Il Salone del Libro di Torino 2026 si è rivelato un evento ricco di numeri, ospiti di spicco e originali novità. Tra consigli pratici, stand da non perdere ed esperienze coinvolgenti, impressioni e curiosità.
Varcando l'ingresso del Lingotto Fiere, la mia sensazione è quella di entrare in un universo sospeso nel tempo, fatto di storie, volti sorridenti e un caleidoscopio di copertine colorate. L'atmosfera che si respira all'interno degli ampi padiglioni è inebriante: intorno a me, una moltitudine di appassionati, editori e curiosi, giovani famiglie e scuole in gita. Ogni angolo è vibrante di attività e voci, perfetto per chi desidera immergersi nella cultura.
Sperimentare la visita alla storica fiera torinese significa per me non solo aggirarsi fra gli stand dei migliori editori italiani e internazionali, ma vivere anche l'energia delle idee, delle nuove pubblicazioni e degli incontri personali con autrici e autori. Il profumo dei libri nuovi, le interminabili file agli stand più seguiti e le anteprime letterarie compongono un mosaico avvolgente. Lo spirito con cui mi sono lasciato trasportare tra le corsie è stato quello della curiosità e della sorpresa, pronto a lasciarmi coinvolgere da ciò che non avevo previsto su carta. Una giornata che inizia con ordine, mappe alla mano, e diventa un'avventura fatta di scoperte, consigli tra lettori e momenti di condivisione attorno a una passione che accomuna migliaia di persone.
L'edizione di quest'anno, intitolata Il mondo salvato dai ragazzini, un omaggio sentito all'opera di Elsa Morante, segna la XXXVIII edizione della manifestazione, consolidando la presenza della kermesse come appuntamento cardine per il mondo editoriale italiano ed europeo. I dati raccontano una crescita costante: più di 1.000 espositori, oltre 2.600 eventi previsti e la partecipazione attiva di editori grandi e piccoli, con una particolare attenzione alle nuove voci della narrativa e della saggistica. L'affluenza, che lo scorso anno aveva già raggiunto quota 231.000 visitatori, rende l'idea di quanto la passione per la lettura sia diffusa tra pubblici di ogni età, compresi i giovani (quasi la metà dei partecipanti ha meno di 35 anni).
Quest'anno, tra gli ospiti di spicco che mi hanno colpito: Zadie Smith, protagonista della lezione inaugurale, David Grossman, Emmanuel Carrère, Irvine Welsh e László Krasznahorkai, vincitore del Nobel 2025, insieme a numerose figure di rilievo del panorama letterario mondiale. Un posto d'onore è riservato alla Grecia, Paese ospite, con incontri ed eventi dedicati alla sua vivace scena editoriale contemporanea. L'entusiasmo si traduce anche in alcune novità di rilievo: aree tematiche dedicate a linguaggi emergenti, iniziative per il pubblico giovane, e la conferma del Rights Centre per i professionisti. Il Salone si dimostra così in grado di mescolare tradizione, innovazione e respiro internazionale.
L'organizzazione dell'arrivo è parte integrante della riuscita della mia esperienza. Il Lingotto, emblematica struttura torinese nata come stabilimento FIAT negli anni '20 e ora rivalorizzata come polo fieristico, è situato in via Nizza 294 e si raggiunge facilmente sia con mezzi pubblici che privati. Optando per la metropolitana, la fermata Lingotto (linea 1) consente un accesso diretto; in alternativa, varie linee urbane e autobus collegano efficacemente le stazioni principali di Porta Nuova e Porta Susa. Per chi preferisce l'auto, si trovano sia un ampio parcheggio sotterraneo che numerosi spazi nelle immediate vicinanze. I biglietti sono acquistabili online già dai mesi precedenti, scelta preferibile per evitare code con prezzi ridotti rispetto alla biglietteria in loco (23 € in cassa, 16 € online):
La varietà degli spazi espositivi è uno degli aspetti che reso la manifestazione così coinvolgente per me: i padiglioni del Lingotto (principalmente Padiglione 3, Oval, aree tematiche e stand istituzionali) sono organizzati in modo da soddisfare ogni tipo di curiosità editoriale. Il consiglio più prezioso raccolto fra le corsie e gli esperti è quello di munirsi della mappa ufficiale, distribuita all'entrata e scaricabile online, e di fare una lista degli stand e delle case editrici di maggior interesse.
Alcuni spazi si distinguono per l'atmosfera conviviale e innovativa: la presenza di Arbor Libri, ad esempio, presso Padiglione 3 stand Q18-R17/R27, propone un viaggio letterario tra i borghi italiani, mentre lo stand di Spirito Libero in P22 sorprende per le esperienze interattive offerte ai visitatori. Da non perdere anche le aree regionali (quest'anno con un focus sulla Regione Umbria) e lo spazio internazionale della Grecia. Segnalo, fra gli stand imperdibili, le case editrici indipendenti e la zona del Self Publishing, cuore pulsante delle nuove produzioni. Muoversi fra i padiglioni è un esercizio di resistenza: si cammina molto, si cambia spesso ambiente e il susseguirsi di temperature differenti impone abbigliamento a strati e scarpe comode. Ogni area tematica, infine, propone mostre, presentazioni, workshop e momenti di confronto con esperti e autori.
La vera magia dell'appuntamento torinese si manifesta per me nella ricchezza del calendario eventi. Quest'anno l'apertura è affidata a Zadie Smith, che tratta il tema dell'identità e dell'attualità in una riflessione che coinvolge lettori di ogni generazione. Il titolo Ogni cosa era estrema. Ed è tutt'ora così mette subito al centro il dialogo e la condivisione. Il programma, che si rinnova e si arricchisce anche nei giorni della fiera, prevede incontri con grandi nomi internazionali e italiani (David Grossman, Irvine Welsh, Emmanuel Carrère, Lea Ypi), tavole rotonde dedicate alle novità editoriali, laboratori per ragazzi e panel a tema internazionale.
Una novità che hi molto apprezzato è il Romance Pop Up: uno spazio dedicato alle autrici romance, incontri firmacopie ed eventi speciali. Il Club, area innovativa dell'esterno, diventa protagonista nel weekend, con eventi di teatro, musica, comicità e performance che collegano il mondo dei libri alle arti performative contemporanee. Molti eventi richiedono prenotazione anticipata sul sito ufficiale; durante la mia visita, partecipare a incontri con autori, panel interattivi e presentazioni è stato il modo migliore per assaporare la vivacità e il respiro internazionale della manifestazione.
Fra i momenti più originali della mia esperienza a Torino, una menzione speciale va allo stand di Spirito Libero al Padiglione 3. Quest'anno, oltre alle novità editoriali, la casa editrice ha lanciato una proposta interattiva che coinvolge i visitatori in un vero e proprio Social Corner. Qui, ispirati da una domanda ironica, Tu che spirito sei?, si partecipa a un gioco di sorte, pescando una carta che rivela un'identità o una sfumatura di personalità. L'idea di farsi fotografare e condividere il responso sui social aggiunge un tocco moderno e divertente, rendendo l'esperienza memorabile. Oltre a questo, l'ampiezza dello stand lascia spazio alla consultazione dei cataloghi e all'incontro con autori emergenti e staff, disponibili a consigli personalizzati. L'iniziativa è sostenuta dalla Regione Toscana, che promuove la partecipazione degli editori toscani, sottolineando la sinergia tra territorio e cultura. Nell'area limitrofa, ho trovato altri momenti di confronto tra editori indipendenti, dibattiti sulle nuove tendenze e la possibilità di sfogliare i titoli più originali di questa edizione.
Riflettere sull'esperienza che ho vissuto tra i padiglioni del Lingotto significa realizzare quanto sia ancora potente il legame tra persone e libri. Quest'anno, forse più che in passato, la manifestazione si è distinta per la ricchezza del programma, la varietà degli spazi e la qualità degli incontri. La presenza di giovani e la scelta di un tema centrale quale Il mondo salvato dai ragazzini hanno favorito non solo il dibattito culturale, ma anche una partecipazione trasversale. Mi ha colpito il taglio internazionale della kermesse e la capacità di valorizzare la produzione letteraria italiana senza chiudersi alle contaminazioni straniere.
Gli spunti raccolti ai panel e agli incontri, assieme alle tante conversazioni tra lettori nei momenti di attesa, restituiscono la fotografia di un settore vitale, attento al cambiamento e all'innovazione. L'attenzione rivolta alla cura dell'evento, alla sicurezza e all'accessibilità testimonia una maturità organizzativa che si traduce in affidabilità e autorevolezza. Il Salone del Libro di Torino 2026, in definitiva, si conferma un'occasione preziosa per chi ama immergersi nella lettura e nella cultura, lasciando la certezza che le storie condivise possano davvero contribuire a immaginare nuove prospettive per il futuro.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...