Volantino Mediaworld, Expert ed Unieuro sconfitte con offerte nuove

Mediaworld lancia il suo volantino di Aprile con una serie di offerte, ma anche le altre catene si muovono con sconti e promozioni.

Volantino Mediaworld, Expert ed Unieuro

Volantino MediaWorld: offerte e sconti da capogiro distruggono Expert e Euronics


Mediaworld lancia offerte importanti con il volantino di Aprile a cui rispondono Uniero, Euronics ed Experti. Uniero anche non solo con sconti ma con tasso zero.
 

Mediaworld lancia una controffensiva importante con un volantino con sconti e prezzi bassi fino al 11 Aprile che fa concorrenza ad Euronics, Uniero ed Expert.

Le offerte Mediaworld

In modo particolare vi sono due tipologie di sconti e offerte fatte da Mediaworld. La prima riguarda i grandi elettrodimestici come frigoriferi, lavatrici, lavostovigli e sia piccoli come aspirapolveri, ferri da stiro, phon pensando sia all pulizie di primavera che all'estate.

La seconda pate delle offerte è dedicata all'elttronica di consumo, in modo particolare i nuovi cellulari Huawei P20 che sono stat presentati il 27 marzo scrso. Si va dal P20 Pro ad 899 e al P20 Lite a 369, presenti già in tutte le gamme di colori e varianti.

Ma gli altri non stanno a guardare

Prosegue la guerra tra le grandi catene di vendita di prodotti di elettronica di consumo a suon di sconti e offerti su televisori, cellulari tablet, notebook o elettrodomestici. Questa volta è il turno di Expert che replica alle promozioni dei giorni scorsi dei vari Trony ed Euronics.

Ogni comparto è di fatto coperto, incluso quello degli smartphone e tra i device venduti nel nuovo volantino a prezzo ribassato si segnalano il Samsung Galaxy Note 8 a 899 euro, il Samsung Galaxy A8 a 449 euro, il Samsung Galaxy S8 a 649 euro, il Samsung Galaxy J7 2017 a 269 euro, il Huawei Mate 10 Pro a 779 euro, il Huawei Mate 10 Lite a 299 euro, il Huawei P8 Lite 2017 a 179 euro, LG K10 a 159 euro, l'Asus ZenFone Live a 119 euro e il Wiko Tommy 2 a 89 euro.

Poi spetta naturalmente al consumatore valutare lo sconto ovvero la convenienza. Di interessante c'è che l'acquisto di uno tra questi smartphone porta con sé in regalo un altoparlante JBL Flips del valore di 79 euro.

Rimangono i problemi

Il dado è tratto e le prime saracinesche di Trony, Mediaworld ed Euronics sono state tirate giù. La spiegazione ufficiale è l'incapacità di reggere la competizione con l'ecommerce. Il divario dei prezzi applicati sui prodotti di elettronica di consumo è troppo evidente per non spingere i consumatori ad affidarsi al web, anche a costo di non fare a meno di quel contatto fisico che tanto piace e tanto rassicura i consumatori italiani. E a poco sembra bastare la cosiddetta guerra delle promozioni e di sconti sull'Iva, considerata la risposta disperata ad Amazon. Offerte e riduzioni di prezzo non sembrano sufficienti per spostare gli equilibri.

Perché di mezzo non c'è solo Amazon, la più popolare delle piattaforme di commercio elettronico, ma anche i vari ePrice, eBay, Yeppon, Pixmania e Monclick. Nessun prodotto è di fatto tagliato fuori e tra smartphone e frigoriferi, tablet e forni, fotocamere e televisori, console per giocare e computer, lavastoviglie e stampanti, i consumatori italiani hanno trovato un altro prezioso spazio per fare acquisti risparmiando. Tutto molto interessante e stimolante dal punto di vista degli utenti. Ma evidentemente lo è da meno per gli imprenditori che hanno investito risorse e per gli stessi lavoratori dei punti vendita costretti a trovare un'altra occupazione.

Basta prendere in mano uno dei tanti volantini che periodicamente sfornano Trony, Mediaworld, Euronics per farsi un'idea degli sconti applicati. C'è stato perfino chi, come Unieuro, ha messo sul piatto il taglio dei prezzi fino al 50% sugli elettrodomestici. Ma di volta in volta si vedono anche il finanziamento a tasso zero, la cancellazione dell'Iva al 22% sugli acquisti, lo svuota tutto, le vendite sottocosto e i ben noti prezzi civetta per cercare di attrarre il maggior numero di clienti possibili. Segno del cambiamento dei tempi e della difficoltà delle catene di vendita di prodotti di elettronica di consumo a recitare una parte da protagonisti.

E così, le cronache ci consegnano la sparizione nei centri città di punti vendita, la riduzione dei margini di guadagno dei distributori, la perdita di quota di mercato del canale fisico, procedure fallimentari e concordati preventivi. Tanto per essere chiari, 43 negozi di uno dei soci di Trony sono in fallimento con tanto di licenziamento di 500 lavoratori. Euronics ha ceduto a Unieuro 21 punti vendita diretti tra Lazio, Abruzzo e Marche. Mediaworld ha annunciato 180 esuberi e chiuso due punti a Milano e Grosseto.

E arriva un nuovo negozio online che vuole sfidare Amazon

Non solo è in arrivo un nuovo player pronto a sfidare faccia a faccia un colosso affermato come Amazon. Ma sono pronti nuovi servizi da vendere via web. La società francese Vente-Privee sa bene che per tentare di scalfire lo strapotere della piattaforma di Jeff Bezos occorre differenziarsi, oltre che rimanere competitivi. E per farlo gioca la carta della proposizione di eventi, della formazione dei giovani in campo tecnologico e della cultura, accanto all'ecommerce puro ovvero la vendita di prodotti. E anche su questo versante prova ad affermarsi con gli sconti a tempo, generalmente della durata variabile da tre a cinque giorni, così da concentrare i volumi d'affari.

Per il resto Vente-Privee tenta di coprire quanti più settori di vendita possibili, dai tradizionali comparti dell'abbigliamento, degli accessori, dell'oggettistica e dell'hi-tech fino ad arrivare allo sport e alla gastronomia, dagli accessori ai dispositivi hi-tech. Si tratta allora di una strategia vincente in grado di fare la differenza, magari cavalcando i contrasti di Amazon con alcuni governi sul piano fiscale? Difficile a dirsi sin da ora e il recente caso degli Stati Uniti non gioca a favore dei transalpini. Sarà perché si tratta di un mercato iper competitivo in cui ogni brand produce capi per gli outlet e dunque a prezzi ribassati, ma il progetto non è decollato.

Jacques-Antoine Granjon, fondatore e Ceo di Vente-Privee, scommette anche sulle collaborazioni di qualità, quelle in grado di fare la differenza e aumentare il grado di referenza. Basti pensare a quelle con l'École 42 ed Epitech su l fronte hi-tech e utili appunto per la formazione. Stando agli accordi, i partecipanti più meritevoli possono essere assunti direttamente dalle aziende. In pista c'è anche l'intesa con l'hub con 80 postazioni e un team all'interno del campus parigino Station F. L'obiettivo? Dare una spinta alle startup con progetti dediti al fashion retail e ai servizi mirati alla trasformazione dell'esperienza di shopping nei negozi. Se non è questa innovazione...

La prima risposta di Amazon

La novità è servita e Amazon apre alla possibilità di accettare pagamenti in contanti per gli acquisti effettuati online. Sembra un controsenso per almeno due motivi. Da una parte a proporre l'inversione di marcia è la più popolare piattaforma di ecommerce che ha fatto delle transazioni elettroniche, rapide, sicure e indolori, uno dei suoi punti di forza. Dall'altra questa opportunità aggiuntiva concessa agli utenti fa un po' a pugni con il tentativo di eliminare i contanti per passare in maniera esclusiva ai pagamenti digitali anche per piccoli importi. Basti vedere il tira e molla che sta caratterizzando il dibattito italiano con i commercianti più tradizionali e con un ampio volume di piccole transazioni che frenano rispetto all'uso indiscriminato della moneta elettronica. Ma se proprio Amazon apre al cash un valido motivo ci sarà.

La mossa di Amazon è finalizzata agganciare chi non ha la carte di credito o, ancora più semplicemente, non la utilizza per fare acquisti sul web. Si tratta di una fetta molto ampia di utenti. Basti pensare a chi è più avanti con l'età, ma per mancanza di tempo, volontà o attitudine non ha dimestichezza con le piattaforme per fare acquisti via web. Eppure anche a loro potrebbero interessate le offerte che e i ribassi di prezzi praticati da Amazon. Il pagamento in contanti prende così le mosse dall'accordo raggiunto con Sisal in 40.000 tra bar, edicole e tabaccherie.

Fissati gli obiettivi e raggiunta l'intesa strategica, il funzionamento del pagamento in contanti è a questo punto presto detto: gli utenti versando banconote e monetine, tra 5 e 500 euro, sul proprio saldo online attraverso un terminale SisalPay. Uno tra i 40.000 abilitati al servizio, il cui elenco aggiornato è consultabili sui siti amazon.it/ricaricaincassa o locator.sisal.com. Niente contrassegno, dunque, quello non è proprio possibile. Il servizio Amazon Ricarica in cassa con cui ricaricare il saldo dei buoni regalo del proprio account acquistando in contanti, è gratuito e non prevede alcuna commissione a carico dei consumatori. Per aggiungere un buono regalo al proprio account è necessario generare un codice a barre dal sito Amazon o tramite l'app per smartphone e tablet.

Si tratta di una decisione che è ora attesa alla prova del fuoco della clientela ovvero di quella parte che è finora rimasta fuori dal mondo Amazon. Se il fatturato aumenterà è tutto da scoprire. Di certo, le basi sono solidissime: nel terzo trimestre dell'anno è cresciuto del 34 per cento, raggiungendo la cifra da capogiro di 43,7 miliardi di euro. E chissà che proprio in Italia l'iniziativa del pagamento in contanti trovi terreno fertile, considerando che il nostro Paese è in forte ritardo nell'uso delle monete elettriche. E allora non è proprio un caso che l'Italia sia il primo Paese dell'Europa continentale in cui viene sperimentato la Ricarica in cassa.

Ma poi, a dirla veramente tutta, Amazon Ricarica in cassa non è il solo modo con cui i clienti Amazon possono effettuare acquisti in contanti. In quanti sanno che è disponibile un servizio molto simile con Lottomatica. Altrove ha già trovato applicazione in Messico e in Gran Bretagna. In ogni caso non si tratta di una novità assoluta perché altri grandi brand hanno già sperimentato con successo l'allargamento del ventaglio delle opzioni di pagamento

La seconda risposta di Amazon

Una riduzione interessante da Amazon Italia per quanto riguarda le spedizioni veloci, attendo ulteriori servizi che dovrebbero arrivare anche in Italia. E poi alcune storie che hanno davvero dell'incredibile in riferimento alle consegne Amazon e non solo

E' stato deciso il taglio dei costi delle consegne veloci da Amazon Italia ed è diventato operativo e ufficiale dalla scorsa notte. Non, però, per gli abbonati Prime.

Si è scesi a 5,99 euro dagli 8 euro precedenti per la consegna in un giorno lavorativo, mentre per Milano per la consegna serale è diventata 8,99 invede di 10 euro+ 4 euro epr ciascun prodotto ordinato. Questo chiaramente è un vantaggio per gli ordini con più prodotti e presto dovrebb passare anche ad altre città principali come è successo per altri servizi.

E ancora...

Tutto in casa, dalle vendite alla consegna. Amazon compie un passo decisivo nel mercato del commercio elettronico e trova un altro comparto di business. Il più importante player dell'ecommerce mondiale riuscirebbe a raggiungere due obiettivi con una sola mossa. Da una parte si libererebbe, almeno parzialmente, dai costi e dalle grane che derivano dal rapporto con i corrieri. Dall'altra si andrebbe a infilare in un business redditizio. Senza contare l'ottimizzazione dei tempi di consegna a favore dei consumatori. E non si tratta solo di un'idea perché il progetto Shipping with Amazon è ai nastri di partenza è nell'arco di poche settimane è pronto a trasformarsi in realtà nella città di Los Angeles. Poi, in base al successo dell'iniziativa, è pronto un allargamento anche del resto del Paese e magari anche altrove, Europa e Italia inclusi.

La società di commercio elettronico è allora pronta a prendere in mano l'intera filiera, dalle vendite alla consegna. Manca solo la produzione, ma solo in parte, considerando i servizi che portano già la sua firma. A ogni modo, se le anticipazioni del Wall Street Journal troveranno riscontro, siamo allora davanti a una vera e propria rivoluzione dalle prospettive senza limiti. Perché se Amazon diventa un corriere, appare evidente come prenderà in mano un'intera linea di business. E che qualcosa sia da tempo nell'aria è dimostrato non solo dai chiacchierati droni per la consegna dei pacchi così da evitare gli ingorghi stradali nelle grandi città, ma anche la presunta creazione di una flotta di aerei da trasporto e perfino di navi per le spedizioni marittime.

In ogni caso, anche se non è affatto da escludere che Amazon riesca a fare centro nell'arco di poco tempo, occorre procedere con la dovuta cautela perché è molto complicato riuscire di fatto a diversificare gli ambiti di affari in due macro settori. Non è un caso che Shipping with Amazon stia iniziando da una sola città in una sorta di sperimentazione per scoprire quali sono le principali difficoltà nella gestione del servizio. Che l'iniziativa stia facendo discutere e addirittura preoccupare e società di consegna e di spedizione a livello nazionale, è dimostrato dai campanelli di allarme che sono stati fatti suonare a più riprese nelle ultime ore con l'invocazione di una precisa regolamentazione. La questione è caldissima e c'è da credere che Shipping with Amazon sia solo una tappa di un cammino ben più lungo destinato a durare ancora per molto tempo.