Prospettive, settori chiave e titoli emergenti nella Borsa italiana per il 2026 secondo Lemanik: analisi dei trend del Ftse Mib, impatto della Tobin Tax e influenze globali.
Il principale indice di Piazza Affari, ovvero il Ftse Mib, ha raggiunto nell'ultimo anno livelli non più visti dalla fine degli anni '90, segnando una crescita vicina al 28% e toccando quota 43.700 punti. Questo nuovo traguardo arriva dopo anni di rialzisti alternati da fasi di volatilità, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, politiche fiscali espansive e cambiamenti nello scenario globale dei consumi.
Tale accelerazione porta a riflettere sulla solidità strutturale del mercato azionario italiano, da sempre contraddistinto da una marcata presenza di titoli finanziari, industriali e utility. I dati più recenti dimostrano come l'interesse degli investitori sia stato sostenuto anche dal rinnovato protagonismo dei fondi attivi, con performance eccezionali come quella di Lemanik Italia Equity, gestito da Andrea Scauri, che ha registrato un balzo di quasi il 50% da inizio anno grazie a scelte strategiche mirate.
Nel corso del 2025, il fondo azionario dedicato all'Italia di Lemanik si è imposto come uno dei veicoli più premiati e performanti nel panorama europeo. Alla base di questa crescita spiccano scelte di asset allocation orientate principalmente su titoli a larga capitalizzazione, capaci di combinare resilienza e rendimento. Gestori come Andrea Scauri hanno saputo cogliere, in particolare, l'opportunità offerta da alcune blue chip di Piazza Affari che, pur già reduci da rally rilevanti, continuano a mostrare spazio di crescita grazie a fondamentali solidi e a piani industriali di lungo periodo ben delineati.
Fra queste, spiccano nomi come Intesa Sanpaolo, Enel, Leonardo e Generali, che hanno saputo reagire prontamente a nuove sfide regolamentari (come la Tobin Tax rafforzata) e alle esigenze di un mercato sempre più selettivo. Il posizionamento tattico di Lemanik si è inoltre avvantaggiato dalla visibilità sugli utili futuri e dalla capacità di questi gruppi di offrire politiche di remunerazione agli azionisti attraverso dividendi elevati e buyback. Questi titoli rappresentano anche un ancora di stabilità nel portafoglio grazie alla loro liquidità e alla capacità di generare flussi di cassa costanti anche in contesti macro incerti.
Non meno rilevante è il fatto che tali scelte siano state supportate da un rigoroso processo di selezione, mirato a privilegiare società con una governance trasparente e strategie ESG concrete, ulteriori fattori premiati dagli investitori istituzionali.
L'introduzione di una versione rafforzata della Tobin Tax, prevista dal governo per arginare fenomeni di speculazione e allineare la tassazione ai trend europei, si prepara a colpire soprattutto i titoli a maggiore capitalizzazione e liquidità del listino. Il provvedimento, che prevede un ampliamento della base imponibile e un intensificarsi della tassazione sulle transazioni finanziarie, costringe banche, assicurazioni e colossi industriali a rimodulare le strategie di medio periodo. Nonostante alcuni timori legati all'aumento delle imposte sulle singole operazioni, l'effetto complessivo sulla tenuta di mercato per i titoli leader sembra inferiore alle attese.
Questo perché molte delle società coinvolte presentano una elevata struttura patrimoniale e hanno mostrato negli anni una spiccata capacità di adattamento ai cambiamenti normativi. Tra i leader più resilienti emergono, secondo il consensus degli analisti, istituti come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Generali, insieme a player industriali (Leonardo, Eni, Stellantis) ed utility (Enel, Snam) che restano attrattivi per investitori interessati al long term e a politiche di dividendo sostenute. Non è escluso che, grazie a una maggiore selettività degli investitori e all'adattamento dei modelli di business, la Tobin Tax possa favorire la rotazione dei portafogli verso titoli con migliore trasparenza sulle fonti di reddito e governance orientata al valore nel tempo.
Secondo la comunità finanziaria, il prossimo anno potrebbe confermare il primato di alcuni settori chiave nel guidare la Borsa italiana. Tra questi, banche e assicurazioni continueranno ad attrarre capitali grazie ai solidi ritorni sul capitale, trainati dalla gestione efficiente degli attivi e dal consolidamento settoriale in atto. Il comparto industriale, dentro cui spiccano aziende della componentistica avanzata e dell'innovazione tecnologica, si distingue per resilienza agli shock globali e capacità di beneficiare della transizione energetica e digitale:
Il forte incremento dei corsi azionari nell'ultimo biennio ha alimentato la cautela tra i principali esperti. Da un lato, la tenuta dei margini d'interesse e la solidità patrimoniale di nomi come Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mps continuano a rappresentare punti di forza, così come le strategie di diversificazione del business nel risparmio gestito e nell'investment banking. Tuttavia, la fine del ciclo di rialzi dei tassi e un possibile rallentamento macroeconomico sollevano interrogativi sui futuri livelli di redditività. Nel segmento assicurativo, Generali e Unipol brillano per la loro capacità di adattamento e per l'efficienza operativa raggiunta, offrendo rendimento elevato e protezione dal rischio inflattivo.
La narrazione delle eccellenze italiane nei settori industriale, tecnologico e della difesa continua a portare valore al listino. Leonardo si conferma leader in Europa nella fornitura di sistemi innovativi, sfruttando il traino della spesa pubblica e l'evoluzione delle tecnologie dual use.
Technoprobe gode di una posizione di quasi monopolio in una nicchia strategica, beneficiando della spinta data dall'AI e dalla crescita della domanda globale di semiconduttori. La capacità di queste aziende di investire in ricerca e di presidiare mercati internazionali rappresenta un tratto distintivo, ma espone anche ai rischi connessi a cicli tecnologici sempre più brevi e necessari aggiornamenti continui.
Le dinamiche dei mercati internazionali incidono profondamente sulle prospettive delle azioni italiane. Da un lato, l'espansione della spesa pubblica negli Stati Uniti, finalizzata sia alla difesa sia alle infrastrutture, contribuisce all'aumento della domanda per prodotti industriali e high-tech, di cui molte aziende tricolore sono fornitori globali. Dall'altro, il rinnovato impegno del governo cinese a stimolare il mercato interno restituisce fiducia ai comparti maggiormente esposti all'export verso l'Asia: lusso, automotive, fashion, oltre ai fornitori di beni di consumo discrezionali come Campari e Ferrari.
Tuttavia, il recente rafforzamento dell'euro ha comportato una minore competitività per le esportazioni europee, soprattutto nei segmenti sensibili al cambio (energia, materiali, alcune filiere della manifattura). Parallelamente, l'aumento delle tariffe USA su alcune categorie di beni e la persistenza dell'incertezza geopolitica suggeriscono agli investitori italiani di diversificare su titoli meno correlati al ciclo statunitense e preferire aziende con un business più europeo o domestico. In questo scenario, l'attenzione degli analisti si concentra sulla qualità del portafoglio ordini, sulla solidità della struttura finanziaria e sulla capacità delle aziende di adattarsi rapidamente alle nuove condizioni di mercato internazionale.
Le società a piccola e media capitalizzazione italiane, a lungo trascurate dagli investitori internazionali per l'esiguità dei volumi e la bassa liquidità, sembrano vivere ora una nuova stagione di attenzione. L'avvio del Fondo Nazionale Strategico Indiretto (Fnsi) e la mobilitazione di capitali pubblici e privati verso le PMI quotate forniscono un sostegno concreto ai migliori business tricolori fuori dal Ftse Mib. Queste iniziative puntano a ridurre il fenomeno dei titoli fantasma, evidenziando realtà solide ma sottovalutate, come Sol, Marino Rosetti e BestBe:
La costruzione di un portafoglio azionario competitivo e resiliente richiede un bilanciamento tra settori ciclici e difensivi, blue chip e titoli a più elevata volatilità. In base agli ultimi trend, gli esperti suggeriscono le seguenti linee guida: