Come farsi fare certificato medico continuazione malattia. Tempi da rispettare e quando farlo

Quali sono casi e procedure per la presentazione del certificato medico di continuazione della malattia: tutto quello che c’è da sapere e chiarimenti

Come farsi fare certificato medico continuazione malattia. Tempi da rispettare e quando farlo

Quando si fa il certificato medico di continuazione della malattia?

Il certificato medico di continuazione della malattia deve essere fatto dal proprio medico curante, e da lui inviato sia a datore di Lavoro e sia all’Inps, sia nei casi di prosecuzione di un evento di malattia già in corso, Continuazione, sia nel caso in cui la malattia si ripresenti, Ricaduto, dopo un breve periodo di ritorno a lavoro costringendo il lavoratore ad assentarsi nuovamente.

 

Quando ci si assenta dal lavoro per malattia, come da legge previsto, è necessario inviare entro due giorni il certificato medico in via telematica rilasciato dal proprio medico, che si occupa della trasmissione del certificato. a seguito di visita sia al datore di lavoro sia all’Inps. Il certificato medico riporta diagnosi e prognosi della malattia con relativa indicazione dei giorni in cui il lavoratore sarà assente dal lavoro. Ma cosa fare se il periodo della malattia deve proseguire? Come si fa il certificato medico per continuazione di malattia?

  • Certificato medico continuazione malattia come fare
  • Certificato medico continuazione malattia tempi da rispettare
  • Certificato medico continuazione malattia quando farlo

Certificato medico continuazione malattia come fare

Quando il lavoratore è già in malattia ma per la guarigione totale ha bisogno di più giorni di riposo rispetto a quelli indicati dal certificato medico inviato al datore di lavoro appena ammalatosi, per continuare la malattia deve presentare a datore di lavoro e Inps il certificato medico di continuazione della malattia.

In caso di continuazione della malattia dopo la data di scadenza della prognosi, il lavoratore deve farsi certificare dal medico la continuazione malattia. In caso di richiesta di certificato di continuazione della malattia, il medico che fa il certificato di malattia deve riportare se si tratta di continuazione del precedente evento morboso, e in tal caso deve barrare la casella Continuazione, o se si tratta di ricaduta della stessa malattia dopo un breve periodo di rientro a lavoro, barrando in tal caso la casella Ricaduta.

Stando a quanto spiegato dall’Inps, se la ricaduta della malattia avviene entro 30 giorni dal rientro al lavoro, quindi da quando si è concluso il precedente evento, i nuovi giorni di assenza vengono considerati come una continuazione della precedente malattia e non come un nuovo evento di malattia.

Nel caso di ricaduta, la retribuzione da utilizzare come base per il calcolo dell’indennità giornaliera è la stessa usata per il calcolo dell’indennità dell’evento precedente e, considerando che in base alla durata dell’evento la percentuale di indennità varia, dal 50% al 66,66%, bisogna sommare i giorni delle due malattie per calcolare il raggiungimento del ventesimo giorno da cui l’importo dell’indennità è elevata.

Certificato medico continuazione malattia tempi da rispettare

Una volta richiesto al proprio medico curante il certificato medico di continuazione della malattia, che deve essere trasmesso nelle stesse modalità del primo certificato inviato a datore di lavoro e Inps, lo stesso medico deve inviarlo telematicamente rilasciando al lavoratore un numero di protocollo da comunicare al datore di lavoro e proprio grazie al numero di protocollo il datore di lavoro può consultare il certificato medico e sapere la durata della malattia.

Anche per il rilascio del certificato di continuazione della malattia a lavoro i tempi devono essere immediati, in modo che non si verifichino buchi tra la data in cui termina il primo certificato e la data di inizio del certificato di continuazione di malattia. Se, infatti, il lavoratore non effettua per tempo la visita dal proprio medico e quest’ultimo non ha la possibilità di verificare lo stato di malattia per tempo, non può fare un certificato medico di continuazione di malattia tra il primo e il secondo evento, creando così dei buchi.

Se si verificano giorni di assenza ingiustificata a lavoro a causa di un ritardo di invio del certificato medico di continuazione della malattia, il lavoratore rischia anche il licenziamento. Il consiglio, dunque, nel caso di proseguimento della malattia, è quello di recarsi dal proprio medico per un nuovo certificato di continuazione della malattia qualche giorno prima della data di scadenza della malattia riportato sul primo certificato di malattia inviato.

Certificato medico continuazione malattia quando farlo

Alla luce di quanto sopra spiegato, dunque, il certificato medico di continuazione della malattia deve essere fatto sia nei casi di prosecuzione di un evento di malattia già in corso, Continuazione, sia nel caso in cui la malattia si ripresenti, Ricaduto, dopo un breve periodo di ritorno a lavoro costringendo il lavoratore ad assentarsi nuovamente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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