Per quali motivi e dopo quanto tempo scatta pignoramento stipendio, conto corrente o casa

Le norme relative al pignoramento sono molto elaborate e prevedono un iter procedurale ben preciso nel caso di coinvolgimento di stipendio, conto corrente o casa.

Per quali motivi e dopo quanto tempo sca

Pignoramento stipendio, conto corrente o casa, quando scatta?

Il pignoramento dello stipendio può scattare nel caso di debiti fiscali o cartelle esattoriali in arretrato. In pignoramento del conto corrente può scattare nel caso di debiti nei confronti di un creditore. L'Agenzia delle entrate può pignorare un immobile se il debito pari ad almeno 20.000 euro.

Non c'è dubbio che il pignoramento sia uno dei provvedimenti più drastici che travolge il debitore. Dal punto di vista operativo, l’ufficiale della riscossione notifica il verbale del pignoramento al debitore. Il pignoramento non può essere eseguito prima dei 60 giorni dalla notificazione della cartella di pagamento e perde efficacia dopo 200 giorni senza l'effettuazione del primo incanto.

Altro passaggio procedurale importante riguarda la custodia di titoli di credito o degli oggetti preziosi che è nelle mani del debitore o del Comune. L'agente della riscossione può fare riferimento agli uomini della Guardia di finanza per eseguire il pignoramento, nella scelta dei beni da occorre preferire i contanti, gli oggetti preziosi e i titoli di credito. Vediamo quindi più specificatamente in questo articolo:

  • Pignoramento stipendio, per quali debiti può scattare

  • Pignoramento conto corrente, per quali debiti può scattare

  • Pignoramento casa, per quali debiti può scattare

Pignoramento stipendio, per quali debiti può scattare

Il pignoramento dello stipendio può scattare nel caso di debiti fiscali o cartelle esattoriali in arretrato. Anche senza bisogno del giudice nel caso di mancato pagamento della rata di un finanziamento ricevuto. Ad attivare la procedura dell'esecuzione forzata è il creditore che può arrivare a richiedere il pignoramento dello stipendio del debitore. Quest'ultimo riceve prima un atto di precetto con cui viene invitato a regolarizzare la propria posizione entro 10 giorni.

Se non provvede a farlo, gli viene recapitato l'atto di pignoramento ovvero un prelievo forzato sulla busta paga fino a un quinto dello stipendio. Nel dettaglio, il pignoramento è pari a un quinto se la busta paga è superiore a 5.000 euro, a un settimo se è compresa tra 2.501 e 5.000 euro e a un decimo se è inferiore a 2.500 euro. In buona sostanza, maggiore è lo stipendio e maggiore è la percentuale che può essere prelevata.

Pignoramento conto corrente, per quali debiti può scattare

In pignoramento del conto corrente può scattare nel caso di debiti nei confronti di un creditore o di chi ha contratto debiti nei confronti di un soggetto terzo. Si tratta di una delle possibilità che si aggiunge anche al pignoramento di immobili, come vedremo meglio nel paragrafo successivo.

Nel caso di mancato pagamento dei debiti può essere pignorato fino a un massimo del 50% delle somme e dei beni depositati o investiti in banca o alle poste, ma solo se il conto corrente di un familiare o di un parente è cointestato.

Il debitore ha la possibilità di prelevare le restanti somme se il cointestatario non si oppone. Nel caso in cui il titolo esecutivo sia costituito da una cambiale, un assegno o un atto pubblico notarile, come un mutuo con la banca, la notifica del precetto non è preceduta dalla notifica del titolo esecutivo.

Pignoramento casa, per quali debiti può scattare

Norme alla mano, l'Agenzia delle entrate può pignorare un immobile se il debito pari ad almeno 20.000 euro. Ciò non comporta che l'abitazione venga messa all’asta o pignorata. Ma attenzione, la casa non può essere pignorata se è la sola posseduta ovvero se il debitore non è intestatario di altri immobili. Allo stesso tempo, la casa deve avere destinazione catastale abitativa e non essere un bene di lusso. In pratica non deve essere accatastata nella categoria A8 (abitazioni in ville) o A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Il pignoramento della casa può scattare anche nel caso di una multa non pagata. A condizione che il debito sia maggiore di 120.000 euro. Se il debitore non ha chiesto una dilazione o pagato una parte del debito sino a portarla sotto la soglia di 120.000 euro. Se l'agente della riscossione dell'Agenzia delle entrate ha iscritto ipoteca almeno 6 mesi prima. Se la somma del valore degli immobili di proprietà del debitore deve superare 120.000 euro. E se l'Agenzia delle entrate non può in alcun caso pignorare la casa se è non si tratta della sola abitazione di proprietà e di sua residenza.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il