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Banche e Poste Italiane e relativi conti correnti: le differenze di servizi e costi offerti (ora che le tariffe sono più alte)

di Marcello Tansini pubblicato il

Banche tradizionali, conti online e Poste Italiane: differenze di costi, servizi offerti, sicurezza e digitalizzazione analizzate per orientarsi tra le varie tipologie di conto corrente.

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Se nel 2014 la spesa media annua per mantenere un conto corrente era appena superiore a 80 euro, oggi il costo supera i 100 euro, registrando un aumento superiore al 23%. Questo trend si inscrive in una più ampia trasformazione digitale del settore bancario, accompagnata dalla razionalizzazione delle filiali fisiche e dalla crescita delle commissioni per numerose operazioni. Il trasferimento dei benefici legati alla digitalizzazione non si è tradotto in una reale riduzione dei costi per i clienti, ma ha portato a una loro redistribuzione. In questo momento i costi dei servizi sono aumentati infatti aumentati sia in relazione ai costi per la clientela che ai servizi offerti e di conseguenza è ancora più interessante esaminare i dettagli attuali.

Banche tradizionali, conti online e Poste Italiane a confronto

Nella realtà italiana, convive un'ampia varietà di conti correnti offerti sia da banche che da Poste Italiane. Gli istituti bancari si differenziano tra modelli tradizionali, con sportelli fisici e un'ampia rete di filiali, e banche digitali, concentrate sull'operatività online e la riduzione dei costi. Il conto tradizionale permette l'accesso diretto a operatori e supporto personalizzato, spesso associato però a tariffe più elevate legate ai costi di gestione della rete fisica.

I conti online rappresentano la soluzione più innovativa e conveniente per chi predilige l'autonomia digitale. Sono caratterizzati da canoni bassi o nulli, commissioni ridotte sulle principali operazioni e facilità di apertura e gestione via web o app dedicate. La forte competitività di questa fascia di prodotto deriva dall'assenza dei costi derivanti dalla gestione delle filiali, permettendo di trasferire parte del risparmio al cliente finale.

I conti correnti postali, come BancoPosta, si inseriscono in una posizione intermedia. Gestiti da Poste Italiane, offrono strumenti essenziali per la gestione quotidiana (bonifici, ricezione di stipendi e pensioni, pagamento bollettini, prelievi e pagamenti tramite carte Postamat). Negli ultimi anni, le opzioni digitali offerte da Poste sono cresciute, colmando il divario tecnologico con le banche, pur mantenendo una spiccata preferenza per l'operatività presso gli uffici postali, ancora molto utilizzati da una parte dell'utenza:

Caratteristiche Principali

Banche Tradizionali

Conti Online

Poste Italiane

Presenza fisica

No

Canone medio annuo

Elevato

Basso/Nullo

Intermedio

Servizi accessori

Ampia gamma

Limitati, ma in crescita

Essenziali

Esperienza digitale

Variabile

Estesa

In aumento

Costi di gestione: analisi di spese fisse e variabili

Il costo di un conto corrente si articola tra due voci essenziali: spese fisse e spese variabili. Le prime comprendono il canone annuo, le spese per carte collegate e i pacchetti di servizi inclusi, mentre le seconde sono legate all'operatività, cioè alle commissioni su bonifici, prelievi e altre transazioni eseguite.

Secondo i dati di Banca d'Italia, il canone annuo medio per conti tradizionali si aggira intorno ai 100-120 euro, mentre chi ha aperto un conto online spende circa 30 euro all'anno. I conti postali si posizionano a metà, con una spesa media di poco superiore a 70 euro:

  • Spese fisse: comprendono il canone (incrementato in media del 17,6% dal 2014), eventuali costi per carte di debito/credito e servizi digitali avanzati, e ammontano mediamente a oltre 60 euro nei conti bancari tradizionali.
  • Spese variabili: sono aumentate del 34% nell'ultimo decennio e includono commissioni su prelievi, pagamenti e bonifici istantanei; sono particolarmente incisive per chi effettua numerose operazioni annue.
Le strategie tariffarie degli istituti privilegiano spesso canoni bassi, recuperando però marginalità sulle commissioni per le operazioni correnti. Per esempio, anche pochi centesimi in più su un bonifico o prelievo, a fronte di un utilizzo quotidiano, possono generare differenze significative a fine anno.

I conti online offrono costi generalmente più contenuti grazie all'assenza della rete fisica; tra questi, la presenza di offerte a canone zero o quasi è frequente, specie per nuovi clienti. A differenza dei conti tradizionali, molti prodotti fintech non prevedono spese su specifiche tipologie di operazioni, ma è consigliabile verificare sempre il costo effettivo tramite indicatori di ' quali l'ISC (Indicatore Sintetico di Costo). Nei conti postali, le spese sono più basse rispetto alle classiche banche, ma negli ultimi anni si rileva una crescita costante delle commissioni sia per operatività fisica che digitale, spesso dovuta alla preferenza della clientela per l'utilizzo agli sportelli.

Differenze nei servizi: operatività, strumenti e digitalizzazione

Le funzionalità a disposizione dell'utente variano significativamente tra le diverse tipologie di conto. Le banche tradizionali propongono una rete capillare di servizi: oltre alle principali operazioni di pagamento, permettono l'accesso a prodotti di investimento, prestiti, servizi di domiciliazione per tutte le utenze e rilascio di carte di credito tradizionali.

Al contrario, le banche online prediligono strumenti snelli e orientati alla massima automazione: bonifici, carte virtuali e servizi di home banking semplificati rappresentano il cuore dell'offerta, con una progressiva estensione a servizi più avanzati (come il trading o la gestione patrimoniale) nelle piattaforme più evolute.

I conti correnti di Poste Italiane puntano da sempre sull'essenzialità: sono ideali per chi necessita di ricevere stipendio, pensione, effettuare pagamenti di bollettini e movimenti di base. Tuttavia, la digitalizzazione dell'offerta è ormai una realtà anche per BancoPosta, che consente l'accesso tramite app, rilascio di carte Postamat e servizi di home banking semplificato. Le limitazioni restano nella domiciliazione delle utenze (più restrittiva rispetto alle banche) e nell'assenza di alcune funzioni come investimenti o richieste di credito evolute.

Il grado di innovazione tecnologica e la varietà dei servizi offerti sono quindi tra i principali fattori discriminanti nella scelta.

Sicurezza e garanzie per i depositi: cosa offrono banca e Poste

Un aspetto determinante riguarda la sicurezza dei fondi depositati e le garanzie offerte dagli intermediari finanziari. Le banche aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) assicurano la protezione del capitale fino a 100.000 euro per depositante, come previsto dalle direttive europee (Direttiva 2014/49/UE).

Nei conti correnti postali, la garanzia diretta del FITD non si applica, poiché Poste Italiane non aderisce a tale fondo. Tuttavia, i depositi sono garantiti indirettamente dallo Stato Italiano grazie al controllo pubblico di Poste e della Cassa Depositi e Prestiti. La percezione comune è di un elevato livello di affidabilità, ma chi intende depositare somme >100.000 euro trova nei conti bancari una copertura regolamentata più formale:

  • Banche: copertura assicurata dal FITD fino a 100.000 euro a persona e per ciascun istituto
  • Poste: nessuna adesione al FITD, ma garanzia implicita statale sui capitale investito
Il grado di protezione è quindi elevato in entrambi i casi, sebbene le modalità formali di tutela differiscano. Le valutazioni su quale istituzione garantisca maggior sicurezza dipendono dal proprio profilo di rischio e dall'importo da custodire.

Come contenere i costi e scegliere la soluzione migliore

Per gestire al meglio le spese bancarie e postali, si rende necessario innanzitutto monitorare l'ISC (obbligatorio per legge), che permette un confronto diretto tra le diverse offerte. Le scelte più efficaci includono:

  • Controllo periodico delle condizioni contrattuali: modifiche unilaterali da parte degli istituti sono frequenti, per questo è utile verificare i fogli informativi ogni anno.
  • Portabilità gratuita del conto: la possibilità di trasferire il proprio conto in altro istituto senza costi consente di beneficiare di nuove offerte o promozioni.
  • Movimentazione delle somme: per i grandi patrimoni, frazionare su più istituti permette di restare sotto soglia di garanzia. Limitare il numero di carte e di operazioni agli sportelli riduce i costi variabili.
  • Utilizzo di comparatori online: piattaforme dedicate permettono di confrontare tutte le offerte, evidenziando canoni, commissioni e servizi inclusi.
Mantenere la stessa banca per molti anni può penalizzare il cliente (aumento della spesa annua fino al doppio rispetto ai nuovi conti). La strategia di cambiare banca mediamente ogni due anni o in occasione di promozioni consente risparmi consistenti. Inoltre, la digitalizzazione dei servizi permette di ridurre i costi di gestione senza sacrificare l'accessibilità, soprattutto per chi non necessita della presenza fisica della filiale.

Infine, prelevare solo dagli sportelli della propria banca e prediligere carte di debito, riducendo le carte di credito e prepagate, rappresenta una prassi efficace per contenere le spese accessorie.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...