Cosa posso fare se mi mancano da 1 a 5 anni di contributi per andare in pensione

Sono numerose le soluzioni se mancano tra 1 a 5 anni di contributi per il raggiungimento della pensione sia anticipata che normale

Cosa posso fare se mi mancano da 1 a 5 a

Cosa posso fare se mi mancano da 1 a 5 anni di contributi per andare in pensione?

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, se mancano da 1-5 anni di contributi per andare in pensione è possibile optare tra tre soluzioni in particolare che sono presentare richiesta di versamento dei contributi volontari, a patto di soddisfare le specifiche condizioni richieste, chiedere riscatto dei contributi o chiedere la Naspi se si resta senza occupazione per coprire fino massimo a due anni di contributi.
 

Cosa fare se mancano da 1 a 5 anni di contributi per andare in pensione? Le leggi italiane per andare in pensione sono molto chiare: è necessario raggiungere una determinata soglia anagrafica e maturare specifici anni di contributi per avere diritto alla pensione finale.

In particolare, per andare in pensione di vecchiaia i requisiti richiesti sono di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, mentre per andare in pensione anticipata bisogna maturare 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi di contributi per le donne a prescindere dall’età. Non è, dunque, necessario raggiungere alcun requisito anagrafico insieme a quello contributivo per andare in pensione anticipata. Il problema sorge quando ai lavoratori mancano anni di contributi per maturare la pensione finale e ci si chiede come colmare buchi contributivi.

  • Contributi volontari se mancano da 1 a 5 anni di contributi per andare in pensione 
  • Chiedere Naspi per disoccupazione se mancano da 1 a 5 anni di contributi per pensione 
  • Chiedere riscatto se mancano da 1-5 anni di contributi per la pensione


Contributi volontari se mancano da 1 a 5 anni di contributi per andare in pensione 

Una delle soluzioni se mancano da 1-5 anni di contributi per andare in pensione è quella di versare contributi volontari. I contributi volontari sono versamenti Inps che permettono al lavoratore con periodi contributivi scoperti sia di maturare il diritto alla pensione e sia utili ai fini del calcolo della pensione finale. Si tratta, però, di una tipologia di versamenti contributivi che non è possibile per tutti.

Secondo quanto previsto dalle leggi in vigore, infatti, possono versare contributi volontari i lavoratori che soddisfano le seguenti condizioni:

  • aver maturato almeno 5 anni di contributi;
  • aver maturato 3 anni di contributi negli 5 anni prima precedenti la presentazione di richiesta di versamento dei contributi volontari;
  • essere disoccupati o in mobilità.

Per il versamento dei contributi volontari per la pensione all’Inps bisogna presentare, infatti, apposita domanda all’Inps nelle seguenti modalità:

  • o direttamente online tramite sito Inps accedendovi con il proprio Pin Inps;
  • o contattando il numero verde Inps all’803164 gratuito da rete fissa o allo 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico; 
  • o rivolgendosi a Caf e patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto.

Per versare i contributi volontari per coprire da 1 a 5 anni di contributi mancanti per la pensione bisogna presentare domanda all’Inps e, se la domanda viene accettata, l’autorizzazione vale dal primo sabato successivo alla data di presentazione della domanda, mentre per lavoratori autonomi, commercianti e artigiani, vale dal primo giorno del mese in cui è stata presentata la domanda.

Il versamento da 1-5 anni dei contributi volontari all’Inps si può effettuare nelle seguenti modalità:

  • o pagando direttamente online sul sito dell’Inps, anche usando la carta di credito;
  • o con bollettino MAV (Pagamento mediante avviso), che può essere pagato in una qualsiasi banca senza commissioni aggiuntive;
  • o contattando il numero verde Inps e fornendo il numero della carta di credito.


Chiedere Naspi per disoccupazione se mancano da 1 a 5 anni di contributi per pensione 

Se mancano da 1-5 anni di contributi per la pensione per disoccupazione è possibile richiedere l’indennità di disoccupazione Naspi, considerando, però, che si tratta di una indennità che coprirebbe con contributi figurativi fino ad un massimo di due anni.

Chi chiede, infatti, la Naspi per la disoccupazione può usufruirne per 24 mesi al massimo e durante tale periodo l’Inps riconosce contributi figurativi che contribuiscono sia a raggiungimento del diritto alla pensione finale e sia al calcolo della pensione finale. 


La Naspi per la disoccupazione viene riconosciuta a chi è in totale stato di disoccupazione e soddisfa tutti i requisiti richiesti per poter presentare domanda per la Naspi e, durante il periodo di percezione di tale indennità, il lavoratore disoccupato percepisce i contributi figurativi che concorrono a raggiungimento e calcolo della pensione finale.

La domanda per avere l’indennità di disoccupazione Naspi deve essere presentata all’Inps dal soggetto che resta senza lavoro e che deve soddisfare una serie di condizioni per poter usufruire della indennità. In particolare, come confermato dalle leggi attuali, la Naspi per la disoccupazione se:

  • sono state prestate negli ultimi 12 mesi precedenti la richiesta di Naspi almeno 30 giorni di lavoro effettivo;
  • si è in totale stato di disoccupazione involontaria, o per licenziamento o dimissioni per giusta causa;
  • sono state maturate almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni prima del licenziamento;
  • si presenta la DID, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, al centro per l’impiego;
  • si aderisce a programmi di ricerca attiva di un nuovo lavoro o iscriversi a corsi di formazione o specializzazione professionale.

Chiedere riscatto se mancano da 1-5 anni di contributi per la pensione

Altro sistema che permette di coprire da 1-5 anni di contributi che mancano per la pensione è quello di richiesta del riscatto contributivo. Le leggi in vigore permettono, infatti, di chiedere il riscatto di contributi per determinati periodi di tempo che sono:

  • maternità;
  • periodi di lavoro prestato all’estero;
  • corso legale di laurea, con riscatto sia ordinario che agevolato;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi precedenti al primo aprile 1996;
  • periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;
  • periodi di lavoro militare;
  • periodi non lavorati e privi di contribuzione successivi al 31 dicembre 1996.

Se mancano da 1-5 anni di contributi per la pensione si può chiedere di riscattare gli anni necessari ai fini pensionistici, valutandone, però, la convenienza, considerando che il riscatto contributivo è sempre oneroso e a volte i costi possono diventare anche alti. Se, però, gli anni di contributi mancanti alla pensione non si possono coprire in altro modo, allora il riscatto potrebbe essere una strada, a condizione che si chieda solo per i periodi sopra riportati.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il