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Megavideo chiuso: Anonymous pronti per nuovi siti per scaricare e attacchi

Nuovi attacchi e nuovo dominio: la vicenda Megavideo



L’Fbi ha chiuso la scorsa settimana Megaupload.com, Megavideo e Megaporn, i siti più importanti di streaming e file sharing su internet, da cui centinaia di migliaia di utenti caricavano e scaricavano film, serie tv e software piratati.

La chiusura di questi siti è stata sentita ovunque, Italia compresa, dove, secondo la FIMI, circa 6 milioni di persone utilizzano i cyberlocker e Megaupload era di il cyberlocker, con circa 1,7 milioni di utenti, contro i 990 mila di eMule.

Arrestato il fondatore Kim Schimtz, che rischia fino a 50 anni di carcere, insieme ad altre persone ma immediate sono state le proteste del web e di Anonymous, gli stessi che hanno violato il database dei tutti gli utenti Sony, sottraendo migliaia di carte di carte di credito e bloccando servizi online di gioco e intrattenimento di Sony per circa 2 mesi, che hanno attaccato il Dipartimento di Giustizia americano, la Universal Music, la RIAA e la MPAA7. Infatti i siti Justice.gov e Universalmusic.com sono andati offline come i siti Riaa.com e Mpaa.org.

Gli attacchi di Anonimous sono seguiti alle dichiarazioni della MPAA (Motion Picture Association of America), favorevole all’oscuramento di Megaupload a protezione della proprietà intellettuale, e della RIAA (Recording Industry Association of America) che ha appoggiato l’arresto del fondatore di Megaupload.

Ma il gruppo sembra non volersi fermare qui: pronti, infatti, attacchi ad altri siti. Intanto, insieme alla protesta di Anonymous, gli stessi responsabili di Megaupload (tra i quali il numero uno Kim Dotcom, tratto in arresto in Nuova Zelanda) hanno annunciato, tramite l’avvocato Ira Rothken, di volersi difendere dalle accuse degli inquirenti.

Il gruppo chiede, in linea con la posizione assunta, secondo cui gli usi del servizio sarebbero semplice responsabilità dell’utenza, la riassegnazione dei domini e la restituzione dei server, così da continuare a portare avanti un’attività considerata lecita.

Ma Megaupload richiede anche la restituzione degli asset sotto sequestro, poiché è con queste risorse che intende finanziare il team legale messo in piedi per tutelarsi di fronte alle accuse.

E nel frattempo, è stato attivato un nuovo dominio, megavideo.bz, che, però, è stato segnalato come sito di phishing. I siti di phishing sono siti che inducono gli utenti a rivelare informazioni personali e finanziarie, spacciandosi spesso per istituzioni affidabili.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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