Troppe donne precarie e forte divario tra gli stipendi tra uomini e donna

Le donne rappresentano oltre il 50% dei lavoratori parasubordinati, con percentuali di periodi di permanenza nel precariato che sono oltre il doppio di quelli per i colleghi maschi



Le donne rappresentano oltre il 50% dei lavoratori parasubordinati, con percentuali di periodi di permanenza nel precariato che sono oltre il doppio di quelli per i colleghi maschi.

"I dati ci dicono che la precarieta' e' donna" ha osservato il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, presentando col sottosegretario Rosa Rinaldi il progetto per l'Anno europeo contro le discriminazioni. Il gap tra i due sessi e' molto profondo tenendo conto anche che le donne hanno un livello di istruzione superiore.

"Eppure - ha sottolineato Damiano - la media delle retribuzioni delle donne e' circa la meta' di quella degli uomini: se si calcola che i parasubordinati hanno un reddito annuo di circa 14.000 euro, pari a 1.166 euro lordi mensili, quello delle donne arriva in media a 7.000, cioe' 500 euro lordi mensili, quindi al di sotto della soglia di poverta'".

A questa situazione il governo ha cercato di porre rimedio con l'abbattimento del cuneo fiscale che prevede maggiori vantaggi per le imprese che assumono donne, in particolare nel Mezzogiorno: se infatti lo sconto per l'impresa che assume un lavoratore a tempo indeterminato e' nelle regioni settentrionali di 5.000 euro, nel Sud e' di 10.000 , ma in caso di una donna arriva a 12.000 euro.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il