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Benzina e diesel record, ma Governo fermo. E accise mobili porterebbero risparmi minimi e solo per i più benestanti

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di Marcello Tansini pubblicato il

Prezzi di benzina e diesel alle stelle scuotono automobilisti e famiglie, mentre il governo resta in stallo. Formazione dei costi, inefficacia delle accise mobili e proposte per un futuro con soluzioni più eque.

Le ultime settimane hanno visto una crescita vertiginosa dei prezzi di benzina e diesel, con gran parte del Paese che assiste incredula al superamento della soglia psicologica dei 2 euro al litro. L'aumento degli importi praticati alla pompa non è solo il risultato di tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dell'innalzamento delle quotazioni internazionali, ma è anche il segnale di un sistema che fatica a proteggere i consumatori nei momenti di crisi.

Nel contesto attuale, l'attesa per risposte concrete da parte del governo si fa sempre più pressante: la discussione sulla possibilità di attivare il meccanismo delle accise mobili si protrae tra annunci e smentite, mentre nel portafoglio degli automobilisti il sollievo tarda ad arrivare. Nonostante le promesse e le analisi sulle strategie fiscali, gli sconti prospettati rischiano di essere marginali. Esperienze passate hanno già mostrato come le soluzioni concesse abbiano prodotto benefici per lo più trascurabili e concentrati nelle fasce di popolazione più agiate.

Oggi, la posta in gioco è alta: le decisioni politiche influenzeranno non solo i costi di rifornimento, ma anche settori fondamentali come la logistica e la distribuzione alimentare, già messi a dura prova dalle oscillazioni di prezzo. La fiducia nei confronti delle istituzioni rischia nuovi contraccolpi, a fronte di risposte non sempre tempestive e di effetti concreti sulle spese quotidiane dei cittadini.

Come si formano i prezzi di benzina e diesel

La composizione del prezzo finale di benzina e diesel, per il consumatore, si basa su una serie di elementi tra loro interconnessi e soggetti a numerose variabili. Innanzitutto, il costo industriale della raffinazione e distribuzione si somma a due voci fondamentali: l'imposta sul valore aggiunto (IVA) al 22% e le cosiddette accise, tasse fisse applicate su ogni litro di carburante. Dati aggiornati evidenziano come l'effettivo costo al litro abbia subito impennate record:

  • Al self, la benzina è salita a 1,782 euro/litro, +6,5% rispetto a inizio mese.
  • Il gasolio ha raggiunto 1,965 euro/litro (+13,7%).
  • Al servito, la verde quota 1,917 euro/litro; il diesel supera 2,091 euro/litro in molte regioni.
Le cause di questi rincari vanno cercate principalmente nell'aumento delle quotazioni del Brent, influenzate dagli ultimi sviluppi in Medio Oriente, che hanno innalzato rapidamente il prezzo base delle materie prime:

Componente

Incidenza su prezzo finale

Prezzo industriale

Variabile - legato al mercato internazionale

IVA 22%

Fino a 33 cent/litro diesel, 31/litro benzina (marzo 2026)

Accisa

Tassa fissa, aggiornata per legge

A complicare ulteriormente il quadro, diverse regioni italiane, come Calabria, Sicilia, Valle d'Aosta e le province autonome di Trento e Bolzano, registrano valori tra i più alti d'Europa, con punte che, in autostrada, per il diesel superano anche i 2,6 euro/litro.

È importante ricordare che gli interventi fiscali sugli idrocarburi rappresentano per lo Stato una delle principali fonti di gettito: secondo le stime più recenti, solo a gennaio sono stati venduti 930 milioni di litri di benzina e 1,8 miliardi di litri di gasolio, per un incasso complessivo vicino ai 5 miliardi di euro.

Accisa mobile: funzionamento, storia e criticità della misura

La cosiddetta accisa mobile nasce in Italia nel 2007 con la legge finanziaria del governo Prodi ed è stata attuata effettivamente per la prima volta nel 2008. Il principio è semplice: se il prezzo del petrolio sale e, di conseguenza, l'IVA incassata dallo Stato aumenta rispetto alle previsioni, una parte di questa extra-entrata viene temporaneamente restituita agli automobilisti tramite un taglio delle accise.

Il meccanismo è stato recentemente rivisto dal governo nel 2023 per permettere interventi più rapidi e mirati, con la possibilità di attivare il taglio tramite decreto ministeriale in accordo tra Ministero dell'Economia e Ministero dell'Ambiente. Ora l'attivazione dipende dallo scostamento tra la media del prezzo del Brent nel bimestre precedente e le previsioni riportate nei Documenti di Finanza Pubblica .

  • La versione attuale non prevede più una soglia di aumento del 2% delle quotazioni internazionali per far scattare il beneficio.
  • La misura rimane mobile per definizione, cioè adattabile al variare delle condizioni di mercato.
Le criticità principali sono:
  • Margine di intervento ridotto: l'extragettito calcolato è legato solo alla componente industriale del prezzo (circa 2-4 cent/litro potenziali di sconto attuale).
  • Dipendenza dal bilancio pubblico: per effetti più rilevanti servirebbero coperture economiche aggiuntive.
  • Tempi di attuazione e trasparenza: il meccanismo manca di una chiara e rapida applicazione, lasciando spazio a incertezze sia tra gestori che tra utenti.
Nonostante la sua architettura teorica, la misura soffre la complessità delle rilevazioni e la necessità di immediata liquidità per ottenere risultati apprezzabili sui costi finali.

L'efficacia reale delle accise mobili: chi ci guadagna davvero?

L'utilizzo dell'extragettito IVA per finanziare riduzioni temporanee delle accise ha generato, fin dalla sua introduzione, aspettative spesso disattese. I principali beneficiari degli sconti garantiti da questo meccanismo sono le famiglie con maggiore capacità di spesa, perché maggiori sono i consumi di carburante, superiore risulterà il risparmio ottenuto.

L'esperienza più recente e completa è rappresentata dal 2022, quando il beneficio cumulato per il 10% delle famiglie più abbienti è stato calcolato essere oltre 6 volte superiore rispetto al 10% delle famiglie meno abbienti (dati Ufficio parlamentare di bilancio).

Le simulazioni attuali, applicate agli aumenti di queste settimane, indicano:

  • Una riduzione media di 4 cent/litro per la benzina e 8 cent/litro per il gasolio, pari a circa 3-4 euro su un pieno da 50 litri.
  • Risparmio annuo per automobilista: tra 70 e 75 euro.
Riservare tale misura alle fasce d'utenza più vulnerabili è complesso, data la natura generalizzata dell'abbattimento fiscale alla pompa. Non sorprende, quindi, che il ritorno economico per le famiglie meno abbienti sia pressoché trascurabile rispetto alla spesa energetica totale sostenuta nelle stesse.

Gli errori comuni? Sovrastimare l'impatto reale dell'accisa mobile sui bilanci familiari medi e attribuire a questa leva fiscale poteri di stabilizzazione che non è in grado di garantire senza fondi aggiuntivi e policy mirate a restringerne il beneficio ai soli utenti in difficoltà.

Cosa abbiamo imparato dagli interventi straordinari

Il 2022 ha rappresentato una cartina di tornasole per dimostrare i limiti e le opportunità degli interventi emergenziali sui carburanti. Durante la crisi energetica successiva all'invasione russa dell'Ucraina, il governo Draghi utilizzò il meccanismo previsto dalla normativa per ridurre temporaneamente le accise attingendo all'extragettito IVA. Alcuni numeri chiave per valutare l'impatto:

  • 8,5 centesimi/litro, primo taglio garantito (marzo 2022).
  • 25 centesimi/litro (30 con IVA), sconto complessivo nella fase più acuta (estate-autunno 2022), ottenuto grazie a 7 miliardi di risorse aggiuntive e tassa sugli extraprofitti.
  • Effetto sulle famiglie: il beneficio si è concentrato ancora una volta su chi aveva più capacità di spesa energetica.
L'insegnamento principale: senza un apporto straordinario di fondi con una copertura che non venga solo dagli automatismi sull'IVA le accise mobili assicurano sconti irrilevanti per la maggioranza dei cittadini. Sostegni importanti si ottengono solo in presenza di una forte volontà politica e di mezzi finanziari straordinari in aggiunta agli strumenti ordinari previsti dalla normativa.

Proposte politiche e richieste delle associazioni

La pressione per un intervento più incisivo sui prezzi dei carburanti proviene sia dalle opposizioni che dalle principali associazioni di categoria. Le richieste più frequenti:

  • Taglio delle accise fino a 15 cent/litro per la benzina, in modo da riportare i prezzi ai livelli precedenti la crisi (Codacons).
  • Decreto legge per abbassare di almeno 10 cent/litro (Unione Nazionale Consumatori), considerando che lo studio di questi strumenti dura da oltre vent'anni.
  • Riduzioni anche più significative delle accise, per assicurare risparmi annuali immediatamente rilevabili dai cittadini (Federconsumatori chiede almeno 20 cent/litro, pari a un recupero di circa 230 euro annui per automobilista).
Il governo, da parte sua, ha mostrato apertura al monitoraggio della situazione tramite task force interministeriali e si è riservato la facoltà di attivare lo strumento solo in caso di rialzi stabili e duraturi.


Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...