Nata nel 2006 e rimasta nel cuore di molti, la Škoda Roomster potrebbe tornare nel 2028? Tra render, strategie orientate a SUV ed elettriche e alternative con porte scorrevoli, ecco cosa rende concreta — o improbabile — l’attesa.
Škoda interruppe a fine 2015 lo sviluppo della seconda generazione Roomster, progettata sulla base della Volkswagen Caddy. Da allora il marchio non ha annunciato un’erede né un ritorno in produzione. Online circolano immagini di una possibile Roomster moderna, talvolta accompagnate dall’ipotesi di un lancio nel 2028 (possibilità verosimile che venga realizzata); la casa ceca, però, non ha confermato il modello. Per chi cerca oggi un’auto familiare pratica e spaziosa, le alternative concrete sono quelle già presenti sul mercato, dai SUV ai multispazio.
Il desiderio di rivedere una monovolume compatta si scontra con una gamma Škoda che si è allargata soprattutto verso SUV ed elettriche. Nei modelli annunciati non c’è una nuova Roomster. Ripercorrere la storia del progetto e capire quali vetture rispondano alle esigenze di una famiglia aiuta a orientarsi tra le immagini diffuse in rete e l’offerta acquistabile.
La prima Škoda Roomster debuttò nel 2006 e rimase in produzione fino al 2015. Aveva una carrozzeria alta, un abitacolo modulabile e un’impostazione studiata per la vita di tutti i giorni: in città era compatta, mentre lo spazio interno permetteva di trasportare persone e bagagli con una certa flessibilità. L’obiettivo era sfruttare bene il volume a disposizione.
Era una monovolume, quindi diversa dalle berline e dai SUV che dominavano progressivamente l’offerta. La parte posteriore dell’abitacolo poteva essere adattata alle necessità, lasciando più spazio ai passeggeri oppure ai bagagli. Per chi viaggiava con bambini, trasportava oggetti ingombranti o portava con sé attrezzatura, questa configurazione rappresentava un vantaggio concreto.
La Roomster occupava una posizione intermedia: più piccola di un van di grandi dimensioni, più flessibile di una normale utilitaria. Anche il nome richiamava questa vocazione, unendo le parole room e roadster. La sua carriera si concluse mentre il mercato europeo si spostava verso crossover e SUV, apprezzati per la posizione di guida rialzata e l’aspetto robusto.
Una nuova Roomster era stata sviluppata partendo dalla Volkswagen Caddy, il multispazio del gruppo Volkswagen. Il progetto arrivò vicino alla produzione, poi Škoda lo accantonò alla fine del 2015. La decisione rientrava in una revisione delle priorità e della gamma: le risorse furono indirizzate verso modelli con prospettive commerciali più solide e segmenti in crescita.
La presenza della Caddy nel gruppo pesava sulla scelta. Realizzare una vettura dedicata richiede investimenti in progettazione, industrializzazione e marketing; proporre un altro modello strettamente imparentato con un multispazio già esistente rendeva più difficile sostenere quei costi. Nello stesso periodo i SUV compatti e familiari guadagnavano terreno, mentre i monovolume tradizionali perdevano visibilità e quote di mercato.
La praticità è rimasta un tratto dell’identità Škoda, ma il formato della Roomster ha perso spazio nelle strategie del marchio. La prima serie uscì di produzione nel 2015 e la seconda generazione fu cancellata nello stesso anno. Queste tappe spiegano perché il nome continui a suscitare interesse tra gli appassionati.
Le ricostruzioni digitali diffuse online riprendono il nome Roomster e lo associano spesso a una carrozzeria da crossover. In alcune compare anche il 2028 come possibile anno di lancio. Škoda non ha annunciato una nuova Roomster per quella data: il 2028 resta un’ipotesi circolata insieme alle immagini.
Per chi sta decidendo se acquistare un’auto, la distinzione ha una conseguenza pratica. Le immagini e le indiscrezioni alimentano l’interesse per il modello, mentre nei programmi resi pubblici da Škoda le novità riguardano SUV, vetture elettriche e aggiornamenti della gamma. Al momento, il marchio non ha comunicato lo sviluppo o la presentazione di un’erede.
Un eventuale veicolo con un abitacolo particolarmente versatile potrebbe adottare un’altra carrozzeria e un nome diverso. Per ora si tratta di una possibilità, senza una data a cui fare riferimento. Chi cerca una nuova auto può dunque valutare le vetture già in vendita, anziché rinviare la scelta in attesa di un lancio nel 2028.
La gamma attuale mostra una direzione diversa dalle monovolume. Fabia e Kamiq coprono le esigenze urbane con due impostazioni differenti: la prima è un’utilitaria, il secondo un SUV compatto. Per chi guarda all’elettrico ci sono Elroq ed Enyaq, mentre Kodiaq offre dimensioni maggiori e, secondo allestimento e mercato, una configurazione fino a sette posti.
Tra le novità elettriche attese figura Epiq, presentato come crossover compatto per la fascia urbana. Le anticipazioni sul progetto indicano una lunghezza attorno ai 4,1 metri e un’autonomia dichiarata superiore a 400 km. La proposta richiama l’idea di un’auto accessibile e pratica, ma la carrozzeria è quella di un crossover e Škoda non lo ha presentato come erede della Roomster.
Per il segmento superiore, il concept Vision 7S ha anticipato l’orientamento verso un grande SUV elettrico a sette posti, previsto nei piani come proposta distinta. Anche qui la scelta è quella di un SUV. I progetti elettrici del marchio comprendono dunque veicoli spaziosi e adatti alle famiglie, mentre la gamma si sviluppa lontano dal formato della vecchia monovolume.
Nel breve periodo una Roomster tradizionale appare poco probabile: non è fra i modelli annunciati e la strategia Škoda privilegia altre categorie. Un futuro veicolo che riprenda alcune qualità pratiche della monovolume resta possibile, ma oggi non c’è un annuncio che permetta di collegarlo al nome Roomster o a una data precisa.
La scelta, per chi vuole restare in casa Škoda, dipende soprattutto dai tragitti e dall’alimentazione desiderata. Kamiq è il SUV urbano a benzina della gamma, con una posizione di guida rialzata e dimensioni adatte alla città. Fabia è più vicina alla classica utilitaria: può essere una soluzione per chi vuole contenere ingombri e costi d’uso e non ha bisogno di un abitacolo da van.
Epiq si rivolgerà a chi cerca un crossover elettrico compatto. Per valutare un’auto a batteria conta anche la possibilità di ricaricare a casa o sul luogo di lavoro, oltre alla frequenza dei viaggi lunghi. Sono aspetti che incidono sulla praticità quotidiana insieme all’autonomia dichiarata.
Per chi vuole più spazio e un’alimentazione elettrica, le alternative da prendere in considerazione sono Elroq ed Enyaq. Elroq è il SUV elettrico di dimensioni intermedie; Enyaq si colloca più in alto per taglia e impostazione familiare, con carrozzeria SUV o Coupé. Entrambi offrono un abitacolo e un bagagliaio più generosi rispetto a una city car.
Kodiaq è la scelta da valutare quando servono più posti e un SUV di grandi dimensioni. In base alla versione può ospitare fino a sette persone. È una soluzione per le famiglie che hanno bisogno di trasportare più passeggeri, con un’impostazione da SUV e porte convenzionali.
Per salire e scendere più facilmente, caricare oggetti ingombranti o avere porte posteriori scorrevoli, il confronto più adatto è con i multispazio. Volkswagen Caddy e Ford Tourneo Connect sono progettati per trasportare persone e offrire un abitacolo flessibile. La Caddy, inoltre, fu la base tecnica del progetto della seconda Roomster, poi cancellato.
Questo formato può essere comodo per chi viaggia con seggiolini, trasporta spesso bagagli voluminosi o ha bisogno di un accesso ampio all’abitacolo. Nei parcheggi stretti, le porte scorrevoli occupano meno spazio durante l’apertura rispetto a quelle tradizionali. La carrozzeria verticale aiuta a sfruttare il volume interno e comporta ingombri e una posizione di guida diversi da quelli di un crossover.
Prima di scegliere conviene confrontare la disposizione dei sedili, la capacità di carico della versione considerata, le motorizzazioni e le dimensioni esterne. Dotazioni e disponibilità variano in base all’anno, all’allestimento e al mercato. Per un uso misto, va considerata anche la differenza tra una versione per passeggeri e una derivata commerciale.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...