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Canone Rai 2016: cambiano i vertici e c'è una prima diminuzione ufficiale della pubblicità

Mentre si avvicina il pagamento della prima rata del canone Rai, cambiano le norme su pubblicità e i direttore di rete.




La Rai, per decisione di Palazzo Chigi, farà pagare il canone in bolletta. Solo una parte dell'extragettito ovvero il 66% nel 2016, il 50% nei due anni successivi, sarà incassato da Viale Mazzini. Ma avrà comunque un introito garantito nel bilancio dello Stato. Non si scappa però dalla perdita del 9% degli introiti pubblicitari nel primo semestre 2015, la Rai rispetto al primo semestre 2014, solo parzialmente compensati dal fatto che il prelievo sul canone è stato inferiore. La politica commerciale del servizio pubblico impatta sull'intero mercato. A ogni modo, dal primo maggio, Rai YoYo, canale per bambini, non trasmetterà più spot pubblicitari. E lo stesso percorso potrebbe essere seguito da Rai 5 e Rai Storia.

Il tutto mentre il consiglio di amministrazione Rai ha dato il via libera con sette sì e due no (Arturo Diaconale e Giancarlo Mazzuca) alle nomine dei nuovi direttori proposte dal direttore generale Antonio Campo Dall'Orto. Il parere del cda era consultivo, non vincolante. Direttore di Rai1 è quindi Andrea Fabiano, di Rai2 Ilaria Dallatana, di Rai3 Daria Bignardi, di Rai4 Angelo Teodoli e di RaiSport Gabriele Romagnoli.

"Come previsto la misura che introduce il canone Rai nella bolletta elettrica sta creando difficoltà alle aziende del settore, che ancora non sanno come esigere l'imposta". Ad affermarlo è stato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando l'allarme lanciato da Assoelettrica sulle modalità di riscossione del canone Rai in bolletta. A suo dire, a luglio si scatenerà un vero e proprio caos, con gli utenti e le aziende elettriche impreparate ad affrontare la novità. Per questo motivo, nei prossimi giorni è in programma una riunione tra Ministero dell'Economia, Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia delle entrate, Authority dell'energia e Acquirente unico per sciogliere i nodi.

A quanto parte, i dubbi sono maggiori delle certezze. Il documento presentato al Ministero dello Sviluppo Economico offre una lunga serie di casi in cui l'incertezza regna sovrana: cosa succede, per esempio, se un utente cambia fornitore di energia? E ancora, cosa deve fare un fornitore di energia che attiva la fornitura a un cliente in corso d'anno per esempio a dicembre? Ci sono poi da disciplinare i casi di pagamenti con bollettino postale, le rateizzazioni, i reclami, gli interessi di mora. Qualcuno, forse anche esagerano, non esclude che all'ultimo momento possa saltare tutto perché la decisione di passare dai bollettini postali alla bolletta elettrica sarebbe stata assunta troppo frettolosamente.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il