La nuova circolare INPS di aprile 2026 aggiorna il Bonus pensioni per chi sceglie di lavorare oltre i requisiti, illustrando vantaggi, requisiti, istruzioni pratiche, effetti economici e novità rispetto ad altre opzioni.
La nuova circolare INPS di aprile 2026 ha ridefinito i contorni dell’incentivo noto come bonus Giorgetti, destinato ai lavoratori dipendenti che maturano i requisiti per la pensione anticipata ma scelgono di proseguire l’attività lavorativa. Le istruzioni operative aggiornate specificano dettagliatamente condizioni, beneficiari e modalità di richiesta, apportando maggiore chiarezza rispetto alle precedenti versioni della misura. L’intervento normativo si inserisce nel quadro disegnato dalla legge di Bilancio 2026, che persegue una doppia finalità: sostenere le imprese e garantire l’equilibrio della spesa previdenziale. Questa circolare conferma la continuità del bonus per tutto il 2026, offrendo nuove garanzie per i lavoratori prossimi al pensionamento e rappresentando un punto di riferimento affidabile per chi valuta strategie individuali di differimento dell’uscita dal lavoro.
Il cosiddetto bonus Giorgetti è un incentivo economico introdotto per valorizzare la permanenza dei lavoratori che, pur avendo acquisito i requisiti pensionistici per l’anticipo, decidono di rimandare l’uscita dal lavoro. Il meccanismo consente di incassare direttamente in busta paga una somma pari alla quota di contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) normalmente a carico del dipendente, ossia il 9,19% della retribuzione lorda.
Questo importo, peraltro esente da imposizione fiscale, si traduce in un sostanzioso aumento netto dello stipendio mensile. Il bonus rappresenta quindi una scelta di liquidità immediata: somme che verrebbero accantonate per alimentare la futura pensione sono invece riscattate mese per mese, lasciando il lavoratore libero di destinare tali risorse alle proprie esigenze contingenti.
Dal punto di vista della normativa, la misura si è evoluta negli ultimi anni: inizialmente legata alle regole di pensionamento con «Quota 103», dal 2025 si applica anche a chi raggiunge i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. In sintesi, i vantaggi offerti includono:
Per ottenere il bonus, occorre soddisfare precisi requisiti di contribuzione e inquadramento, aggiornati dalla circolare INPS n. 41/2026:
Il funzionamento operativo del bonus si basa su alcune regole cardine illustrate dalla circolare INPS di aprile 2026. Nel dettaglio, una volta maturati i requisiti e dopo aver presentato richiesta, il lavoratore riceve in busta paga l’importo dei contributi IVS che diversamente sarebbero stati versati all’istituto previdenziale.
L’entità dell’incentivo dipende dalla retribuzione lorda e dalla tipologia di rapporto lavorativo:
| Reddito lordo annuo | Aumento annuo lordo stimato | Incremento mensile |
| 25.000 euro | ~2.300 euro | ~190 euro |
| 30.000 euro | ~2.750 euro | ~230 euro |
| 35.000 euro | ~3.200 euro | ~265 euro |
| 45.000 euro | ~4.140 euro | ~345 euro |
| 60.000 euro | ~5.500 euro | ~450 euro |
La procedura per accedere all’agevolazione si articola in pochi passaggi operativi:
L’adozione dell’incentivo ha effetti articolati sia sull’aspetto economico che sulla posizione previdenziale di lavoratori e datori di lavoro. Dal punto di vista del dipendente:
Nel 2026 si registra la definitiva abolizione delle precedenti quote di pensionamento anticipato, quali «Quota 103» e «Opzione Donna», ormai accessibili solo per chi aveva maturato i requisiti negli anni scorsi (diritto cristallizzato). L’unico strumento di flessibilità rimasto per coloro che raggiungono i requisiti a partire dal 2026 è rappresentato dal bonus Giorgetti.
Rispetto alla pensione anticipata tradizionale – che permette di accedere all’assegno senza vincoli anagrafici al raggiungimento di una soglia contributiva elevata – il bonus offre una prospettiva alternativa: rinunciare temporaneamente all’uscita dal lavoro ottenendo un beneficio economico immediato e una maggiore pianificazione in attesa della pensione di vecchiaia. La conferma dell’APE Sociale per il 2026 garantisce invece un canale di uscita preferenziale solo a categorie fragili (caregiver, disoccupati, invalidi e addetti a lavori gravosi), con requisiti e modalità di accesso più stringenti.
L’estensione e il perfezionamento dell’incentivo nel 2026 perseguono obiettivi di sostenibilità per il sistema previdenziale e di incentivazione della permanenza dei lavoratori esperti. Consentendo un differimento flessibile della pensione e offrendo liquidità immediata, la misura alleggerisce la pressione sui conti pubblici e valorizza l’esperienza nei contesti produttivi.
Rinviare l’uscita dal mondo del lavoro, anche solo per uno o due anni, permette di aumentare il flusso di risorse disponibili e di scegliere con maggiore consapevolezza il momento più opportuno per il pensionamento definitivo. Alla luce delle evoluzioni regolamentari e delle prospettive di ulteriore incremento dei requisiti nei prossimi anni, il bonus costituisce uno strumento strategico di pianificazione previdenziale che richiede però attenta valutazione individuale degli effetti sul trattamento futuro.
La dott.ssa Serena Benedetti è un'esperta previdenziale con oltre 15 anni di esperienza nel campo della consulenza e dell'assistenza previdenziale. Laureata in Economia e Commercio, ha dedicato la sua carriera all'analisi delle politiche pensionistiche e alla consulenza su temi legati al welfare e alla previdenza sociale. Grazie alla sua competenza, ha collaborato con diversi...