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Def 2013: le ultime novità. Imu non si cambia. Esodati, cassaintegrazione, precari PA in nuovo Dl

Dopo Def possibile nuovo Dl con le urgenze da risolvere



Il Def 2013 ha stabilito l’Imu sugli immobili una tassa permanente, che sarà cioè sempre pagata. Nel Def inizialmente consegnato dall'Esecutivo erano infatti contemplati due scenari che si differenziavano a partire dal 2015: il primo secondo cui l'attuale regime Imu sia temporaneo e il secondo che rende l'imposta permanente.

Dopo la sollecitazione di Bankitalia, convinta che una tassazione Imu temporanea provocherebbe un peggioramento dei saldi per circa 0,8 punti percentuali del Pil l'anno dal 2015 e, di conseguenza, la necessità di reperire risorse aggiuntive di tale ammontare per raggiungere gli obiettivi programmati, è arrivata la decisione di stabilizzare la tassa sugli immobili.

La scelta sul gettito Imu trova anche d'accordo la Corte dei conti, che conferma come “nell'impostazione del Def non si ravvisino esigenze di nuove manovre correttive dei conti pubblici, se non a partire dal 2015 e condizionate nella dimensione dal mantenimento o meno del gettito Imu”.

A parte l’Imu, ormai fissata dal Def, per le altre questioni da affrontare, e cioè le urgenze sociali di Italia, dalla questione esodati, al possibile congelamento dell’aumento dell’aliquota Iva di luglio, al problema del reperimento fondi per la cassa integrazione in deroga, alla proroga del blocco dei contratti degli statali precari, si potrebbe pensare ad una nuova Manovra, nonostante qualche giorno fa il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, abbia detto che “Non serve una nuova manovra perchè abbiamo un bilancio in pareggio”.

Il futuro governo dovrà trovare da qualche parte le risorse per proteggere quel mezzo milione di lavoratori che, secondo le stime diffuse di recente dalla Cgil, sono in cassa integrazione a zero ore e per salvaguardare questi lavoratori, c'è bisogno di una nuova iniezione di risorse per Cassa integrazione in deroga (cigd) che è stata istituita in via straordinaria negli anni passati per alcune categorie di aziende che non possono accedere alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Altra questione è quella degli esodati, lavoratori che rischiano ancora in migliaia di rimanere senza lavoro e senza pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il