Un ex agente della Polizia locale di Buccinasco ha dichiarato una falsa paternità per ottenere due anni di congedo retribuito. Ora è stato licenziato, ha patteggiato 1 anno e 8 mesi e dovrà risarcire il Comune con oltre 60 mila euro.
Si chiude con un licenziamento, una condanna penale e un risarcimento da oltre 60 mila euro la vicenda dell’ex agente di Polizia locale di Buccinasco, assunto nel 2021 quando era poco più che ventenne. Secondo quanto accertato, il giovane ha messo in atto una truffa ai danni del Comune, fingendo di essere il padre di una bambina con disabilità per usufruire di un lungo periodo di congedo retribuito. Un caso che ha indignato la comunità locale e riaperto il dibattito sull’abuso delle agevolazioni previste dalla Legge 104.
L’agente era entrato in servizio nel 2021 nel corpo di Polizia locale del comune alle porte di Milano. Dopo pochi mesi aveva iniziato a chiedere il trasferimento nella sua regione d’origine. Le richieste, però, sono state respinte più volte dall’amministrazione, perché mancavano i requisiti necessari.
Di fronte ai ripetuti no, il giovane avrebbe scelto una strada illecita. Ha riconosciuto come propria figlia biologica la bambina della compagna, nata prima che i due iniziassero la relazione. La minore ha una disabilità reale, ma l’uomo non era il padre. Quel riconoscimento gli ha permesso di presentare domanda per i benefici riservati ai genitori di figli con disabilità e di ottenere circa due anni di congedo retribuito, a carico dell’ente.
I numeri finali sono pesanti: perdita del posto di lavoro, pena detentiva concordata con la Procura e risarcimento di oltre 60 mila euro al Comune di Buccinasco.
Sulla carta, la documentazione sembrava in regola. A far emergere le prime anomalie è stato un controllo più approfondito degli uffici comunali, in particolare del servizio risorse umane, che ha rilevato alcune incongruenze nelle carte presentate dal dipendente.
Gli accertamenti successivi hanno confermato la falsità della documentazione alla base della richiesta di congedo. Secondo la stampa locale, tra gli elementi che hanno inchiodato l’ex agente ci sarebbe anche l’esito di un test del Dna, che avrebbe escluso il legame di paternità biologica. Il Comune ha quindi segnalato il caso all’autorità giudiziaria e ha avviato in parallelo il procedimento disciplinare.
Sul piano penale la vicenda si è chiusa con un patteggiamento. A luglio l’ex vigile ha concordato una pena di un anno e otto mesi di reclusione, per i reati di truffa aggravata e di falsa attestazione a pubblico ufficiale.
Il patteggiamento, previsto dall’articolo 444 del codice di procedura penale, è un rito alternativo con cui imputato e pubblico ministero concordano la pena, che viene poi ratificata dal giudice. In genere comporta uno sconto sulla sanzione e non richiede un dibattimento completo. Resta però una sentenza a tutti gli effetti, con le conseguenze del caso, comprese quelle sul piano risarcitorio.
Sul fronte civile, l’ex agente è chiamato a restituire al Comune di Buccinasco oltre 60 mila euro, cifra che rappresenta il danno economico subito dall’ente per il periodo di congedo indebitamente percepito.
Prima ancora dell’esito penale, il Comune aveva concluso il procedimento disciplinare con il licenziamento dell’agente. Nel pubblico impiego, la presentazione di documentazione falsa o la falsa attestazione finalizzata a ottenere benefici costituiscono violazioni gravissime, che possono portare alla risoluzione immediata del rapporto di lavoro, cioè al licenziamento senza preavviso.
La giurisprudenza va nella stessa direzione. La Cassazione, con diverse pronunce recenti, tra cui l’ordinanza n. 5906 del 5 marzo 2025, ha ribadito la legittimità del licenziamento per giusta causa nei casi di abuso dei permessi della Legge 104. Nel caso di Buccinasco, poi, non si parla di un uso scorretto di un diritto esistente, ma di un diritto costruito su una dichiarazione falsa: un’aggravante evidente sul piano della fiducia tra datore di lavoro e dipendente.
Durissima la presa di posizione del sindaco Rino Pruiti, che ha definito il comportamento dell’ex agente un fatto inaccettabile, capace di offendere le istituzioni e l’intera comunità. Per il primo cittadino, sfruttare la condizione di una bambina con disabilità per ottenere vantaggi personali è un atto vergognoso. Pruiti ha parlato di un tradimento della divisa, perché l’agente ha sottratto risorse pubbliche ai cittadini e ha danneggiato chi ha davvero bisogno delle tutele previste dalla legge.
Il sindaco ha inoltre ringraziato il comandante della Polizia locale Gianluca Sivieri e gli uffici delle risorse umane per aver individuato e fermato la truffa. Il messaggio è chiaro: l’amministrazione intende mantenere alta l’attenzione sui controlli e sulla legalità all’interno dell’ente.
Per capire la portata della vicenda, è utile ricordare cosa prevede la normativa. La Legge 104 del 1992 riconosce ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che assistono un familiare con disabilità grave, il diritto a tre giorni di permesso retribuito al mese. A questi si affianca il congedo straordinario retribuito, fino a due anni complessivi nell’arco della vita lavorativa, previsto dal decreto legislativo 151 del 2001 per l’assistenza a familiari con disabilità grave.
Queste misure nascono per sostenere le famiglie nei momenti più delicati: terapie, visite, riorganizzazione dei turni, assistenza quotidiana. Sono strumenti di civiltà e di solidarietà, finanziati con risorse pubbliche. Per questo ogni utilizzo scorretto non danneggia solo il datore di lavoro, ma colpisce indirettamente tutte le persone con disabilità e i loro caregiver, alimentando sospetti e diffidenza verso chi usufruisce legittimamente di quei diritti.
Nel caso di Buccinasco, la gravità è doppia: la disabilità della bambina è reale, ma il rapporto di paternità dichiarato dall’agente non lo era. Il titolo per accedere al congedo era quindi fondato su un atto falso.
Due le ipotesi di reato che hanno portato alla condanna:
Negli ultimi anni le amministrazioni pubbliche e le aziende private hanno intensificato le verifiche sull’uso di permessi e congedi. Gli strumenti sono diversi: incroci di dati tra uffici e istituti previdenziali, controlli documentali sulle certificazioni, verifiche sui legami di parentela dichiarati e, nei casi più dubbi, accertamenti investigativi.
Il caso di Buccinasco mostra che anche un’istanza apparentemente regolare può essere smascherata da un esame attento. È un segnale per chi pensa di poter aggirare il sistema, ma anche per i dipendenti onesti: i controlli servono a proteggere i diritti di chi ne ha davvero bisogno.
Va ricordato che esistono anche pronunce che tutelano i lavoratori da licenziamenti sproporzionati, ad esempio quando l’eventuale abuso dei permessi è soltanto parziale o non provato. La differenza rispetto a questa vicenda è sostanziale: qui il problema non è il modo in cui il permesso è stato usato, ma il presupposto stesso su cui è stato ottenuto.
Per l’ex vigile, le conseguenze sono pesanti e di lunga durata:
La storia del vigile di Buccinasco offre alcune riflessioni utili, per cittadini, lavoratori e amministrazioni:
1. Le regole sui trasferimenti vanno rispettate. Se mancano i requisiti, la risposta negativa dell’ente è legittima. Aggirarla con dichiarazioni false significa trasformare un problema amministrativo in un problema penale.
2. I diritti legati alla disabilità non sono una scorciatoia. Permessi e congedi esistono per assistere persone fragili. Usarli in modo strumentale è un danno per la collettività e per chi ne ha realmente bisogno.
3. I controlli funzionano. L’attenzione degli uffici e del comando di Polizia locale ha impedito che la situazione si protraesse oltre, e ha permesso di recuperare risorse pubbliche.
4. Le conseguenze sono multiple. Chi commette un illecito di questo tipo rischia contemporaneamente sanzioni disciplinari, penali e risarcitorie, senza che l’una escluda le altre.
Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...