Periodo di comporto quando si azzera secondo leggi e contratti nazionali 2021

Periodo di comporto quando si azzera secondo leggi e contratti nazionali 2021

Periodo di comporto quando si azzera sec

Azzeramento periodo di comporto 2021, quando avviene?

Per comprendere quando si azzera il periodo di comporto dobbiamo tenere conto della distinzione tra periodo secco o per sommatoria. Nel primo caso è determinato con riferimento alla durata di un singolo evento di malattia; nel secondo sono compresi nel conteggio tutti gli eventi di malattia nel periodo di riferimento. Di conseguenza nel primo caso, cessata la malattia, il periodo di comporto si azzera. Nel secondo invece le giornate di malattia di ogni singolo evento devono essere sommate.

Si chiama periodo di comporto quella fascia temporale in cui il lavoratore in malattia non può essere licenziato. Ma come è facilmente intuibile, questo periodo non è illimitato e, arrivati a un certo punto si azzera. Le norme sull'azzeramento sono particolareggiate e tengono conto di numerosi aspetti che analizziamo in questo articolo.

La durata del periodo di comporto è disciplinato dai Contratti collettivi nazionali di lavoro (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici) e di conseguenza è variabile.

Solo con l'esaurimento del periodo di comporto, il lavoratore perde lo scudo della malattia e il datore di lavoro riacquisisce il potere del licenziamento. In ogni caso, l'allontanamento definitivo del dipendente non è automatico poiché è sempre rimesso alla volontà dello stesso datore di lavoro.

In ogni caso è bene sapere che il periodo di comporto non protegge il lavoratore dal licenziamento in tutti i casi. In alcune circostanze può infatti perdere il proprio posto.

Sono quattro in particolare le situazioni che possono condurre al licenziamento: conclusione del periodo del rapporto di lavoro a tempo determinato, sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa, completa cessazione dell'attività aziendale, giusta causa.

Si intuisce facilmente che la materia si presta con molta facilità a rappresentare un motivo di conflitto tra azienda e dipendente. Ecco quindi che più volte i giudici sono stati coinvolti nel risolvere controversie. Vediamo quindi

  • Azzeramento periodo di comporto, quando avviene
  • Periodo di comporto nei vari Ccnl 2021

Azzeramento periodo di comporto, quando avviene

Per comprendere quando si azzera il periodo di comporto dobbiamo tenere conto di uan doppia fondamentale distinzione, quella tra periodo secco o per sommatoria. Più esattamente

  • periodo di comporto in malattia secco: è determinato con riferimento alla durata di un singolo evento di malattia da parte dello stesso lavoratore
  • periodo di comporto in malattia per sommatoria: sono compresi nel conteggio tutti gli eventi di malattia che si sono complessivamente verificati nel periodo di riferimento

Di conseguenza nel primo caso, cessata la malattia, il periodo di comporto si azzera. Nel secondo invece le giornate di malattia di ogni singolo evento devono essere sommate. Il lavoratore conserva comunque una scappatoia rispetto al rischio di licenziamento al termine del periodo di comporto.

Può infatti chiedere al datore di lavoro - subito prima della fine del periodo di comporto per malattia e non successivamente - di trasformare le giornate di assenza per malattia in giornate di ferie. Le condizioni sono due: il datore di lavoro deve accettare e il dipendente deve averne maturate e non completamente fruite.

Allo stesso tempo può richiedere un periodo di aspettativa non retribuita di durata non superiore a quella prevista dal proprio Contratto collettivo nazionale di lavoro.

Periodo di comporto nei vari Ccnl 2021

Ribadendo l'indispensabilità di consultare i singoli Contratti collettivi nazionali di lavoro per conoscere tutti i dettagli relativi alla durata del periodo di comporto e al suo azzeramento, è bene ricordare che rientrano quasi sempre alcuni eventi anche se se sono coincidenti con i giorni della malattia.

Si tratta dei giorni di sciopero, dei giorni non lavorativi e dei giorni festivi.

Allo stesso tempo, la normativa comune prevede invece che alcuni eventi non vadano mai conteggiati. Rientrano in questo elenco le assenze per malattia per gravidanza o puerperio, le assenze per malattia imputabili al datore di lavoro, le ferie, le assenze di titolari di invalidità dovute a malattia insorta per lo svolgimento di mansioni incompatibili con lo stato di invalidità, le assenze per infortunio o malattia professionale.

Il periodo di comporto può fare riferimento all'anno solare o all'anno civile.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il