Conto corrente bloccato per indagini. Quando avviene e cosa si deve fare per difendersi

La prima cosa da sapere Ŕ il vero motivo che ha portato al congelamento dell'operativitÓ. Si pu˛ infatti trattare di un'operazione preventiva e tutelare.

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Come difendersi dalle indagini che bloccano il conto corrente?

Bisogna presentare domanda al giudice dell'esecuzione con cui chiedere la sospensione del pignoramento. Bisogna farlo entro 20 giorni dalla notifica di pignoramento. Ma solo nel caso di contestazione per vizi di forma poiché se l'indice è puntato contro i vizi di sostanza vengono a cadere tutti i vincoli. E in ogni caso è indispensabile che il giudice dell'esecuzione condivida le ragioni del contribuente.

Immaginiamo che da un giorno all'altro non riusciamo più ad accedere al conto corrente. Non possiamo effettuare prelievi e né bonifici, controllare il saldo o verificare la lista dei movimenti. Insomma, l'intera operatività è bloccata? Cosa fare? E quando avviene?

La ragione più frequente potrebbe essere l'avvio di un'attività di controllo da parte dell'amministrazione finanziaria con il sospetto di evasione fiscale. Ma se questa è la motivazione più frequente, altre circostanze sono l'impedimento della crescita di debito, l'insolvenza del correntista, il sospetto di riciclaggio di denaro, il pignoramento.

La prima cosa da sapere è quindi il vero motivo che ha portato al congelamento dell'operatività. Si può infatti trattare di un'operazione preventiva e tutelare, anche se quando si arriva a questo livello è verosimile credere che lo stato delle indagini sia già in una fase avanzata che ha portato a un'azione di questo tipo.

Analizziamo allora come inquadrare la situazione del blocco del conto corrente e quali sono i passi successivi da fare. Più esattamente

  • Conto corrente bloccato, quando avviene e motivi
  • Cosa si deve fare per difendersi dalle indagini

Conto corrente bloccato, quando avviene e motivi

Il blocco del conto corrente può avvenire per molteplici motivi tra cui per ragioni legate all'antiriciclaggio. Nel caso di controlli da cui emerge la mancata attivazione delle procedure da parte del correntista ovvero la compilazione di un questionario sui dati sensibili associato all'aggiornamento di un documento di identità, ecco che il rischio del congelamento del conto corrente diventa reale.

Guai in vista anche in caso di debiti con il fisco. Scatta infatti il pignoramento diretto ovvero senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. Naturalmente occorre che in precedenza l'Agenzia delle entrate abbia inviato una cartella esattoriale a cui il contribuente non ha dato seguito nei 60 giorni previsti dalla legge.

Legato a questo caso c'è quello dei debiti nei confronti di privati o di imprese poiché un'ordinanza può prevedere il pignoramento del conto corrente fino all'estinzione della somma accumulata. Attenzione quindi ai controlli da cui emerge che il conto è in rosso.

La banca può infatti impedire che venga speso denaro che non è depositato attraverso strumenti con carta di credito, bancomat o assegni. In qualche modo si tratta anche di una forma di tutela nei confronti del correntista per non peggiorare la situazione.

Cosa si deve fare per difendersi dalle indagini

Dal punto di vista tecnico, il conto corrente viene bloccato dalla banca per tutelarsi dai rischi di insolvenza in seguito a un'ordinanza dell'autorità giudiziaria. Come fare a difendersi e a riacquisire l'operatività. Il caso più semplice è quello del blocco in seguito a uno scoperto perché è sufficiente rimpinguare il conto, magari con un giroconto, per ripristinare la normalità.

Se di mezzo c'è il pignoramento dell'Agenzia delle entrate la situazione è più complessa perché bisogna pagare il debito entro 60 giorni dalla notifica del pignoramento oppure, se la cifra è elevata, chiedere il versamento a rate, con la prima da corrispondere subito l'eventuale accettazione dell'istanza.

E se invece l'operazione è considerata illegittima, come difendersi? Bisogna presentare domanda al giudice dell'esecuzione con cui chiedere la sospensione del pignoramento. Occorre farlo entro 20 giorni dalla notifica di pignoramento.

Ma solo nel caso di contestazione per vizi di forma poiché se l'indice è puntato contro i vizi di sostanza vengono a cadere tutti i vincoli. E in ogni caso è indispensabile che il giudice dell'esecuzione condivida le ragioni del contribuente.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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