Le pensioni e il Tfr cambiano per i dipendenti privati, e ad ogni rinnovo contrattuale. Con i nuovi contratti, infatti, generalmente aumentano le retribuzioni e su tali aumenti iniziano ad essere calcolati i contributi previdenziali ai fini pensionistici e le quote di Tfr spettanti.
Le pensioni e il Tfr cambiano quando si rinnovano i contratti nazionali Ccnl così come accade per gli statali? Il calcolo delle pensioni finali e delle quote da accantonare annualmente a lavoro di Tfr, Trattamento di Fine rapporto, che viene poi liquidato solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro (per qualsiasi motivo esso avvenga) dipende dallo stipendio percepito da ogni singolo dipendente privato.
Gli stipendi dei lavoratori dipendono, a loro volta, dai Ccnl di inquadramento, e relativo Livello, nonché dai successivi rinnovi.
Esattamente come accade per i dipendenti statali, anche per i privati le pensioni e il Tfr cambiano ad ogni rinnovo contrattuale.
Con i nuovi contratti, infatti, le retribuzioni variano e su tali variazioni iniziano ad essere calcolati i contributi previdenziali ai fini pensionistici e le quote di Tfr spettanti.
I rinnovi contrattuali cambiano, dunque, la base imponibile sia per i contributi, prevedendo un maggior versamento alla previdenza, che per il calcolo del Tfr, che, con la rivalutazione annua anche, continua ad aumentare per assicurare a fine carriera al lavoratore un bel gruzzoletto.
Le pensioni e il Tfr dei dipendenti privati al momento dei rinnovi dei Contratti nazionali di lavoro Ccnl cambiano, generalmente aumentando in entrambe i casi.
E il motivo è semplice: con gli incrementi degli stipendi (che possono essere più o meno alti, a seconda anche degli andamenti economici contemporanei) che vengono riconosciuti ad ogni rinnovo, bisogna sempre adeguare sia i calcoli pensionistici che quelli del Trattamento di fine rapporto.
Il principio è, dunque, che più si guadagna, più si paga di contributi e maggiore sarà l’importo della pensione. Più è alto lo stipendio, maggiore è la quota di Tfr che si riuscirà a mettere da parte.
E ciò avviene, chiaramente, per tutti i dipendenti assunti con specifici Ccnl, a prescindere dagli inquadramenti professionali, dalle mansioni svolte, dagli anni di anzianità e servizio maturati a lavoro.
Tradotto in termini pratici, i rinnovi dei Ccnl sono molto convenienti e vantaggiosi per tutti i dipendenti (tanto privati quanto statali) perché non aumentano solo gli stipendi ma, conseguentemente ad essi, implicano anche incrementi dei versamenti contributivi utili alla pensione finale e per il Tfr spettante al termine del lavoro.