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Week-end di giugno su strade e autostrade: cosa bisogna sapere dopo decreto omologazione autovelox e rimborsi pedaggi per code e cantieri

di Alberto Pelletti pubblicato il

Traffico intenso, nuovi controlli autovelox e possibili rimborsi dei pedaggi: le novità di questi weekend di giugno su strade e autostrade italiane tra omologazioni, ricorsi, code, sicurezza e consigli pratici per evitare spiacevoli sorprese.

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I fine settimana di giugno rappresentano tradizionalmente un periodo ad alta intensità di traffico sulle strade e sulle autostrade italiane. Con l’arrivo della stagione calda, milioni di automobilisti e famiglie scelgono di godersi gite fuori porta, soggiorni brevi al mare o escursioni in città d’arte e borghi, determinando un aumento considerevole dei volumi circolanti. In questo scenario, la sicurezza stradale acquisisce nuovo rilievo, specie alla luce delle novità normative per il controllo della velocità e le recenti disposizioni sui rimborsi pedaggi in caso di code o cantieri. Due novità che entrano in vigore pienamente propio da questo sabato e domenica di metà giugno 2026.

Autovelox dopo il nuovo decreto omologazione approvato questa settimana: cosa cambia su strade e autostrade italiane

Negli ultimi mesi il quadro normativo relativo agli autovelox ha subito profonde modifiche con l’entrata in vigore del recente decreto interministeriale, progettato per mettere ordine tra procedure di approvazione, omologazione e impiego dei dispositivi di rilevazione della velocità. Storicamente, la distinzione tra apparecchi "approvati" e "omologati" ha generato contenziosi e una notevole disparità nell’applicazione delle sanzioni su tutto il territorio nazionale. Il nuovo decreto, notificato a Bruxelles e attivo a partire da fine maggio, obbliga che solo i dispositivi inseriti nell’elenco ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risultino abilitati all’accertamento delle infrazioni per eccesso di velocità. I criteri di installazione si sono fatti più stringenti: vengono fissate distanze minime tra dispositivi consecutivi e tra cartellonistica e strumento, diversificati per autostrade, extraurbane, e ambiti urbani. L’obiettivo? Evitare abusività, posizionamenti strategici “a sorpresa” e massimizzare la trasparenza nei confronti degli utenti. Ogni apparecchio deve essere segnalato in anticipo, ben visibile, e regolarmente censito attraverso il portale ufficiale, all’interno della piattaforma telematica nazionale. La validità della sanzione è strettamente vincolata all’iscrizione e alla corrispondenza dei dati tecnici (marca, modello, ubicazione, protocollo di omologazione). Le innovazioni non si fermano qui:

  • sono previsti controlli più rigorosi su software e hardware dei dispositivi
  • sistemi multi-funzione come Tutor o Vergilius adottano ora algoritmi integrati e sensori che consentono di monitorare non solo la velocità media, ma anche il rispetto delle corsie di sorpasso, la massa e comportamenti pericolosi
  • l’automazione è sempre accompagnata da verifica della privacy e della sicurezza dei dati raccolti
Per gli automobilisti, ciò significa che soltanto multe prodotte da apparecchi regolarizzati hanno valore legale. In caso contrario, il verbale è impugnabile e rischia la nullità. Più trasparenza e maggiore sicurezza, ma anche maggiore consapevolezza per chi si mette alla guida nel periodo delle grandi partenze estive.

Verifica di omologazione e approvazione degli autovelox: come difendersi da multe e ricorsi

Il recente decreto di riordino ha chiarito la procedura da seguire per l’abilitazione degli autovelox ma ha anche posto l’accento sulla necessità di accertare, caso per caso, la legittimità delle sanzioni emesse. Il punto centrale resta il rispetto dei requisiti di omologazione. Secondo la giurisprudenza (Cassazione 2024), una multa è valida solo se il dispositivo era omologato e correttamente registrato nell'albo ministeriale; il semplice status di “approvato” non è sufficiente. Per l’automobilista che riceve una sanzione, sono consigliati alcuni passaggi di verifica fondamentali:

  • Controllare nel verbale il tipo di dispositivo, la sua collocazione e il numero di omologazione
  • Consultare l’elenco ministeriale disponibile sul portale ufficiale per confermare la regolare iscrizione dello strumento
  • Verificare la distanza dal cartellone segnaletico e tra postazioni (specie su autostrade ed extraurbane)
  • Accertarsi che vi sia stata la corretta taratura e che i certificati di verifica metrologica siano aggiornati
Se una qualsiasi di queste condizioni non risulta soddisfatta, la sanzione può essere contestata allegando la documentazione (ad esempio foto del tratto, misurazione delle distanze, schermate del registro ministeriale). Associazioni di tutela automobilisti e consumatori raccomandano di non pagare automaticamente una sanzione sospetta, ma di rivolgersi a professionisti se emergono elementi di irregolarità. Negli ultimi due anni numerosi comuni (si veda il caso di Catania o quanto accaduto a Napoli) hanno visto annullare decine di migliaia di verbali e i dispositivi non conformi sono stati spenti dal prefetto o dall’ente competente. Il controllo attento degli atti rappresenta quindi una garanzia di difesa e di rispetto della legalità per chi percorre le principali arterie italiane durante i mesi estivi o festivi.

Rimborsi dei pedaggi per code e cantieri entra realmente in vigore: normativa, limiti e procedure pratiche

La questione dei rimborsi pedaggi in presenza di code, ritardi o cantieri è particolarmente sentita durante i week-end di punta, quando la percorrenza su tratte autostradali può essere compromessa da lavori o traffico eccezionale. La normativa italiana prevede specifiche condizioni in cui il gestore della tratta può essere chiamato a corrispondere un rimborso parziale o totale del pedaggio. In sintesi:

  • Un rimborso può essere richiesto solo se il ritardo è superiore a 15 minuti rispetto al tempo standard previsto secondo le tabelle ufficiali
  • Deve essere dimostrato che la causa del disagio sia riconducibile a cantieri programmati o incidenti rilevanti, non a situazioni ordinarie di traffico
  • È necessario documentare in modo puntuale sia l’entrata sia l’uscita dalla rete autostradale
La procedura solitamente avviene via web, tramite i portali delle concessionarie, oppure inviando apposita richiesta con ricevuta del pagamento o targa del veicolo. Le società di gestione sono tenute a esaminare le richieste e fornire risposta entro termini predeterminati. Tuttavia, non sempre il rimborso è automatico: nei casi di traffico dovuto a esodo o controesodo, le condizioni per la restituzione della somma sono più restrittive. Restano valide le successive facilitazioni per disabili, mezzi di soccorso e veicoli in servizio pubblico. È quindi raccomandabile consultare il regolamento specifico della tratta percorsa e conservare sempre la documentazione relativa al viaggio, come ricevute e transiti telepass, per facilitare ogni eventuale istanza.




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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...