Le regole di pagamento dell’addizionale regionale indicano chi è soggetto al pagamento dell’imposta e chi., al contrario, ne è esente, stabilendo criteri di calcolo specifici che dipendono poi dalle diverse aliquote di versamento stabilite dalle singole regioni.
Cos’è l'addizionale Irpef regionale e chi la deve pagare? I contribuenti italiani sono soggetti ad un sistema di tassazione complesso e anche ‘pesante’, considerando che costa abbastanza pagare le tasse in Italia.
Insieme all’Irpef nazionale, le cui aliquote di tassazione (al momento tre) sono valide per i cittadini di tutto il territorio italiano, si devono ogni anno pagare anche le cosiddette addizionali locali, vale a dire Irpef regionale e Irpef comunale.
La prima rappresenta una quota tributaria aggiuntiva all'Irpef dovuta dal contribuente, sia che si tratti di un lavoratore dipendente, sia che si tratti di un lavoratore autonomo o libero professionista, sia che si tratti di un pensionato.
L’addizionale Irpef regionale deve essere pagata dai contribuenti già soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), una volta sottratte le detrazioni fiscali e il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero.
Sono, invece, esenti dal pagamento dell’Irpef regionale coloro che:
Il costo annuale dell’Irpef regionale non è uguale per tutti i cittadini ma varia in base all’aliquota di pagamento che viene decisa da ogni singola regionale.
L’aliquota base dell’addizionale è pari all’1,23% sull’intero territorio nazionale e può essere maggiorata dalla singola Regione tra l’1,23% e il 3,33%.
L’importo dovuto può variare, dunque, e anche di molto da regione a regione ma generalmente è di qualche centinaia di euro all’anno.
Inoltre, le Regioni a statuto ordinario possono adottare aliquote differenziate in base agli scaglioni di reddito e prevedere detrazioni in favore dei nuclei familiari.
Le Regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e Bolzano possono, invece, aumentare l’aliquota base fino ad un massimo di 1 punto.
L’addizionale Irpef regionale dell’anno di imposta di riferimento viene trattenuta nelle buste paga dei lavoratori dipendenti ogni mese.
Per i pensionati, viene trattenuta sull’assegno mensile l'anno successivo a quello cui si riferisce e viene suddivisa in 11 rate, dal mese di gennaio a quello di novembre.
I lavoratori autonomi e liberi professionisti la pagano in sede di pagamento di tasse dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi.
L’Irpef regionale si calcola considerando l’aliquota di riferimento, che è quella stabilita dalla regione in cui il soggetto ha la residenza al primo gennaio dell’anno di riferimento, e da applicare poi sul reddito imponibile ai fini fiscali, al netto degli oneri deducibili.
Chiaramente, come spiegato, dunque, tutto dipende dall’aliquote dell’imposta da applicare per il calcolo.
Attualmente, per esempio, in Emilia Romagna è aumentata l'addizionale regionale per gli ultimi due scaglioni di reddito dai 28mila euro in su.
In particolare, è stata ridotta la maggiorazione prevista per il terzo scaglione di redditi, per cui rispetto al +1% annunciato per il triennio 2025-2027, viene rimodulato con un aumento dello 0,9% per il 2025, 0,75% per il 2026 e 0,6% per il 2027, mentre per lo scaglione di reddito oltre i 50 mila euro, l’aumento è dello 1,06%.