno finestre di sottoscrizione ristrette nel tempo
Le emissioni di febbraio 2026 permetteranno di cogliere le opportunità legate all'andamento dei tassi, favorendo chi intende bilanciare stabilità e rendimento nel proprio portafoglio.

BTP Short Term e BTP€i: quando convengono e caratteristiche principali

BTP Short Term e BTP€i rappresentano una leva importante all'interno della strategia di emissione:

  • BTP Short Term: con durata compresa tra 18 e 36 mesi, erogano cedole fisse semestrali. Ideali per chi desidera un'esposizione al rischio tasso limitata e scadenze non troppo lunghe, si rivelano funzionali in fasi di attesa o di incertezza sulle politiche monetarie.
  • BTP€i: indicizzati all'inflazione dell'area euro, offrono una protezione contro il rischio di erosione del potere d'acquisto dovuto a dinamiche inflazionistiche. Capitali e cedole sono rivalutati sulla base dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo.
Questi strumenti sono interessanti soprattutto per:
  • Chi mira a difendersi da volatilità e inflazione
  • Investitori che attendono evoluzioni nella curva dei tassi e preferiscono non esporsi su scadenze troppo lunghe
  • Portafogli che necessitano di una componente decorrelata dai rischi inflattivi nazionali
L'appuntamento di febbraio comprende aste combinate che consentiranno di allocare capitale in maniera flessibile, adattandosi alle preferenze individuali tra certezza del capitale e protezione reale.

Rendimenti, strategie governative e scenari per l'investitore

Nel nuovo scenario macro, le aste dei titoli di Stato italiano presentano rendimenti in linea con il calo progressivo dei tassi ufficiali. Per avere un riferimento di confronto, nel 2025 il rendimento medio dei BTP decennali si è attestato intorno al 3,60%, mentre per i BOT annuali la media è stata di circa il 2,13%. I BTP Valore hanno offerto una remunerazione ponderata superiore al 3%, grazie a formule con cedole step-up e premi di fedeltà.

Il Tesoro persegue una strategia di riduzione del peso dei titoli brevi a vantaggio di emissioni più lunghe, mirando a consolidare i risultati raggiunti in termini di costi e affidabilità del debito. Le linee guida sono focalizzate su:

  • Garantire regolarità e prevedibilità nelle emissioni
  • Sostenere la liquidità dei titoli sul secondario
  • Offrire strumenti più innovativi al segmento retail
Lo scenario per chi valuta l'ingresso nelle aste di febbraio 2026 è caratterizzato da:
  • Possibile stabilità dei tassi di mercato, dopo il ciclo di tagli BCE iniziato a metà 2024
  • Domanda in aumento per strumenti green e indicizzati
  • Opportunità per diversificare grazie all'ampia gamma proposta su varie scadenze
Un elemento da non trascurare è lo spread tra titoli di Stato italiani e Bund tedeschi, che influisce sulla percezione del rischio e sulla relativa attrattività delle nuove emissioni.




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