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Posta elettronica certificata obbligatoria per i professionisti dal 29 novembre

Scade il prossimo 29 novembre il termine per dotarsi di una Pec. A chi è riservata



Scade il prossimo 29 novembre, secondo quanto stabilito dal decreto 185 del 28 novembre 2008 convertito nella legge n. 2 del 28 gennaio 2009, il termine ultimo entro il quale i professionisti, cioè tutti gli iscritti in albi o elenchi professionali come avvocati, ingegneri, architetti, dottori commercialisti e giornalisti, saranno obbligati a dotarsi di una casella di posta elettronica (PEC) che poi dovranno comunicare ai propri ordini e collegi e che dovrebbe rendere più agevoli e sicuri gli scambi di corrispondenza e di documentazione, sia tra i professionisti che tra le imprese e le pubbliche amministrazioni.

Gli iscritti agli albi professionali saranno i primi ad inaugurare nuovi sistemi di informatizzazione e digitalizzazione che il Parlamento e il Governo stanno portando avanti da qualche anno. Le imprese già costituite hanno però ancora due anni di tempo per comunicare al registro delle imprese il loro indirizzo.

Ma in questo processo si registrano ritardi e resistenze anche culturali, con il risultato che le caselle di posta elettronica certificata effettivamente attivate rimarranno a lungo quasi vuote e continueranno a essere utilizzati i sistemi cartacei tradizionali. Ciò significa che la sfida della modernità non è stata accolta appieno dal mondo delle libere professioni.

Ma “un messaggio di posta elettronica certificata altro non è che l'equivalente digitale di una raccomandata con ricevuta di ritorno”, ha spiegato Claudio Tomazzoli, presidente della commissione ingegneri dell'informazione dell'Ordine degli ingegneri di Verona. “Offre quindi la garanzia che il messaggio è stato consegnato e certifica quando questo è avvenuto: una volta che l'e-mail arriva al destinatario, il suo gestore invierà infatti una conferma dell'avvenuta ricezione. Il certificato di spedizione acquisisce quindi valore di prova legale”.

Il gestore di Pec, poi, è obbligato a conservare per 30 mesi la traccia informatica delle operazioni, registrata presso il ministero, dove sarà riproducibile, con lo stesso valore giuridico, in caso di necessità.

Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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