Le malattie croniche indicano condizioni patologiche che colpiscono l’individuo, caratterizzate da un lungo decorso, che richiedono trattamenti specifici e un’assistenza a lungo termine.
Quali sono le malattie croniche riconosciute in ambito lavorativo? Sono diverse le malattie riconosciute come croniche e invalidanti, che hanno delle implicazioni nel mondo del lavoro, risultando particolarmente invalidanti e proprio per questo sono previste diverse tutele per i lavoratori che ne sono affetti.
Le malattie croniche indicano condizioni patologiche che colpiscono l’individuo, caratterizzate da un lungo decorso, che richiedono trattamenti specifici e un’assistenza a lungo termine.
Le malattie croniche non conducono sempre al decesso del soggetto malato, ma provocano un netto peggioramento delle sue condizioni di vita, risultando particolarmente invalidanti.
Rientrano tra le malattie riconosciute come croniche:
Ci sono poi anche le malattie mentali, insieme ai disturbi muscolo-scheletrici e dell’apparato gastrointestinale.
Il nostro ordinamento in realtà non prevede diritti e politiche specifiche per i malati cronici.
Valgono per loro gli stessi benefici e diritti riconosciuti alle persone affette da disabilità, come:
Intanto è stato approvato il testo con le nuove proposte di legge sulle disposizioni relative a nuovi diritti per i lavoratori con malattie croniche, dall’allungamento del periodo di conservazione del posto di lavoro, ai permessi retribuiti per esami e cure mediche.
Secondo quanto previsto, il diritto a conservare il posto di lavoro si allunga fino a due anni in aggiunta agli attuali 180 giorni di malattia.
I 24 mesi di assenza dal lavoro, validi sia per i dipendenti privati che pubblici, potranno essere sia continuativi che frazionati, ma non avranno diritto al pagamento della normale retribuzione né al riconoscimento della contribuzione e dell’anzianità di servizio.
Per i lavoratori autonomi è prevista la sospensione dell’attività lavorativa svolta in via continuativa per un massimo di 300 giorni nell’anno solare.
Dopo il periodo di assenza dal lavoro (fino a 2 anni) i malati cronici potranno avere priorità di accesso allo smart working.
Accanto all’allungamento del periodo di astensione dal lavoro, i dipendenti malati cronici potranno usufruire di dieci ore in più l’anno di permesso retribuito per visite, esami, analisi e cure mediche frequenti, oltre a quanto già previsto dai singoli contratti nazionali di lavoro Ccnl e dalla normativa nazionale.