È proprio durante le crisi che si gioca gran parte del rendimento di un portafoglio. A sostenerlo sono decenni di dati storici e simulazioni empiriche. Secondo uno studio pubblicato da Pictet Asset Management, un investitore che avesse immesso nel 1994 una somma di 10.000 dollari sull'S&P 500 e fosse rimasto investito fino alla fine del 2024, senza mai vendere, avrebbe visto il suo capitale crescere fino a circa 208.000 dollari. Se quello stesso investitore avesse mancato soltanto i 30 giorni migliori dell'intero periodo il rendimento sarebbe crollato dell'83%, riducendo l'importo finale a meno di 34.000 dollari.
Il tentativo, spesso dettato dalla paura, di anticipare il mercato uscendo nei momenti di maggiore volatilità per poi rientrare in tempi più tranquilli, si rivela in larga parte dannoso. Non solo perché è impossibile prevedere i movimenti futuri delle Borse, ma anche perché i rimbalzi più forti avvengono quasi sempre subito dopo i crolli più pesanti. Chi è fuori in quei momenti, rischia di perdersi proprio la fase iniziale della ripresa. Ci interessa adesso capire:
Il Pac come alleato per il risparmiatore
Oltre la crisi, come il tempo batte la volatilità
Restare investiti è la scelta più razionale, ma non sempre è la più facile. Le emozioni giocano un ruolo nelle scelte finanziarie e l'investitore medio spesso finisce per vendere nei momenti sbagliati, spinto dal timore di perdere tutto. Per evitare questi comportamenti impulsivi, esiste la strategia del Piano di accumulo del capitale, meglio noto come Pac.
Un Pac funziona attraverso un investimento regolare e sistematico di una somma fissa in uno strumento finanziario prescelto, che può essere un Etf, un fondo comune o anche un portafoglio di azioni. Quando i mercati scendono, il Pac continua a operare: acquistando più quote con la stessa cifra, l'investitore abbassa il prezzo medio di carico. Ecco il vero vantaggio: senza fare nulla, senza cambiare il piano, si aumenta l'esposizione nelle fasi più favorevoli in ottica futura. Quando i prezzi sono bassi, si compra di più. Quando salgono, si compra meno. È una logica antitetica rispetto al panico da ribasso.
Una simulazione condotta sull'Etf iShares Core MSCI World dimostra come il Pac, nel 2025, abbia permesso di acquistare un numero crescente di quote nei mesi peggiori. A febbraio, con 100 euro si compravano 0,928 quote; a marzo, il prezzo più basso permetteva di ottenerne 1,024; ad aprile, con i mercati scossi da tensioni geopolitiche, il numero saliva ancora a 1,106. Tutto questo senza alcun intervento manuale, ma semplicemente grazie alla forza della disciplina automatica.
Il Pac non è una bacchetta magica. Non garantisce rendimenti costanti, né è immune dai rischi. Ma consente di affrontare le fasi più difficili dei mercati con un atteggiamento costruttivo. Ed è proprio il tempo il fattore chiave: più lungo è l'orizzonte, più potente diventa l'effetto del Pac, e più alto è il beneficio che si ottiene dalla permanenza nel mercato.
Le ricerche di società come Moneyfarm, Vanguard e BlackRock hanno evidenziato come, nel corso delle crisi più importanti del passato - dalla bolla dot-com alla crisi dei subprime, dalla pandemia del 2020 fino ai conflitti geopolitici più recenti - chi ha mantenuto la rotta ha recuperato prima rispetto a chi ha tentato di saltare fuori per poi rientrare. In particolare, gli investimenti programmati tramite Pac hanno recuperato le perdite fino a un anno prima rispetto agli investimenti in un'unica soluzione, proprio grazie all'effetto di mediazione del prezzo.
Un altro vantaggio è la sostenibilità psicologica. Sapere di investire un po' per volta riduce il senso di pericolo percepito. Anche nei giorni peggiori, l'impatto delle perdite viene vissuto in modo più sopportabile. Non si tratta solo di una strategia tecnica, ma di una protezione contro i limiti cognitivi dell'investitore umano, spesso dominato da paura e impulsività. In questo senso, il Pac è anche un esercizio di educazione finanziaria: abitua a pensare in termini di lungo periodo, a ignorare il rumore del breve e ad agire con costanza.