A chi chiedere aiuto e fare denuncia in caso di mobbing sul lavoro secondo leggi 2021

Quando si parla di mobbing sul lavoro si fa riferimento a un lungo elenco di possibili comportamenti, come l'impedimento sistematico e immotivato a notizie e informazioni utili.

A chi chiedere aiuto e fare denuncia in

Mobbing, a chi chiedere aiuto e fare denuncia?

Per chiedere aiuto, il punto di riferimento sono gli sportelli anti-mobbing che sono presenti in tutta Italia. Per fare la denuncia occorre invece farsi affiancare da un avvocato. Ma occorrono prove concrete a supporto delle proprie parole.

Quando si parla di mobbing si fa riferimento ad alcuni comportamenti ben precisi ovvero quelli che mettono in discussione l'integrità psico-fisica del lavoratore. Caratteristica di fondo è la ripetitività contro una stessa persona da parte del datore di lavoro o di uno o più colleghi.

Non è sufficiente un singolo episodio isolato per fare riferimento al mobbing. In tutti i casi non va sottovalutato perché le conseguenze non sono appunto solo sullo svolgimento dei compiti lavorativi in sé ma incidono anche sulla salute fisica e mentale.

Di conseguenza è importante per il lavoratore sapere che c'è sempre qualcuno a cui si può rivolgere per chiedere aiuto e che c'è una procedura ben precisa da seguire per presentare denunci. Vediamo meglio:

  • Mobbing, a chi chiedere aiuto e fare denuncia
  • Quando si può fare denuncia per mobbing sul lavoro

Mobbing, a chi chiedere aiuto e fare denuncia

Nelle circostanze di mobbing la prima figura è quella del mobbizzato ovvero la vittima. Finisce per trovarsi in una posizione di isolamento senza apparente via d'uscita. Per il mobbizzato è quindi fondamentale poter contare su una figura di riferimento a cui chiedere aiuto.

Il mobber è l'aggressore, che può agire da solo o con altri lavoratori. Quasi sempre pianifica le azioni con una strategia ben precisa finalizzata all'isolamento della persona presa di mira.

Ma non vanno dimenticati gli spettatori ovvero i colleghi che non sono coinvolti direttamente nel mobbing ma che lo vivono, lo percepiscono e ne sono direttamente o indirettamente a conoscenza.

Per chiedere aiuto, il punto di riferimento sono gli sportelli anti-mobbing che sono presenti in tutta Italia. Sono in grado di fornire l'assistenza necessaria per inquadrare la situazione e consigliare su come reagire. Per fare la denuncia occorre invece farsi affiancare da un avvocato.

Ma, come fanno presenti gli stessi sportelli anti-mobbing, occorrono prove concrete a supporto delle proprie parole. In particolare i documenti da cui risulta l’intento persecutorio del datore o di un collega, la testimonianza di altri lavoratori, i certificati medici che attestano il danno fisico o psicologico, o entrambi.

Quando si può fare denuncia per mobbing sul lavoro

Quando si parla di mobbing sul lavoro si fa riferimento a un lungo elenco di possibili comportamenti, come l'impedimento sistematico e immotivato a notizie e informazioni utili all'attività lavorativa o la marginalizzazione rispetto a iniziative formative di riqualificazione e di aggiornamento professionale.

Si fa riferimento a mobbing anche nel caso di negazione continua di permessi e ferie o atti vessatori indirizzati alla sfera privata del lavoratore, consistenti in discriminazioni sessuali, di razza, di lingua e di religione. Stessa cosa per attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi, e comunque atti a provocare seri disagi in relazione alle condizioni fisiche e psicologiche del lavoratore.

Si può fare denuncia per mobbing sul lavoro anche nei caso di esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo nei confronti del lavoratore, idonee a produrre danni o seri disagi e di azioni sanzionatorie pretestuose, contestazioni disciplinari, abuso visite fiscali o di idoneità. Il lavoratore può contestare pure l'attribuzione di compiti dequalificanti in relazione al profilo professionale posseduto e minacce o atteggiamenti tendenti a intimorire e avvilire, anche in forma indiretta.

Mobbing sono anche critiche immotivate e atteggiamenti ostili o svuotamento delle mansioni e delegittimazione dell'immagine anche di fronte a colleghi o superiori. Non cambia l'accusa che il lavoratore può muovere nei confronti del datore oppure di un collega per calunnie sistematiche o maltrattamenti verbali e offese personali oppure per pressioni o molestie psicologiche.

Tutte queste circostanze rientrano nella definizione di mobbing per cui il lavoratore può chiedere aiuto ovvero sostegno psicologico e allo stesso tempo presentare formale denuncia. Sono comunque escluse le situazioni indotte dalle dinamiche psicologico relazionali comuni sia agli ambienti di lavoro sia a quelli di vita e sia fattori organizzativo e gestionali legati al normale andamento del rapporto di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il